I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 14 novembre 2021

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Riproponiamo per il terzo anno consecutivo il sussidio di meditazione relativo al Vangelo della domenica.
Con la stessa struttura, nel sussidio viene proposto quest’anno un unico cambiamento rispetto alle immagini settimanali riportate sulla prima pagina a introduzione del Vangelo, della meditazione e della proposta di lavoro personale.

La meditazione anche per quest’anno sarà guidata dalle riflessioni di don Rocco Acquistapace che ha rinnovato la sua disponibilità ad accompagnarci in questo cammino. Con l’augurio che il sussidio possa rappresentare motivo di condivisione comunitaria alla luce e nell’ascolto della Parola.

L’équipe pastorale Caritas

Vangelo secondo Marco (Mc 13, 24-32)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Inquei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.

In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

Parola del Signore

Ascolto e medito

Il Vangelo di oggi ha un linguaggio tecnico, apocalittico.

Marco descrive ciò che sta attraversando la prima comunità cristiana. Richiama a ciò che stiamo vivendo noi: la pandemia, la situazione tra le nazioni, l’economia impazzita, l’emergenza climatica, la “terza guerra mondiale a puntate” come dice Papa Francesco.

Lo sperimenta anche la prima comunità cristiana con il declino dell’Impero romano. Ma ciò che dice Marco è da intendersi in maniera positiva. Crollano le divinità in cui si credeva ma noi abbiamo un’altra prospettiva. Gesù ha uno stile e un modo di vedere le cose estremamente positivo. E’ un cambio di prospettiva e di stile. Gesù incoraggia le comunità cristiane anche se tutto sembra non funzionare.

La nostra Chiesa che sta entrando in una dimensione sinodale, deve imparare a guardare con altri occhi e altro cuore ciò che sta accadendo. Una sorta di passaggio a qualcosa di più impegnativo.

Non bisogna avere paura perché il germoglio fiorisce e gli “astri”, cioè le posizioni rigide e pregiudiziose, passeranno. Il Vangelo non parla della fine del mondo ma del fine del mondo: qual è il senso profondo di ciò che stiamo vivendo. Nel momento del giudizio siamo chiamati a dare una lettura diversa, gli angeli proteggeranno le comunità perché sono, all’interno di esse, gli uomini e le donne che con coraggiosa perseveranza conducono a Cristo, testimoni leali e pazienti.

Il fico a cui si riferisce Gesù, è un frutto tardivo, e allo stesso tempo dolce come dolce è la Parola. La Parola deve tornare ad essere il cuore del nostro cammino di fede, la radice su cui fondare le nostre scelte, il nostro vivere perché la Parola non passa, la Parola che è Cristo presente sotto i segni dei sacramenti e dell’annuncio.

Le prime comunità sono invitate a non avere paura e così anche noi oggi. In attesa che il Signore venga. Il mondo che Dio ha creato per amore non sta precipitando; nella pienezza dei tempi ci siamo noi e Dio che con il suo abbraccio ci attende.Dobbiamo solo saperci amati.

Medito e condivido

  • La nostra fede tra paura e fiducia. Quale rapporto e quale cammino? nostre comunità testimonianza di una “chiesa povera”? seguire la chiamata di Gesù?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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