Le comunità virtuali che hanno sostituto quelle naturali, creano solo l’illusione di intimità e una finzione di comunità.
In quali mani è la pace nelle Americhe?
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
l 3 gennaio 2026 l’America Latina è stata scossa dalla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores da parte dei reparti speciali statunitensi. Non è semplice comprendere la portata di quanto è accaduto: si è trattata di un’azione legittima per la liberazione di un popolo oppresso oppure di un’aperta violazione del diritto internazionale? Il Venezuela e l’America Latina vivranno meglio o peggio dopo questo evento? Per avere qualche strumento di comprensione in più, pur senza la pretesa di essere obiettivi ed esaustivi, abbiamo chiesto qualche commento a Mariella Tapella (che Vino Nuovo aveva già intervistato qui), missionaria laica di Pax Christi che dal 1986 vive e lavora con le comunità rurali di El Salvador, il tribolato paese di San Oscar Romero, crocevia tra Nord e Sud America. Alcune sue considerazioni lasciano intravedere uno scenario ben più cupo di quanto non possa sembrare, che tuttavia non riesce a soffocare la speranza di chi costruisce la pace giorno dopo giorno.
La Parola è la mia casa: [01/02/2026] IV dom TO anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
Il canto di felicità per i poveri di Jahvè
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 5, 1-12a)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
La Parola è la mia casa: [25/01/2026] III dom TO anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
La missione di Gesù e la nostra missione
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 4, 12-23)
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Moby Dick o l’ossessione del male
Qui di seguito, nei diversi link, vengono riproposte le quattro puntate dedicate da Barbara Spinelli , insieme a Gabriella Caramore, a “Moby Dick o l’ossessione del male” nel corso di trasmissioni di Uomini e profeti andate in onda tra il 2 ed il 23 novembre 2008.
La scuola non è un’isola
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
A leggere non pochi ‘articoli’ usciti via via sulla terribile vicenda accaduta in una scuola di La Spezia — con la morte di Youssef Abanoud, ucciso in classe da un compagno—, insieme ad altri episodi simili di aggressività giovanile di cui la ‘cronaca’ non perde una notizia, viene lo sconforto. Non solo per il fatto in sé, certamente gravissimo, certamente segno di una situazione giovanile complessa, ma per tutta la retorica che ne segue; perché poi agli eventi drammatici si unisce la solita squallida trafila di speculazioni, politiche e comunicative, per raccattare qualche misero punti di consenso, per animare le discussioni da bar o da serale di Rete4… ed emerge, in modo più o meno subdolo, che, insomma, la colpa è della scuola e degli insegnanti che non hanno fatto, non hanno agito per tempo, etc… Come se, ad esempio, stando a quanto pare sia successo nei mesi scorsi a La Spezia grazie a un insegnante, mettere in cerchio degli adolescenti per far esprimere delle emozioni profonde, anche contraddittorie o ‘di morte’, comporterebbe subito l’avviso dell’autorità giudiziaria. Non vedendo, invece, l’utilità di un simile esercizio, che cerca di esternalizzare, dare spazio anche a pulsioni negative: e oggi, sinceramente, chi lo fa con i ragazzi e le ragazze?
Perché, in fondo, che siano comportamenti aggressivi o auto-aggressivi, in crescita tra gli adolescenti, c’è sempre del disagio da accogliere, comprendere, gestire; c’è sempre un percorso educativo che da una parte chiede e chiama alla responsabilità seria dei propri gesti, ma poi domanda anche ascolto.
La Parola è la mia casa: [18/01/2026] II dom TO anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
Noi come Giovanni: uno sguardo e una voce che indicano il Cristo
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 1, 29-34)
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
«L’Europa cerca se stessa». Giovanni Bianchi. Eremo e Metropoli, gli eBook gratuiti editi dai Circoli Dossetti
da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.
Se la visione dei padri fondatori si è smarrita per strada ed esaurita, bisognerà trovarne un’altra. Perché senza visione l’Europa non cresce, non si evolve e neppure si mantiene. L’Europa politica, con il suo destino democratico e il grande patrimonio del welfare, non l’Europa ridotta a moneta unica.
clicca sul libro per sfogliarlo online
(attendi qualche secondo per il suo caricamento)
Una lettura della Fratelli tutti 3/3: I temi di una fraternità umana dai molti volti
«Ogni giorno ci viene offerta una nuova opportunità, una nuova tappa. Non dobbiamo aspettare tutto da chi ci governa, sarebbe infantile. Godiamo di uno spazio di corresponsabilità capace di avviare e generare nuovi processi e trasformazioni. Siamo parte di un’unica umanità: ognuno con la propria voce e la propria storia, ma tutti chiamati a costruire insieme il futuro». Con queste parole del n. 77 di Fratelli tutti Papa Francesco ci introduce al cuore operativo dell’enciclica: l’impegno concreto per un mondo aperto, in cui la fraternità e l’amicizia sociale non restino ideali astratti, ma diventino percorsi quotidiani di umanizzazione.
