La «Bibbia degli schiavi»

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

A un anno e mezzo dall’apertura, il Museo della Bibbia di Washington (ne avevamo parlato qui in un articolo di Paolo Naso) fa nuovamente discutere. Da ieri, 28 novembre, e fino ad aprile, significativamente a cavallo del 400° anniversario dell’arrivo dei primi schiavi africani nel Nuovo Mondo, è esposta una nuova mostra, «La Bibbia degli schiavi. Lasciamo che la storia sia raccontata», contenente tra gli altri un volume (38x28x10cm), prestato dall’Università Fisk di Nashville, Tennessee, intitolato Porzioni della Sacra Bibbia selezionate per l’utilizzo da parte degli schiavi neri nelle isole britanniche delle Indie occidentali.

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Varie traduzioni, una certezza: Dio non ci abbandona

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Nel febbraio dell’anno scorso Riforma aveva chiesto al pastore Eric Noffke, professore di Nuovo Testamento alla Facoltà valdese di Teologia e presidente della Società biblica in Italia, un intervento per chiarire quali elementi di novità fossero stati introdotti da parte della Chiesa cattolica francese nella traduzione del Padre Nostro. Si trattava della richiesta: «et ne nous laisse pas entrer en tentation» che andava a sostituire il precedente testo: «et ne nous soumets pas à la tentation». Ora con lui cerchiamo di capire che cosa succede per il testo in traduzione italiana.

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San Sergio di Radonez. Un saggio di Adalberto Mainardi

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La biografia di san Sergio di Radonež (1314 ca.-1392)* è inseparabilmente intrecciata agli eventi che nel XIV secolo segnarono il sorgere dell’egemonia moscovita tra i principati russi, e il nascere di una nuova coscienza nazionale russa (1): la vittoria del gran principe di Mosca Dmitrij sul tataro Mamaj a Kulikovo (1380) diverrà l’emblema del riscatto della Rus’ dal giogo straniero. Continua a leggere

La pace e la libertà nei testi biblici. Un articolo di don Bruno Maggioni

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Il discorso biblico è sempre un discorso a monte e i discorsi a monte hanno una loro importanza; per il credente, poi, la Bibbia è anche un punto di riferimento, in un certo senso l’ultimo punto di riferimento. Mi pare di poter dire che il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, anche dopo 2000 anni di cristianesimo, non è un discorso scontato, non è diventato il discorso di senso comune; ma comunque, quando si fa il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, generalmente si è tutti d’accordo; il disaccordo nasce quando dall’ideale biblico si passa al concreto.

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Cristiani e musulmani: fede e libertà dentro la città plurale

da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.

Proponiamo la trascrizione integrale dell’intervento del Cardinal Scola alla presentazione del numero 26 di Oasis a Tempo di Libri, il 10 marzo 2018 a FieraMilanoCity.

In un momento in cui il jihadismo accusa il colpo delle sconfitte militari, è cruciale tornare a parlare di libertà: solo così si indebolirà il fondamentalismo.

Se il tema dall’ultimo numero di Oasis, Musulmani, fede e libertà, può apparire lontano dalle nostre preoccupazioni quotidiane, il sottotitolo – Perché questa è la vera questione del futuro (più del terrorismo) – dovrebbe fugare ogni impressione di astrattezza. Qualcuno – mi hanno detto – lo ha definito coraggioso; ma prima che coraggioso, credo che sia drammaticamente realistico, perché il grande e irrisolto nodo da cui scaturiscono tante tensioni nel mondo musulmano, fino alla tragedia del jihadismo, è proprio l’assenza di libertà. Senza libertà in particolare continuerà a riproporsi la tragica alternativa tra governo autoritario o dittatura religiosa che stritola le Chiese cristiane, per il cui sostegno è nata Oasis, ormai più di 12 anni fa.

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