«Canto dei morti invano». Poesia di Primo Levi

Sedete e contrattate
A vostra voglia, vecchie volpi argentate.

Vi mureremo in un palazzo splendido
Con cibo, vino, buoni letti e buon fuoco
Purché trattiate e contrattiate
le vite dei nostri figli e le vostre.

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«Disattenzione». Una poesia di Wislawa Szymborska

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.

Ho passato tutto il giorno senza fare

domande,

senza stupirmi di niente.

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«Operaio in una fabbrica d’armi». Una poesia di Andrzej Jawin (Karol Wojtyla)

Non influisco sul destino del globo,
non son io che incomincio le guerre.
Sono con te o contro di te – non lo so.

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«La realtà esige». Una poesia di Wislawa Szymborska

La realtà esige

che si dica anche questo:

la vita continua.

Continua a Canne e Borodino

e a Kosovo Polje e a Guernica.

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«Piedi nuovi». Una poesia di Adriana Zarri

Un Gesù biondo
custodirà vuote basiliche
impolverate
di ragnatele.

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Le sfide culturali e letterarie del postmodernismo. Intervista alla poetessa Silvana Andrada Tcacenco di Tudor Petcu

Il dott. Tudor Petcu ci invia un’intervista a una poetessa rumena, Silvana Andrada Tcacenco, che volentieri pubblichiamo.

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Il miracolo della Parola. Bibbia, poesia e rivoluzione nel Dottor Živago di Boris Pasternak. Una conferenza di Adalberto Mainardi

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Nell’ambito del ciclo di letture bibliche su Bibbia e letteratura, l’Associazione “Biblioteca Salita dei Frati” ha organizzato martedì 5 dicembre 2017 la conferenza di Adalberto Mainardi sul tema Il miracolo della Parola. Bibbia, poesia e rivoluzione nel Dottor Živago di Boris Pasternak Introduce Fernando Lepori.

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Padre Turoldo. Un credente che passava frontiere

da Aclilombardia.it, ACLI Lombardia APS, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani Lombardia.

Insieme al seguente articolo di Daniele Rocchetti segnaliamo l’archivio audio di omelie di p. David Maria Turoldo messo a disposizione dal sito delle ACLI di Bergamo: Aclibergamo.it.

Paolo Giuntella, amico e maestro di David Sassoli, amava ricordare che nel Libro della giungla di Rudyard Kipling, il cucciolo d’uomo Mowgli riesce a vincere l’arrogante e terribile tigre Shere Khan con il fiore rosso, il fuoco, un tizzone ardente.

Il passaggio, di generazione in generazione, del tizzone ardente, del fuoco della fede, del fuoco interiore, è la strada, il cammino del popolo di Dio, da Abramo a oggi. Non è la potenza delle pietre dei templi, la forza delle istituzioni umane, ad assicurare al popolo di Dio il suo avvenire, ma il passaggio di generazione in generazione, da persona a persona, di questo tizzone ardente, del fiore rosso della testimonianza.

Perché tutto il popolo della Bibbia è un grande movimento biografico. Così la storia del popolo di Israele e la storia della Chiesa: un movimento di persone. E’ il mistero dell’incarnazione storica della parola di Dio. Ecco perché i testimoni diventano cruciali: rendono evidente l’umanità del Vangelo, oltre gli stretti recinti confessionali.

Sono loro: Franz Jaegerstatter, Primo Mazzolari, Emmanuel Mounier, don Lorenzo Milani, Charles de Foucauld, Thomas Merton, Annalena Tonelli, don Tonino Bello e tutte le sconosciute e gli sconosciuti, veri e propri “santi minori” che rendono viva e vera la vicenda di Gesù e raccontano con la loro vita la bellezza dell’avventura cristiana.

Il corteo di credenti e testimoni che hanno impresso la loro traccia sulle strade del nostro tempo è affollato. Un corteo di cui dovremmo essere orgogliosi.

Padre David Maria Turoldo, di cui domenica prossima ricorderemo il trentesimo anniversario della morte, era uno di questi.

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«Epifania del Signore». Una poesia di p. David Maria Turoldo

David Maria Turoldo (1916-1992) è stato un frate dell’Ordine dei Servi di Maria e un poeta che ha saputo tradurre in versi i sentimenti più intimi del cuore umano. Definito “coscienza inquieta della Chiesa” trasforma questa inquietudine in parole che penetrano, come lama affilata, nell’animo di chi legge. Nella poesia dal titolo Epifania, particolarmente suggestiva e profonda, si sofferma sui Magi, “naufraghi sempre in questo infinito”, e li definisce come “i santi più nostri”, in quanto “pellegrini del cielo”: essi sono “l’anima eterna dell’uomo che cerca”.

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«Pesi e misure». Una poesia di Gianni Rodari

Non puoi pesare in metri
né il pane né il panettone,
né misurare in litri
l’altezza del Resegone …

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«Corriamo insieme». Una poesia di Ania Ziemba

Tudor Petcu ci ha inviato un testo poetico di Ania Ziemba, studentessa presso il Liceo Little London International Academy, Romania.

