«Ogni giorno ci viene offerta una nuova opportunità, una nuova tappa. Non dobbiamo aspettare tutto da chi ci governa, sarebbe infantile. Godiamo di uno spazio di corresponsabilità capace di avviare e generare nuovi processi e trasformazioni. Siamo parte di un’unica umanità: ognuno con la propria voce e la propria storia, ma tutti chiamati a costruire insieme il futuro». Con queste parole del n. 77 di Fratelli tutti Papa Francesco ci introduce al cuore operativo dell’enciclica: l’impegno concreto per un mondo aperto, in cui la fraternità e l’amicizia sociale non restino ideali astratti, ma diventino percorsi quotidiani di umanizzazione.
Rileggere il De Civitate Dei di Agostino nella crisi del multilateralismo e dei diritti. Un testo di Papa Leone XIV
Cari Ambasciatori,
ispirato dai tragici eventi del sacco di Roma del 410 d.C., Sant’Agostino scrive una delle opere più poderose della sua produzione teologica, filosofica e letteraria: il De Civitate Dei, La Città di Dio. Come ha osservato Papa Benedetto XVI, si tratta di un’«opera imponente e decisiva per lo sviluppo del pensiero politico occidentale e per la teologia cristiana della storia», [1] che prende spunto da una “narrazione” – diremmo in termini contemporanei – che andava diffondendosi: «I pagani, ancora numerosi in quel tempo, ed anche non pochi cristiani pensano che il Dio della nuova religione e gli stessi Apostoli avevano mostrato di non essere in grado di proteggere la città. Ai tempi delle divinità pagane Roma era caput mundi, la grande capitale, e nessuno poteva pensare che sarebbe caduta nelle mani dei nemici. Adesso, con il Dio dei cristiani, questa grande città non appariva più sicura». [2]
Pace e guerra: rileggere Alex Langer
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Il sentiero di cresta su cui Alex si è mosso (e l’immagine gli si addice, uomo di montagna e di confine) è stato spinto fin quasi all’estremo […]. Di questo gli siamo grati, perché è anche a partire dalle riflessioni sulla sua scelta finale che si può ancora ricominciare, nella coscienza delle difficoltà e dei limiti delle nostre possibili scelte, della precarietà e fragilità della nostra condizione di uomini, dell’immane peso della storia ma anche della necessità di reagire e di dare un senso alla brutalità o al torpore della nostra vita con scelte degne, nobili, responsabili e chiare oggi più che mai.[1]
«Gli italiani». Una poesia di Pier Paolo Pasolini
L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
Un ebreo marginale. Qualche lineamento dell’opera di John Meier. 4. Secondo volume: “Mentore, messaggio, miracoli”, seconda parte.
Testi di Antonio Doda pubblicati sul gruppo Facebook Kairos – Storia del cristianesimo
Proseguendo la breve sintesi senza pretese di “Un ebreo marginale”, di John P. Meier, siamo al secondo volume che si intitola: “Mentore, messaggio, miracoli.” Ricordo che è un volume di più di 1300 pagine avvincenti. Abbiamo parlato del mentore, Giovanni Battista, ora vediamo qual e’ per Meier il messaggio chiave.
L’archimandrita Sofronio e la preghiera di Gesù. Una conferenza di Adalberto Mainardi
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
L’Associazione Onlus “Insieme per l’Athos” e l’Accademia di Romania in Roma organizzano una GIORNATA di STUDIO in ONORE di Padre Sofronio (Sakharov) Giovedì 11 febbraio 2016, ore 16.30 Accademia di Romania in Roma, Adalberto Mainardi L’archimandrita Sofronio e la preghiera di Gesù
La Parola è la mia casa: [11/01/2026] Battesimo del Signore TN anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
Il battesimo di Gesù al Giordano: una benedizione di pace, di giustizia, di perdono
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Il contributo di Giuseppe Dossetti al concilio Vaticano II. Una “lettura” di Alberto Melloni. Lettura dossetti 2025
Il Concilio Vaticano II, momento chiave nella ridefinizione della Chiesa cattolica nel contesto del mondo contemporaneo, inaugurò un confronto serrato tra tradizione e innovazione teologica. Si rese così possibile una nuova comprensione della collegialità episcopale, della partecipazione dei laici e dell’apertura ecumenica, e si ridefinì il ruolo della Chiesa nei rapporti con le culture e le istituzioni civili. In questo quadro, Giuseppe Dossetti si distinse come figura di mediazione e di progettualità, contribuendo alla stesura di documenti conciliari e alla riflessione sulla responsabilità civile e politica dei cattolici, evidenziando come il Concilio non fosse solo un momento rituale, ma un vero e proprio laboratorio di pensiero ecclesiale e sociale.
