Maldicenza

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

A volte durante Kippur, con una mancanza di serietà – ammetto – non adatta al contesto (ma il digiuno è lungo e le ore da trascorrere sono molte), giochiamo a scorrere la lista dei peccati che si legge nel Viddui (confessione) dichiarando per ciascuno “Celo!” / “Manca!”, come facevamo da piccoli con le figurine. Continua a leggere

Quando l’odio scorre «nella rete»

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Ieri su Riforma.it abbiamo pubblicato l’articolo ripreso dal sito di Articolo 21 della giornalista Antonella Napoli: Erdogan, la stretta sui curdi e sull’informazione, dedicato al tema della libertà d’espressione e d’informazione in Turchia. Oggi apprendiamo dell’aggressione «via social» che l’ha investita. Napoli, giornalista e membro dell’ufficio di presidenza di Articolo 21, sempre ieri ha commentato l’ascesa del partito neonazista in Svezia e in pochi minuti è stata oggetto di offese e aggressioni verbali di stampo sessista per avere stigmatizzato su Twitter l’ondata di neofascismo che avanza in Europa.

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«Il prossimo non ce lo scegliamo noi». il discorso finale del moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini, nell’ultimo giorno del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste

Il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste si è chiuso con il discorso finale del moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini. Lo proponiamo con alcuni link agli interventi e ai documenti citati nella relazione stessa.

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Il confine necessario

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Il problema non è il dire certe cose ma il dove le si dice e quante volte lo si fa. Insieme a chi le va dicendo. Poiché sono queste ultime tre variabili a fare la differenza: il contesto, la ripetizione e l’autorevolezza della fonte. Un’espressione che in questi anni ha avuto un insperato successo, «sdoganare», si rivolge, per l’appunto, non al fatto che ci possa essere qualcuno che pensi, e poi magari dichiari apertamente, qualcosa di inaccettabile. Lo sdoganamento, infatti, non consiste mai nella chiacchiera da bar o da mezzo pubblico, ma nella diffusione sistematica, quindi nella legittimazione e nella “normalizzazione” (se tutti lo dicono qualcosa di vero ci sarà pure; se poi a dirlo sono della autorità pubbliche, perché non crederci, anche dinanzi ad un iniziale scetticismo?), di ciò che altrimenti dovrebbe continuare ad essere comunemente inteso come censurabile. Dalla morale condivisa, prima ancora che dal codice penale.

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Goliardate e coincidenze

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Sparare con uno scacciacani e gridare “n. bastardo” a un immigrato o invitare con eguali parole forbite dei Rom a scendere da un treno, non sono da considerarsi nell’Italia attuale dei gesti razzisti, anzi specie nel secondo caso chi parla in questo modo è una persona esasperata da difendere e “ringraziare”, perché probabilmente vittima essa stessa di “buonismo” e “razzismo anti-italiano”.

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