I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 5 luglio 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 25-30)

In quel tempo Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Meditiamo su questa pagina di Vangelo ponendoci le domande che forse, chissà, si ponevano anche coloro che allora ascoltavano direttamente Gesù. Cosa avrà voluto dire Gesù e cosa ancora oggi ci vuole dire con queste sue parole? Loda il Padre per come si è manifestato al mondo, per come manifesta il suo Amore, laddove può essere accolto e inteso. Il rapporto tra Padre e Figlio è un rapporto speciale dove il dono che il Padre fa, spinto dall’amore incondizionato e gratuito, è accolto dal figlio a prescindere, basato sull’essere uno dell’altro in un rapporto che va oltre la vita stessa. E di questo rapporto Gesù si fa mediatore tra Dio e gli uomini. È un momento difficile quello in cui Gesù sta predicando, lo sconforto e il senso di fallimento sono percepibili e solo attraverso il Padre, l’Amore manifestato, Gesù può far intendere il suo messaggio. E chi si apre alla buona notizia del Vangelo e l’accoglie sono i più umili, sono coloro che liberi dalle sicurezze, ricchezze e garanzie di questi tempi, possono ancora aprire il loro cuore alla gioia di vivere e sperimentare l’amore; chi fonda la propria vita sul dono ricevuto e non su quanto ottenuto, su ciò che accompagna lasciando liberi e non su ciò che costringe a condizioni, apparenze e regole che poco hanno a che fare con la gioia di essere riconosciuti e amati per ciò che si è. C’è un giogo costruito dagli uomini che racchiude comandi, precetti e osservanze e c’è il giogo di Gesù che è accoglienza dell’amore, della Misericordia di Dio, dell’amore di fratelli e sorelle. Il giogo di Gesù è anche fatica, ma una fatica vissuta per amore e ricevendo amore.

Medito e condivido:

  • Quale risonanza hanno in me le parole lette in questo brano di Vangelo?
  • Come e dove trovare l’umiltà del cuore e la disposizione ad accogliere l’Amore di Dio?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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