«L’Europa cerca se stessa». Giovanni Bianchi. Eremo e Metropoli, gli eBook gratuiti editi dai Circoli Dossetti

da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.

Se la visione dei padri fondatori si è smarrita per strada ed esaurita, bisognerà trovarne un’altra. Perché senza visione l’Europa non cresce, non si evolve e neppure si mantiene. L’Europa politica, con il suo destino democratico e il grande patrimonio del welfare, non l’Europa ridotta a moneta unica.

 

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La strategia americana: Trump vs. Leone

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il 4 dicembre l’amministrazione Trump ha pubblicato la sua Strategia di sicurezza nazionale (SSN) Probabilmente ignorata nella sua patria, come la maggior parte delle pubblicazioni di questo tipo, sarà sicuramente letta con attenzione dai membri del corpo diplomatico dell’Unione Europea, desiderosi di valutare quanto gravemente stia vacillando l’alleanza euro-americana. Il documento strategico confermerà molti dei peggiori timori al riguardo.

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«Ma essa non cadde». La casa comune, responsabilità condivisa. Discorso alla città di mons. Mario Delpini

Mons. Delpini intitola il suo Discorso alla città di quest’anno “Ma essa non cadde. La casa comune, responsabilità condivisa”, per lanciare un monito alle coscienze, di fronte a tempi così difficili, ma anche per delineare un futuro di speranza grazie all’impegno quotidiano di tutte e tutti per il bene comune. Qui la versione integrale pronunciata venerdì 5 dicembre nella basilica di Sant’Ambrogio.

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Trump: il bastone militare e la carota mariana

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Gli osservatori del ruolo internazionale della Casa Bianca, probabilmente concentrati sul documento della National Security Strategy, datato novembre 2025 e pubblicato il 4 dicembre, hanno prestato scarsa attenzione al Presidential Message on the Feast of the Immaculate Conception, che è stato diffuso l’otto dicembre scorso (cf. qui sul sito della Casa Bianca).

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Fede e democrazia. La vicenda di Giorgio La Pira

La quattordicesima puntata dei Dialoghi dello spirito è dedicata al sindaco santo Giorgio La Pira, figura centrale per la democrazia del nostro paese ma anche per l’associazione, essendo stato il primo presidente delle Acli provinciali di Firenze. Anche per questo motivo il 56esimo Incontro nazionale di Studi si svolgerà nel capoluogo toscano (dal 25 al 27 settembre) proprio per approfondire i temi legati alla partecipazione e alla democrazia, centrali nella vita politica e di fede di La Pira.

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Le radici della Costituzione. Di Giuseppe Dossetti

da Dossetti.eu, “Studiare Dossetti” notizie, info, bibliografia, approfondimenti su Giuseppe Dossetti.

Discorso tenuto da don Giuseppe Dossetti nei locali dell’abbazia di Monteveglio il 16 settembre 1994.

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«Sentinella, quanto resta della notte?» (Is 21,11). Di Giuseppe Dossetti

da Dossetti.eu, “Studiare Dossetti” notizie, info, bibliografia, approfondimenti su Giuseppe Dossetti.

Commemorazione di Giuseppe Lazzati nell’ottavo anniversario della morte, Milano, 18 maggio 1994.

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Politiche della fraternità e Costituzione

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il capitolo V dell’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco è dedicato alle politiche della fratellanza come tecnica volta a realizzare un’amicizia sociale capace di maneggiare in modo costruttivo e creativo la conflittualità che circola all’interno del corpo delle società umane. Le democrazie uscite dalle due grandi rivoluzioni moderne sono sostanzialmente imperniate sul binomio libertà-uguaglianza quali diritti esclusivi delle nascenti classi borghesi commerciali e imprenditoriali. In vario modo, dunque, la fraternità sembra essere la grande esclusa dall’esperimento democratico occidentale.

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Vedere le “cose nuove” dalla periferia. Discorso di papa Leone XIV ai partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari (23 ottobre 2025)

Il dialogo di papa Leone con i Movimenti Popolari, sulla scia del vivo interesse già manifestato dal suo predecessore, papa Francesco, denota la considerazione che la Santa Sede nutre nei loro confronti, tanto da definire di «importanza profetica» la loro presenza nella società.

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Il Fascismo. Un testo di p. David Maria Turoldo

Un giorno mi trovavo alla loggia dei mercanti accanto alla piazza del Duomo, ad un raduno di giovani del ‘Littorio’. Vi parlavano Vigorelli, Magliano ed altri. C’era anche un famoso cieco di guerra, di cui non ricordo il nome, che spronava a correre alle armi. Intervenni anch’io, come obiettore. Il mio intervento era sulla necessità di riscoprire la propria coscienza. Ricordo la risposta di Vigorelli che disse: “Come al solito è ancora un prete a sorprenderci, con la sua predicaccia da confessionale”. Era la prima uscita “sulla piazza”. Così ho cominciato il mio sacerdozio di guerra (…).

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Sulla tavola dei populisti

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

«Siamo quello che mangiamo» è un’affermazione del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. L’affermazione non solo sottolinea come la nostra alimentazione influenzi profondamente la salute fisica e mentale, ma potrebbe essere estesa a idee e principi etici che ispirano mente, cuore e prassi di tutti noi.

Detto questo, la domanda è: cosa «mangiano» i leader politici e istituzionali che stanno determinando questa fase delicata e pericolosa della nostra storia? Scelgo di non fare nomi, non solo perché sarebbero diversi, ma anche perché il menù è condiviso, in quantità e modi diversi, a destra come a sinistra. Lungi da me l’affermare che i menù sono identici, ma solo il ricordare che i duri e puri esistono solo nella fantapolitica e ognuno ha colpe personali per cui non può scagliare pietre contro l’altro.

