Il sentiero del bene comune

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il nuovo papa, il successore di Pietro dopo Francesco, porterà sulle sue spalle una missione soprannaturale… e «disumana». Pochi, infatti, sono coloro che possono affrontare una sfida di tale portata: sostenere un patrimonio spirituale con oltre 2000 anni di storia, che ha in gran parte plasmato il mondo in tutte le epoche.

Colui che indosserà l’anello del Pescatore dovrà affrontare una moltitudine di sfide di ordine ecclesiale e spirituale. Ma anche sfide che riguardano l’umano, l’umano più profondo, quello sfiorato dall’invisibile mistero che ci trascende. E qui il timone è chiaro, poiché è ancorato al Catechismo della Chiesa cattolica: «Il bene comune è sempre orientato verso il progresso delle persone». Tale ordine «ha come fondamento la verità, si edifica nella giustizia, è vivificato dall’amore» (CCC 1912).

Bene comune, verità, giustizia, amore… Parole forti che richiedono gesti e parole all’altezza. A livello dottrinale, sono convinto che chi vestirà l’abito bianco dopo Bergoglio seguirà con convinzione alcune delle encicliche che hanno dato forma alla Dottrina sociale della Chiesa: la «Rerum novarum» di Leone XIII, la «Quadragesimo Anno» di Pio XI, la «Mater et Magistra» di Giovanni XXIII, la Populorum Progressio di Paolo VI, l’«Evangelium vitae» di Giovanni Paolo II, la «Caritas in veritate» di Benedetto XVI o la «Fratelli tutti» di Francesco… Senza dimenticare, naturalmente, la Gaudium et spes, la Costituzione pastorale del Concilio Vaticano II, che è la grande bussola ecclesiale per il mondo contemporaneo.

No, non ci sarà alcun «passo indietro». Anche se scrivo questo testo poche ore dopo l’inizio del conclave e nonostante non si conosca ancora il suo nome, so, senza essere profeta, che il nuovo pontefice attingerà da questa ricca memoria, la farà sua e vi aggiungerà la propria impronta, arricchendola.

Sogno gesti audaci, soprattutto profetici. Ma, che arrivino o meno, la scommessa è sicura e il prossimo Pietro griderà contro le guerre dei perversi che si riempiono le tasche con esse e, in positivo, sosterrà le cause di un alloggio degno, di un lavoro dignitoso, della cura della vita, dell’assistenza ai più vulnerabili. Per il bene comune. Per la verità. Per la giustizia. Per l’amore.

«Habemus Papam». Finalmente.

Miguel Ángel Malavia

(pubblicato l’8 maggio 2025)

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