I No-Vax continuano nella intollerabile manipolazione e sfruttamento della Shoah

da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

È una bambina polacca di 14 anni, si chiamava Czeslawa Kwoka. Ad Auschwitz i nazisti le tatuarono il numero 26947 sul braccio, strappandole il suo nome e la sua identità. Oggi i no vax si appropriano indebitamente della sua immagine per farne la inconsapevole testimonial di una campagna che vorrebbe equiparare i bambini ebrei, cacciati dalle scuole del Regno d’Italia con le Leggi razziali del 1938, ai bambini non vaccinati che la Legge Lorenzin vuole tutelare, insieme ai loro compagni. Duplice manipolazione, falso spudorato. Peraltro la bambina sfruttata dagli antivaccinisti non è neppure ebrea: era polacca e cattolica.

Raffaele Besso, co-presidente della Comunità di Milano, ha così commentato: «La campagna “per la libertà di cura“  SìAmo paragona l’obbligo vaccinale e il relativo allontanamento dalla scuola dei bambini non vaccinati alle leggi razziali emanate sotto il nazi-fascismo in virtù delle quali i bambini ebrei venivano espulsi dalla scuola e poi uccisi nei lager. Premesso che i paragoni sono spesso fuori luogo, mettere dei bambini discriminati per il solo fatto di essere ebrei sullo stesso piano di bambini che i genitori non fanno vaccinare per loro scelta, è odioso e intollerabile. I bambini ebrei e i loro genitori non potevano scegliere”.

“Una propaganda ignobile. Riteniamo il paragone mostruoso e inaccettabile. I bambini ebrei non costituivano un pericolo per nessuno, mentre i bambini non vaccinati costituiscono un pericolo per tutti coloro che non si possono vaccinare, perché immunodepressi o malati o troppo piccoli per un determinato tipo di vaccino. I bambini non vaccinati non sono vittime della società o della politica, ma dei loro genitori ottusi, oscurantisti e del tutto irresponsabili”. Così la Comunità ebraica risponde alla nuova, vergognosa propaganda antivaccini, che sfrutta i simboli e i volti della Shoah.

Dopo la campagna che utilizzava la stella gialla antisemita per paragonare i bambini ebrei a quelli non vaccinati, oggi i NO VAX inaugurano una nuova intollerabile propaganda con cartelloni pubblicitari, in cui accostano una piccola internata in un lager nazista a un bambino non vaccinato.

E direttamente scrivono a Mosaico, quasi a voler chiedere un avallo del mondo ebraico alla loro campagna: “In merito ad un vecchio articolo del 2017 ed alla propaganda di questi giorni, vorrei avere la vostra idea, senza pregiudizi, sul paragonare l’iniziativa del governo ad escludere i bambini non vaccinati dalle scuole, così come fecero con gli Ebrei nella seconda guerra mondiale. Per chi non conosce il diritto e la pericolosa gravità di ciò che sta accadendo sotto il naso delle persone che guardano il famoso dito: le leggi razziali furono solo l’inizio, come ora. Il presupposto fu che gli Ebrei erano pericolosi per la società, come ora i non vaccinati. Si cominciò dall’esclusione dalle scuole e dagli enti pubblici, come ora i bambini non vaccinati. Si impose agli Ebrei di portare una stella sul petto, ora ti hanno appiccicato l’etichetta no vax.
Gli Ebrei vennero privati a poco a poco, dei diritti fondamentali, oggi veniamo privati del diritto alla salute, alla istruzione e soprattutto del diritto all’autodeterminazione. Come per gli Ebrei tutto fu reso legale e socialmente accettabile anzi giusto, perché, come ora, era una legge a prevedere la discriminazione di un gruppo di esseri umani.
Sappiamo tutti com’è finita, e come oggi, quando tutto cominciò ogni Ebreo pensava che: “vabbè…. non arriveranno a tanto”.
Voi cosa pensate? A parte i campi di concentramento, vedo moltissime similitudini con quei fatti, similitudini che riguardano una certa ideologia, una concezione della legge che calpesta il diritto e gli uomini.
Senza dubbio non è possibile rimanere in silenzio e darsi addosso per via di un accostamento senz’altro legittimo, quello con le leggi razziali. Gli Ebrei meglio degli altri dovrebbero comprendere che il momento è grave. Il meccanismo che è stato volutamente azionato è il medesimo di allora. È spaventoso, ma se non si reagisce, tutto diverrà lecito. Anche il genocidio di massa, con chissà quale scusa stavolta”.

La risposta della Comunità ebraica può essere una sola: sono aberranti farneticazioni. Oggi a nessun  bambino viene negato il diritto alla salute, alla istruzione, nessuno viene cacciato per la sola colpa di essere nato. Ma il diritto all’autodeterminazione non può essere fatto valere a discapito degli altri e i genitori no-vax devono rendersene conto.

Come scriveva nel 2017   Roberto Burioni  “Fa bene il Ministro Lorenzin a impegnarsi perché le vaccinazioni siano obbligatorie per iscriversi a scuola. Fa bene perché questo renderà le scuole più sicure proteggendo sia i bambini vaccinati, sia quelli che non si sono ancora vaccinati, sia quelli che non si sono potuti vaccinare – magari perché stanno guarendo da una leucemia. Quando parliamo del diritto allo studio ricordiamoci che anche i bambini immunodepressi, trapiantati o ammalati – nei quali i vaccini sono controindicati e infezioni come il morbillo possono essere letali – hanno il diritto di frequentare le scuole e studiare senza rischiare la vita. Hanno questo diritto e io lo vedo prevalente rispetto a quello che invocano i genitori che non vogliono vaccinare i figli sulla base di pericolose bugie senza nessuna base scientifica“.

Qui non c’entrano nulla i concetti di “razza”: ed è spaventoso che per propagandare le loro idee, al di fuori di ogni riscontro scientifico, i No-Vax persistano nello sfruttamento, nella manipolazione, nell’abuso di immagini della Shoah. Usare i morti nelle camere a gas è una pratica ripugnante e offensiva, soprattutto per coloro che non ci sono più e non possono dire nulla.

Ester Moscati

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