Gli animali, compagni della creazione. Il Messaggio per la 71ª Giornata Nazionale del Ringraziamento

Il Messaggio per la 71ª Giornata Nazionale del Ringraziamento: “Lodate il Signore dalla terra (…) voi, bestie e animali domestici” (Sal 148,10) – Gli animali, compagni della creazione

Quando lo sguardo dell’umanità si posa sulla creazione e il suo cuore trabocca di meraviglia per l’opera di Dio, la persona non può fare a meno di lodare il Signore per il dono degli animali, anzi la sua parola si intreccia con quella muta di tante creature viventi che accompagnano la nostra presenza sulla terra. Esse sono spesso citate come riferimenti per la meditazione del saggio di fronte al mistero della vita: si pensi a Gb 38-42, quando Dio mette Giobbe di fronte alla bellezza e complessità del creato, proprio a partire dalle specie animali. Talvolta essi sono anche portatori di messaggi rivolti agli umani, come accade nella storia dell’asina di Balaam, narrata in Nm 22,2-35. Spesso, poi, essi assumono valenze simboliche che richiamano alla relazione con Dio, come nei tanti riferimenti al rapporto tra il pastore ed il suo gregge che compaiono nei Vangeli, o nell’immagine della colomba per indicare la presenza dello Spirito al Battesimo di Gesù.

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San Francesco e il Sultano. Riflessioni di un imam italiano

da Coreis.it, il sito della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), una comunità islamica nel cuore dell’occidente.

Quando il beato Francesco per la fede
in Cristo volle entrare in un grande fuoco
coi sacerdoti del Soldano di Babilonia;
ma nessuno di loro volle entrare con lui,
e subito tutti fuggirono dalla sua vista.

Legenda Major: IX, 8

Da questa citazione della biografia di San Francesco, scritta da San Bonaventura da Bagnoregio su commissione dell’Ordine dei Frati Minori, trasse ispirazione forse Giotto nel descrivere l’undicesima scena
del ciclo di affreschi della Basilica Superiore di Assisi.

Gli storici riconducono l’incontro fra San Francesco e il sultano ayyubide d’Egitto al viaggio che il Santo di
Assisi intraprese durante la quinta crociata in Oriente e narrano l’offerta generosa di doni preziosi del sultano, stupito per la qualità ascetica del frate. In quell’occasione, si tramanda che San Francesco abbia preferito testimoniare la veridicità della sua fede passando incolume attraverso il fuoco, suscitando timore e ammirazione tra i presenti.

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Lettura e commento della Laudato si’: La natura è il libro con cui Dio ci parla

da Comunitalaudatosi.org, il sito delle Comunità internazionali “Laudato si'” proposte da Diocesi di Rieti e Slow Food.

San Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà: «Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore» (Sap 13,5) e «la sua eterna potenza e divinità vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute» (Rm 1,20). Per questo chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell’orto non coltivata, perché vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza. Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode. (da Laudato si’, 12).

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Lettura e commento della Laudato si’: Tutte le cose hanno un’origine comune

da Comunitalaudatosi.org, il sito delle Comunità internazionali “Laudato si'” proposte da Diocesi di Rieti e Slow Food.

Il discepolo di san Francesco, san Bonaventura, narrava che lui, «considerando che tutte le cose hanno un’origine comune, si sentiva ricolmo di pietà ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella». Questa convinzione non può essere disprezzata come un romanticismo irrazionale, perché influisce sulle scelte che determinano il nostro comportamento (da Laudato si’, 11).

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A 50 anni dalla sua morte. Ritratto di Romano Guardini

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

Romano Guardini nacque a Verona, il 17 febbraio 1885, da Romano Tullo e da Paola Maria Berardinelli, entrambi appartenenti ad agiate famiglie di commercianti. Un anno dopo la nascita i genitori si trasferirono a Magonza, per gestirvi una filiale della ditta di famiglia e dove; nel 1910, inoltre, il padre vi venne nominato console d’Italia. Nel 1903, terminati con ottimi risultati gli studi secondari, egli si iscrisse alla facoltà di chimica nell’Università di Tubinga, per poi passare, nel 1905, a quella di scienze politiche a Monaco.

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