Cattolici e marginalità. Lo spazio politico è da riconquistare, ma con le idee

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Sento da più parti del mondo cattolico alcuni voci relative al fatto che nel Governo Draghi i cattolici siano poco rappresentati. Non so dove abbiano ricavato questo giudizio, a quali parametri  facciano riferimento. Confesso la mia fatica a trovare  ragioni per le quali i “cattolici” (termine usato spesso in modo disinvolto)  debbano esigere spazio e visibilità. Non che non sia importante la presenza di laici cristianamente  ispirati ma la questione mi pare più complessa.

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La “Carta di Assisi”, 10 comandamenti contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre

Pubblichiamo la Carta di Assisi, manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre, presentata venerdì 3 maggio nella sede della Fnsi a Roma dove erano presenti tra gli altri l’Imam della Grande Moschea di Roma, Saleh Ramadan Elsayed, la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, Roberto Natale, coordinatore del Comitato scientifico di Articolo 21, il prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini, il direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, il direttore della Sala Stampa della Basilica di San Francesco d’Assisi, Padre Enzo Fortunato, il responsabile comunicazione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Gian Mario Gillio, il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, il segretario generale della Società San Paolo, Don Stefano Stimamiglio e Paola Spadari, presidente Odg Lazio.

Non è un carta dei giornalisti né una carta deontologica, ma una dichiarazione di fratellanza universale contro il muro dell’odio, che chiama in causa tutti gli operatori di pace.

Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi)

Facendo propri i dieci precetti si potrà davvero contribuire a combattere le fake news – che trovano terreno fertile nell’era dei social media – e a favorire le buone pratiche laddove regnano il disagio sociale, l’intolleranza e il risentimento.

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«Fraternità, sviluppo economico e società civile». Commento della COREIS al terzo capitolo della “Caritas in veritate”

da Coreis.it, il sito della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), una comunità islamica nel cuore dell’occidente.

Nel 2006 il World Economic Forum ha invitato il Vice Presidente della COREIS Yahya Pallavicini a partecipare alla piattaforma C-100 West-Islamic Dialogue in preparazione all’incontro mondiale annuale con i protagonisti del mondo politico, economico, finanziario e commerciale a Davos e al successivo incontro sul Medio Oriente a Sharm el Sheikh in Egitto. Da questi incontri si è costituito un nuovo gruppo di lavoro della COREIS che ha elaborato un commento al terzo capitolo “Fraternità, Sviluppo Economico e Società Civile” dell’enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas in Veritate”.

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Teologia della prosperità: il pericolo di un Vangelo diverso

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

«Teologia della prosperità»: questo è il nome più conosciuto e descrittivo di una corrente teologica neo-pentecostale evangelica. Il nucleo di questa «teologia» è la convinzione che Dio vuole che i suoi fedeli abbiano una vita prospera, e cioè che siano ricchi dal punto di vista economico, sani da quello fisico e individualmente felici. Questo tipo di cristianesimo colloca il benessere del credente al centro della preghiera, e fa del suo Creatore colui che realizza i suoi pensieri e i suoi desideri. Il rischio di questa forma di antropocentrismo religioso, che mette al centro l’uomo e il suo benessere, è quello di trasformare Dio in un potere al nostro servizio, la Chiesa in un supermercato della fede, e la religione in un fenomeno utilitaristico ed eminentemente sensazionalistico e pragmatico. Questa immagine di prosperità e benessere fa riferimento al cosiddetto American dream, al «sogno americano». In sé questo «sogno» è la visione di una terra e di una società intese come un luogo di opportunità aperte.

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Un’esperienza pastorale. Intervista a padre Pio Parisi a cura di Giuseppe Trotta – Bailamme n° 27 gennaio-dicembre 2001

da Incontripioparisi.it, Incontri Pio Parisi, discernimento e solidarietà.

Pubblichiamo la lunga intervista a padre Pio Parisi rilasciata a Giuseppe Trotta: “Una esperienza pastorale – Intervista a Padre Pio Parisi curata da Giuseppe Trotta”, pubblicata sulla rivista Bailamme nº 27/2001. Ne esce un profilo dettagliato della vita e della storia umana e spirituale dello storico assistente nazionale delle ACLI. Bailamme è stata una rivista semestrale di spiritualità e politica nata nel 1987, diretta da Giovanni Bianchi, coordinata da Giuseppe Trotta e edita dalla casa editrice Marietti. Tra i suoi redattori: Salvatore Natoli, Mario Tronti, Bepi Tomai, Romana Guarnieri, Luisa Muraro, Rosetta Stella, Emma Fattorini, Paolo Ridella, Eugenio Massa e Vittorio Tranquilli.

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Fondamentalismo evangelicale e integralismo cattolico. Un sorprendente ecumenismo

Sull’ultimo numero di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, direttore della rivista dei Gesuiti, e Marcelo Figheroa, direttore dell’edizione argentina de L’Osservatore Romano, firmano un articolo in sui si soffermano su quello che definiscono un “ecumenismo fondamentalista” che trova una sorprendente alleanza tra “fondamentalisti evangelicali e cattolici integralisti”. A questo fenomeno, scrivono, si contrappone la visione ecumenica di Papa Francesco che sottolinea la dimensione della misericordia e rifiuta la confusione tra potere spirituale e potere temporale. Continua a leggere