I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 10 gennaio 2021

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Riproponiamo per il terzo anno consecutivo il sussidio di meditazione relativo al Vangelo della domenica.
Con la stessa struttura, nel sussidio viene proposto quest’anno un unico cambiamento rispetto alle immagini settimanali riportate sulla prima pagina a introduzione del Vangelo, della meditazione e della proposta di lavoro personale. Per queste settimane di Avvento sarà mantenuta l’immagine che, sul sito della Diocesi, accompagna il messaggio del nostro Vescovo Oscar: una candela accesa che illumina la Parola affinché sia visibile, e la stessa Parola che mantiene accesa la candela dando luce e speranza.

Le immagini successive, dal periodo di Natale in poi, saranno delle rappresentazioni dei diversi brani di vangelo che avremo modo di meditare in questo nuovo anno liturgico, realizzate da persone diverse, attraverso una loro libera e sentita interpretazione, che di volta in volta verranno presentate con una breve didascalia riportata sotto l’immagine stessa…

La meditazione anche per quest’anno sarà guidata dalle riflessioni di don Rocco Acquistapace che ha rinnovato la sua disponibilità ad accompagnarci in questo cammino. Con l’augurio che il sussidio possa rappresentare motivo di condivisione comunitaria alla luce e nell’ascolto della Parola.

L’équipe pastorale Caritas

Vangelo secondo Marco (Mc 1, 7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Il Battesimo del Signore, un passo particolare della vita di Gesù, un significato profondo per la nostra. Nella nostra mentalità il battesimo è una cerimonia che si fa per i bambini piccoli, a pochi giorni o mesi dalla loro nascita. Spesso rimane tale, una cerimonia, una tradizione che non rivela il significato vero che ha.

Ci riesce difficile da adulti, pensare e ricordare il nostro battesimo ancor più condividere con i genitori la scelta per cui l’abbiamo ricevuto e il significato, in termini di fede cristiana, che tale scelta ha avuto per loro e soprattutto per noi.

Ancor di più, a volte, quasi quasi è un sacramento che non ci riguarda più, oggi che abbiamo 20, 40, 60, 80 anni. Gesù non è stato battezzato da piccolo ma a 30 anni, da Giovanni nel fiume Giordano. Giovanni predicava un battesimo di penitenza, per il perdono dei peccati.

Anche Gesù aveva dei peccati per cui chiedere il perdono e convertirsi? Gesù si è fatto battezzare, con coloro che si riconoscevano peccatori, per mettersi dalla loro parte equindi anche dalla nostra…seppur a distanza di tanto tempo. Questo è il vero significato del Battesimo! Si è messo in fila per farci capire che dobbiamo desiderare la purificazione dai nostri peccati. Si è volontariamente legato alla nostra sorte e ha vissuto fino in fondo la nostra condizione.

Il suo è stato un Battesimo che lo ha posto al nostro fianco. In lui si manifesta la misericordia di Dio che largamente perdona; in lui risuona l’esigente appello alla conversione e all’osservanza dei comandamenti di Dio. Siamo stati battezzati nel nome di Gesù Cristo diventando così cristiani, legati a lui da un vincolo di profonda solidarietà.

Non c’è niente di cui vergognarci nel dichiararci credenti, dovremmo vergognarci della nostra poca coerenza. Dobbiamo essere coerenti al nostro vivere in unione con il Signore e vivere con serenità la nostra convivenza con il male, dando testimonianza della nostra fede: è la vittoria che sconfiggerà il male dal mondo.

Medito e condivido

  • Diamo testimonianza, come ci è chiesto, della nostra fede?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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