I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 19 settembre 2021

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Riproponiamo per il terzo anno consecutivo il sussidio di meditazione relativo al Vangelo della domenica.
Con la stessa struttura, nel sussidio viene proposto quest’anno un unico cambiamento rispetto alle immagini settimanali riportate sulla prima pagina a introduzione del Vangelo, della meditazione e della proposta di lavoro personale.

La meditazione anche per quest’anno sarà guidata dalle riflessioni di don Rocco Acquistapace che ha rinnovato la sua disponibilità ad accompagnarci in questo cammino. Con l’augurio che il sussidio possa rappresentare motivo di condivisione comunitaria alla luce e nell’ascolto della Parola.

L’équipe pastorale Caritas

Vangelo secondo Marco (Mc 9,30-37)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro:

«Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà».

Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro:

«Di che cosa stavate discutendo per la strada?».

Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande.

Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro:

«Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro:

«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato»

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Per tre volte Gesù annuncia la sua Passione. Anche in questo secondo annuncio c’è stupore, incomprensione e paura da parte dei suoi discepoli. Lui, Figlio di Dio verrà ucciso da mani d’uomo. I discepoli hanno timore di interrogarlo, non vogliono che spieghi ciò a cui andrà incontro. Gesù ancora, li rimprovera.

Per la strada discutono di un’idea di supremazia, forza e comando di Gesù. Lo stanno accompagnando ma in realtà non lo seguono. Nella comunità di Gesù non ci sono persone più grandi ma solo persone vicine e lontane. Una verità che sconvolge quella della Passione. Lui un Messia servizievole, che sta in mezzo, questo è Gesù, questo ci invita ad essere. Lui, disposto ad andare fino in fondo per non stravolgere il volto di Dio che porta nel cuore. Non è proprio facile comprendere ciò che dice e seguire ciò che chiede; ha in sé, se lo interpretiamo umanamente, il fallimento. Capire non è facile, confondiamo il prendere la croce con la sofferenza mentre la croce di cui parla Gesù è l’amore infinito di Dio Padre. Riconoscere il volto misericordioso del Padre vale più di tutte le cose importanti che caratterizzano la nostra vita.

Anche nelle nostre comunità, affaticate e spente, si scatenano spesso le dinamiche vissute dai discepoli, con l’evidenza di contrapposizioni tra gli uni e gli altri. Ogni accoglienza vera del Vangelo passa dal riconoscere che c’è ancora tanto cammino da fare. I discepoli, dopo la resurrezione, hanno avuto il coraggio di ritrovarsi, di reinventarsi, di riorganizzarsi, così ora dobbiamo fare noi. E per indicarci la strada Gesù pone in mezzo a sé, ai discepoli, un bambino, chiamandoci a diventare così. Perché i bambini sono delicati, deboli, hanno ancora una linearità di pensiero non corrotta dalle cose vane. Un’indicazione libera e liberante. Lui e solo Lui dona la sua vita per noi e noi siamo chiamati all’unità, per una conversione vera della nostra vita interiore e delle nostre comunità.

Medito e condivido

  • Quali indicazioni per discernere il tempo che stiamo vivendo?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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