La Parola è la mia casa: [05/02/2023] V dom TO anno A

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.

Un sale e una luce che non si mischiano non danno sapore né illuminano, ma rovinano bocca e occhio

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 5, 1-12a)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

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Profumo di cannella

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Nella parasha Ki Tissà si legge che il Signore ordina a Mosé di preparare l’incenso per il Servizio nell’Arca. Gli ingredienti sono diversi, ma uno colpisce particolarmente, perché la sua identificazione non richiede particolari analisi lessicali. Mentre, come abbiamo già visto in altri casi la parola impiegata nel testo della Torà per identificare la specie richiede studi ed analisi speciali: spesso gli studiosi non sono d’accordo tra loro e c’è chi propende per un’interpretazione, chi per un’altra lasciando sempre un’ombra di incertezza sull’identificazione. Un componente prescritto per l’incenso è la cannella (Cinnamomum verum, originariamente C.ceylanicus). La cosa interessante è che la Torà identifica questa pianta con il nome ebraico di Kineman. Non c’è quindi spazio per discussioni: si tratta senza ombra di dubbio della cannella.

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Il sale della politica

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

L’illusione non si mangia”, disse la donna.
Non si mangia, ma alimenta”, ribatté il colonnello.

Prendo in prestito questo folgorante scambio di battute, tratto da “Nessuno scrive al Colonnello” – romanzo breve di Gabriel García Márquez – perché illumina, più di mille parole, la strada che mi avete chiesto di percorrere. Come? Semplicemente sostituendo illusione con cultura. Ai miopi cantori dell’infelice mantra “La cultura non si mangia”, permettetemi, allora, di rispondere: “Non si mangia, ma alimenta”. Continua a leggere