Rileggere il De Civitate Dei di Agostino nella crisi del multilateralismo e dei diritti. Un testo di Papa Leone XIV
Cari Ambasciatori,
ispirato dai tragici eventi del sacco di Roma del 410 d.C., Sant’Agostino scrive una delle opere più poderose della sua produzione teologica, filosofica e letteraria: il De Civitate Dei, La Città di Dio. Come ha osservato Papa Benedetto XVI, si tratta di un’«opera imponente e decisiva per lo sviluppo del pensiero politico occidentale e per la teologia cristiana della storia», [1] che prende spunto da una “narrazione” – diremmo in termini contemporanei – che andava diffondendosi: «I pagani, ancora numerosi in quel tempo, ed anche non pochi cristiani pensano che il Dio della nuova religione e gli stessi Apostoli avevano mostrato di non essere in grado di proteggere la città. Ai tempi delle divinità pagane Roma era caput mundi, la grande capitale, e nessuno poteva pensare che sarebbe caduta nelle mani dei nemici. Adesso, con il Dio dei cristiani, questa grande città non appariva più sicura». [2]
Pace e guerra: rileggere Alex Langer
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Il sentiero di cresta su cui Alex si è mosso (e l’immagine gli si addice, uomo di montagna e di confine) è stato spinto fin quasi all’estremo […]. Di questo gli siamo grati, perché è anche a partire dalle riflessioni sulla sua scelta finale che si può ancora ricominciare, nella coscienza delle difficoltà e dei limiti delle nostre possibili scelte, della precarietà e fragilità della nostra condizione di uomini, dell’immane peso della storia ma anche della necessità di reagire e di dare un senso alla brutalità o al torpore della nostra vita con scelte degne, nobili, responsabili e chiare oggi più che mai.[1]
«Gli italiani». Una poesia di Pier Paolo Pasolini
L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
Un ebreo marginale. Qualche lineamento dell’opera di John Meier. 4. Secondo volume: “Mentore, messaggio, miracoli”, seconda parte.
Testi di Antonio Doda pubblicati sul gruppo Facebook Kairos – Storia del cristianesimo
Proseguendo la breve sintesi senza pretese di “Un ebreo marginale”, di John P. Meier, siamo al secondo volume che si intitola: “Mentore, messaggio, miracoli.” Ricordo che è un volume di più di 1300 pagine avvincenti. Abbiamo parlato del mentore, Giovanni Battista, ora vediamo qual e’ per Meier il messaggio chiave.
L’archimandrita Sofronio e la preghiera di Gesù. Una conferenza di Adalberto Mainardi
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
L’Associazione Onlus “Insieme per l’Athos” e l’Accademia di Romania in Roma organizzano una GIORNATA di STUDIO in ONORE di Padre Sofronio (Sakharov) Giovedì 11 febbraio 2016, ore 16.30 Accademia di Romania in Roma, Adalberto Mainardi L’archimandrita Sofronio e la preghiera di Gesù
La Parola è la mia casa: [11/01/2026] Battesimo del Signore TN anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
Il battesimo di Gesù al Giordano: una benedizione di pace, di giustizia, di perdono
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Il contributo di Giuseppe Dossetti al concilio Vaticano II. Una “lettura” di Alberto Melloni. Lettura dossetti 2025
Il Concilio Vaticano II, momento chiave nella ridefinizione della Chiesa cattolica nel contesto del mondo contemporaneo, inaugurò un confronto serrato tra tradizione e innovazione teologica. Si rese così possibile una nuova comprensione della collegialità episcopale, della partecipazione dei laici e dell’apertura ecumenica, e si ridefinì il ruolo della Chiesa nei rapporti con le culture e le istituzioni civili. In questo quadro, Giuseppe Dossetti si distinse come figura di mediazione e di progettualità, contribuendo alla stesura di documenti conciliari e alla riflessione sulla responsabilità civile e politica dei cattolici, evidenziando come il Concilio non fosse solo un momento rituale, ma un vero e proprio laboratorio di pensiero ecclesiale e sociale.
Il numeri nella Bibbia. Una conversazione biblica di don Claudio Doglio
Giovedì 29 maggio 2025, a Celle Ligure presso il Centro Mezzalunga, don Claudio ha parlato de I numeri nella Bibbia.
La Parola è la mia casa: [04/01/2026] II dom TN anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
La Parola ha posto la sua dimora in mezzo a noi per rendere la nostra vita casa abitabile e accogliente
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-5.9-14)
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
L’insegnamento di Leone e i nostalgici della “guerra giusta”
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Gli irriducibili fautori dell’ideologia della «guerra giusta» trovano conferma alle loro convinzioni in alcuni interventi di papa Leone – in particolare il messaggio per la giornata mondiale della pace[1] −; e in autorevoli commenti alle sue posizioni, come la nota su Il Foglio di Flavio Felice, professore di Storia delle dottrine politiche alla Pontifica Università Lateranense[2].
La Parola è la mia casa: [28/12/2025] Sacra Famiglia TN anno A
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
La sacra famiglia non sta a far colazione al Mulino Bianco, ma condivide le vie della povertà e della persecuzione
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 2,13-15.19-23)
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.