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La Giornata della lingua rumena. Un articolo pubblicato su “Timeless Magazine”

La rivista “Timeless Magazine” del Liceo Little London International Academy, di Bucarest in Romania, offre la possibilità agli studenti di far conoscere i loro talenti, le loro capacità artistiche, tutte queste essendo rappresentate da creazioni poetiche, saggi filosofici, riflessioni personali e così via. È una rivista incentrata sugli sviluppi intellettuali e creativi degli studenti, incoraggiando la diversità dei punti di vista, certamente, alla luce dei diversi argomenti.

Oggi, la Giornata della lingua rumena si è trasformata in un momento di consapevolezza della necessità di prevenire il processo del suo degrado. La cura per la parola deve esistere in ogni contesto, e la lingua rumena lo merita, merita il rispetto guadagnato nella storia, senza che questo rispetto si opponga all’evoluzione, alla “modernizzazione”. Anche la scuola Little London  sostiene e lotta per un linguaggio pulito, corretto, vivo e autentico. Oggi si è parlato della PAROLA, dei suoi significati, dei SENSI.

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Due poesie in apparente antitesi: «Alla formica» e «Rivoluzione» di Gianni Rodari

Due poesie in apparente antitesi, in cui Rodari si conferma un genio della narrazione a scopo educativo.

Nella prima la formica cattivella di Esopo e di La Fontaine, che nega un aiuto alla bisognosa cicala, rea di non aver fatto provviste in tempo, ma di aver allietato col suo canto l’estate.

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«Uomini», di Evgenij Aleksandrovič Evtušenko

Evgenij Aleksandrovič Evtušenko, nato Gangnus (in russo: Евгений Александрович Евтушенко; Zima, 18 luglio 1932 – Tulsa, 1º aprile 2017), è stato un poeta e romanziere russo.

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«Fiore grigio». Una poesia di Alexandru Jibleanu

Tudor Petcu ci ha inviato un testo poetico di Alexandru Jibleanu, studente nella decima classe presso il Liceo Little London International Academy, Romania.

Cara mamma, quanto mi hai fatto?
Con il profumo dei fiori
Il cielo è vuoto, quante stelle sono cadute,
I suoi occhi scintillanti,

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«Invidia». Una poesia di Alexandru Jibleanu

Tudor Petcu ci ha inviato un testo poetico di Alexandru Jibleanu, studente nella decima classe presso il Liceo Little London International Academy, Romania.

Vedere le persone felici tutto il tempo, mi rende geloso,
 
Il mio cuore batte di meno, mi rende un po’ sbadato,
 
Riguardo a cose che stanno succedendo, vedere l’amore sui social e merda,
 
Mentre il mio cuore inizia a preoccuparsi, anche se non voglio preoccuparmene un po ‘,

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«Ansia». Una poesia di Alexandru Jibleanu

Tudor Petcu ci ha inviato un testo poetico di un altro suo studente, Alexandru Jibleanu, studente nella decima classe presso il Liceo Little London International Academy, Romania.

La pioggia che batte sulla mia finestra come la mia unica luce è la luna.

La mia gamba si muove su e giù mentre alcune nuvole fanno andare la mia luce presto.

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«Ultimo tango a Sarajevo» di Izet Sarajlić. Due ricordi e una poesia per Jovan Divjak

Jovan Divjak (1937-2021): una vita per la multiculturalità. Storia del generale che difese Sarajevo

Il “generale”, come lo chiamavano i molti che gli dovevano la vita per aver difeso Sarajevo durante il lungo assedio, era passato dal Festival dei Diritti Umani in una bella giornata di aprile. In faccia il perenne sorriso malizioso di un vecchio saggio che ne aveva viste di tutti i colori. Jovan Divjak si rabbuiava quando parlava dell’assedio di Sarajevo: non una guerra civile, diceva, ma una guerra contro i civili. Dopo gli orrori nazionalisti si dedicò a ricostruire la convivenza inter-etnica della Bosnia, a partire dai giovani. Intervista di Danilo De Biasio Riprese e montaggio di Alex Villamira – Fairy Tails Milano Traduzione di Laura Signori

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“Padre mio, mi sono affezionato alla terra”. Poesia di Mario Luzi

“Padre Mio, mi sono affezionato alla terra” è testo composto dal grande poeta italiano Mario Luzi, assieme ai commenti e alle meditazioni della Via Crucis presieduta da papa Giovanni Paolo II per il Venerdì Santo del 1999, a Roma, al Colosseo. E’ stato lo stesso Karol Wojtyla a invitare Luzi a scrivere le splendide composizioni, tra prosa e poesia. Il brano è meglio conosciuto con il titolo Gesù e la terra degli uomini ed è stato composto da Mario Luzi a commento del passo del Vangelo secondo Matteo 27,33-35, ovvero del passo relativo al Golgota. Il poeta ipotizza un dialogo di Gesù con Dio, poco prima della crocifissione. 

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