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Aree interne: Lettera aperta al Governo e al Parlamento sottoscritta da 141 tra Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Abati

Pubblichiamo la “Lettera aperta al Governo e al Parlamento”, sottoscritta a conclusione dell’annuale convegno dei Vescovi delle Aree interne. Il documento, firmato al momento da 141 tra Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Abati, resta aperto per ulteriori adesioni. Il testo sarà consegnato all’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Isole e Aree Fragili”.

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L’incontro Trump-Putin: cosa possiamo aspettarci? Un’articolo di Maria Rătescu

Tudor Petcu ci invia un articolo di Maria Rătescu, una brillante allieva della dodicesima classe presso il Liceo Internazionale King George di Bucarest, Romania, sul recente vertice di Anchorage, in Alaska.

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Cattolici e politica. Ripartire dalla realtà

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Specie durante il periodo estivo sono molti gli osservatori e gli opinionisti che riflettono sull’opportuna collocazione che i cattolici dovrebbero assumere in politica. Secondo alcuni i credenti, in barba alle acquisizioni della Gaudium et spes, non possono muoversi in “ordine sparso” bensì collocarsi soltanto in ben definite aree politiche. Invece per altri i cristiani sono chiamati ad un impegno destinato alla ricostruzione di contenitori partitici di “centro”.

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Timidi cristiani dalla prefazione “politica” di Paolo Ricca

da Sondrioevangelica.it, il sito del CEC, Centro Evangelico di Cultura, di Sondrio.

Nella prefazione a Timidi cristiani di Sabina Baral, Paolo Ricca sceglie un tono ironico e riflessivo, definendo l’opera un pamphlet — un termine colto, dal sapore polemico ma non aggressivo.

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I partiti e la Repubblica: un nesso dimenticato?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

L’intera vicenda politica di Dossetti si è svolta nel partito della Democrazia Cristiana. L’adesione a questo soggetto capace di unificare le varie anime cattoliche italiane dopo la seconda guerra mondiale non fu immediata. Dossetti, infatti, rifiutava l’idea di una presenza cattolica in politica in un unico partito, ma preferiva immaginare una partecipazione dei credenti in ogni contenitore partitico e quindi in un orizzonte pluralistico. Ciò non fu possibile per vari motivi. Quello principale era connesso alla presenza in Italia del più forte Partito Comunista dell’Occidente guidato da Palmiro Togliatti. Ma l’afflato valoriale di Dossetti ha orientato il suo impegno nella Democrazia Cristiana non per affrontare il pericolo comunista, ma per delineare un nuovo volto istituzionale tramite una democrazia sostanziale. Quest’ultima andava realizzata attraverso un partito impegnato nella proposizione di programmi di sviluppo con lo scopo di favorire la centralità dei lavoratori all’interno della comunità politica e sociale. Inoltre il giovane leader fu uno dei primi ad intuire la funzione positiva del partito destinata alla costruzione di una classe dirigente capace di ripensare la democrazia alla luce della dottrina sociale cattolica in relazione al pensiero politico contemporaneo e ai cambiamenti culturali in atto dopo la fine della seconda guerra mondiale.

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75 anni dalla morte di Emmanuel Mounier. Un pensiero che interpella ancora l’uomo del XXI secolo

da Persona e comunità, blog di riflessione culturale, filosofica, religiosa, pedagogica, estetica.

Chiamiamo democrazia, con tutti i termini qualificativi e superlativi necessari per non confonderla con le sue minuscole contraffazioni, quel regime che poggia sulla responsabilità e sull’organizzazione funzionale di tutte le persone costituenti la comunità sociale. Solo in questo caso ci troviamo senza ambiguità dal lato della democrazia. Aggiungiamo che, portata fuori strada fin dall’origine dai suoi primi ideologi e poi soffocata nella culla dal mondo del denaro, questa democrazia non è mai stata attuata nei fatti e lo è ben poco negli spiriti. Ci teniamo soprattutto ad aggiungere che noi non propendiamo verso la democrazia per motivi puramente e unicamente politici o storici, ma per motivi d’ordine spirituale e umano.

E. Mounier, Rivoluzione personalista e comunitaria

Quest’anno ricorre il 120° anniversario della nascita di E. Mounier e il 75° della sua morte (non ancora 45enne) per infarto. Mi sollecita la riflessione su di lui anche l’attuale contesto mondiale ben poco democratico (guerre, distruzioni ambientali, stragi di innocenti, odio, indifferenza, servilismo, ipocrisia, idolatria neo-tecnologica, subdole manipolazioni…): una collettiva fuga dalla libertà nel “pensiero unico”, ovvero nel non pensare. Tutto ciò dovrebbe suscitare in noi un corale irrefrenabile grido di invocazione: “riconciliamoci profondamente con la nostra umanità!.

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Antisemitismo o critica legittima?

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’accusa di antisemitismo mi è piovuta addosso all’istante, come previsto, da altri ebrei. Esprimendo sui social e nel romanzo La Metamorfosi dei Papaveri la mia totale disapprovazione della politica israeliana verso i palestinesi, ho chiamato la pioggia, che è divenuta burrasca, lo sapevo. Sono accusato di essere antisemita. Volendo continuare a camminare all’aperto, apro l’ombrello e… mi difendo.

Capita a chiunque osi tanto: governanti, giornalisti o persone comuni. A chi è solito analizzare i problemi con la ragione, può sembrare assurdo, ma su questo tema gli animi si accendono, il cuore parteggia e la mente si offusca.

Pur essendo ebreo nato in Israele, cerco di affrontare la questione fuori dalla mischia, nel modo più neutrale e sereno possibile.

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