Il numeri nella Bibbia. Una conversazione biblica di don Claudio Doglio
Giovedì 29 maggio 2025, a Celle Ligure presso il Centro Mezzalunga, don Claudio ha parlato de I numeri nella Bibbia.
La Parola è la mia casa: [04/01/2026] II dom TN anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
La Parola ha posto la sua dimora in mezzo a noi per rendere la nostra vita casa abitabile e accogliente
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-5.9-14)
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
L’insegnamento di Leone e i nostalgici della “guerra giusta”
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Gli irriducibili fautori dell’ideologia della «guerra giusta» trovano conferma alle loro convinzioni in alcuni interventi di papa Leone – in particolare il messaggio per la giornata mondiale della pace[1] −; e in autorevoli commenti alle sue posizioni, come la nota su Il Foglio di Flavio Felice, professore di Storia delle dottrine politiche alla Pontifica Università Lateranense[2].
La Parola è la mia casa: [28/12/2025] Sacra Famiglia TN anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
La sacra famiglia non sta a far colazione al Mulino Bianco, ma condivide le vie della povertà e della persecuzione
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 2,13-15.19-23)
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
«Filastrocca del Natale». Una poesia di Gianni Rodari
Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.
«Fra cent’anni». Una poesia di Trilussa
Da qui a cent’anni, quanno
ritroveranno ner zappà la terra
li resti de li poveri sordati
morti ammazzati in guerra,
pensate un po’ che montarozzo d’ossa,
che fricandò de teschi
scapperà fòra da la terra smossa!
La strategia americana: Trump vs. Leone
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Il 4 dicembre l’amministrazione Trump ha pubblicato la sua Strategia di sicurezza nazionale (SSN) Probabilmente ignorata nella sua patria, come la maggior parte delle pubblicazioni di questo tipo, sarà sicuramente letta con attenzione dai membri del corpo diplomatico dell’Unione Europea, desiderosi di valutare quanto gravemente stia vacillando l’alleanza euro-americana. Il documento strategico confermerà molti dei peggiori timori al riguardo.
La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante. Messaggio per la pace 2026
MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ LEONE XIV
PER LA LIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
1° GENNAIO 2026
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La pace sia con tutti voi.
Verso una pace disarmata e disarmante
“La pace sia con te!”.
Questo antichissimo saluto, ancora oggi quotidiano in molte culture, la sera di Pasqua si è riempito di nuovo vigore sulle labbra di Gesù risorto. «Pace a voi» ( Gv 20,19.21) è la sua Parola che non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi la accoglie e così in tutta la realtà. Per questo i successori degli Apostoli danno voce ogni giorno e in tutto il mondo alla più silenziosa rivoluzione: “La pace sia con voi!”. Fin dalla sera della mia elezione a Vescovo di Roma, ho voluto inserire il mio saluto in questo corale annuncio. E desidero ribadirlo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente. [1]
«Natale». Una poesia di Erri De Luca
Nascerà in una stiva tra viaggiatori clandestini.
Lo scalderà il vapore della sala macchine.
Lo cullerà il rollio del mare di traverso.
La Parola è la mia casa: [21/12/2025] IV dom TA anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
La gloria di Dio: il peso della leggerezza, l’imbattibilità dell’inerme, la fecondità della sterile
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 1, 18-24)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
«Ma essa non cadde». La casa comune, responsabilità condivisa. Discorso alla città di mons. Mario Delpini
Mons. Delpini intitola il suo Discorso alla città di quest’anno “Ma essa non cadde. La casa comune, responsabilità condivisa”, per lanciare un monito alle coscienze, di fronte a tempi così difficili, ma anche per delineare un futuro di speranza grazie all’impegno quotidiano di tutte e tutti per il bene comune. Qui la versione integrale pronunciata venerdì 5 dicembre nella basilica di Sant’Ambrogio.
«Alla mia nazione». Una poesia di Pier Paolo Pasolini
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico,
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
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