Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
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La Barba di Aronne. Episodio quattro: Le guerre giudaiche
Ci pare bello e significativo e invitiamo perciò a vederlo, “La Barba di Aronne”, un ciclo di brevi video dove Fra Simone fa scoprire ai cristiani l’ebraismo.
La Barba di Aronne è il nuovo progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano.
Le ribellioni degli ebrei contro Roma, a cavallo tra il primo ed il secondo secolo dc, rappresentano una pagina fondamentale della storia dell’ebraismo. Ma cosa c’entrano delle guerre di 2000 anni fa con le nostre radici cristiane? Nel nuovo video vedremo come le conseguenze di queste guerre costringeranno l’ebraismo ad una veloce trasformazione, a ragionare sulla propria esistenza e sopravvivenza; e daranno vita ad una nuova espressione della fede che si confronterà con il nascente cristianesimo. Dalla riorganizzazione dopo la distruzione del Tempio e le diaspore nascerà il giudaismo rabbinico, prenderà forma e vita il Talmud, nasceranno i primi grandi scontri con la Chiesa.
La Barba di Aronne. Episodio tre: Che persona era Erode?
Ci pare bello e significativo e invitiamo perciò a vederlo, “La Barba di Aronne”, un ciclo di brevi video dove Fra Simone fa scoprire ai cristiani l’ebraismo.
La Barba di Aronne è il nuovo progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano.
Il nuovo video è dedicato ad un personaggio fondamentale per la storia di Israele e per la nostra storia evangelica: il re Erode, il regnante sulla Giudea all’epoca della nascita di Gesù. Genio militare, esteta con manie di grandezza, passerà la sua vita in bilico tra Roma e popolo ebraico, di cui non faceva parte essendo idumeo. Questa precarietà lo porterà a guardare con sospetto e paura qualsiasi evento che potesse mettere in pericolo il suo trono; un personalità psicotica che lo porterà ad uccidere chiunque rappresenti una minaccia, fossero anche bambini, come nell’episodio matteano della “Strage degli innocenti”.
La Barba di Aronne. Episodio due: Gesù festeggiava le feste ebraiche?
Ci pare bello e significativo e invitiamo perciò a vederlo, “La Barba di Aronne”, un ciclo di brevi video dove Fra Simone fa scoprire ai cristiani l’ebraismo.
La Barba di Aronne è il nuovo progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano.
In questo secondo video facciamo un passo avanti nell’ebraicità di Gesù: Gesù era ebreo solo di nascita o viveva la sua vita da ebreo? Una risposta possiamo trovarla nei vangeli, che ci raccontano la presenza di Gesù al tempio di Gerusalemme per le principali feste ebraiche: la pasqua, la festa delle capanne (Gv 7,2.10) e la festa della dedicazione, Hannukah (Gv 10,22-23). Proprio accennando ad Hannukah parleremo dei seleucidi, di Antioco Epifane IV e la rivolta maccabaica, eventi originari Hannukah.
Tra Bibbia, mercato, denaro e relazioni umane. Giobbe, Elia e il salmo 3. Tre conversazioni con Luigino Bruni
A precedere la settima edizione della Scuola di Economia Biblica sono state tre conversazioni ad accesso libero che Luigino Bruni ha tenuto durante la Quaresima e la Settimana Santa del 2020 dedicate a Giobbe, Elia e al Salmo 3, tutte particolarmente interessanti e vivaci grazie anche alla partecipazione di Salvina Chemen (Rabbino della Comunità ebraica a Buenos Aires) e di Carlo Petrini che con i loro interventi hanno arricchito il dialogo di altre prospettive ed esperienze.
“Giobbe e il suo canto”
La Barba di Aronne. Episodio uno: Gesù era ebreo?
Ci pare bello e significativo e invitiamo perciò a vederlo, “La Barba di Aronne”, un ciclo di brevi video dove Fra Simone fa scoprire ai cristiani l’ebraismo.
La Barba di Aronne è il nuovo progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano.
Nel primo video ufficiale cerco di rispondere a questa domanda tanto attuale; capita di scoprire cristiani che si stupiscono nel sentire la verità dell’ebraicità di Gesù; o persone che gli attribuiscono nazionalità ed origini semplicemente impossibili per il periodo storico in cui è vissuto. Vedremo i nomi dati sin dall’antichità alla terra d’Israele e poi, attraverso la genealogia di Gesù con cui Matteo apre il suo Vangelo, vedremo come il Nuovo Testamento traccia un vero e proprio identikit ebraico di Gesù.
Il fabbricante di tende spirituali
Don Stefano Bazzucchi, che ha cominciato a inviare a “La Bottega di Nazareth” alcuni testi, ci ha mandato questo bell’articolo, dove, nella prima parte, tratteggia con efficacia il cammino delle prime tre encicliche di papa Giovanni Paolo II, con tre passi fondanti del suo magistero: l’uomo, la misericordia di Dio e il lavoro. Nella seconda esemplifica attraverso Paolo e la sua professione di fabbricante di tende come il lavoro può illuminare la vicenda dei grandi uomini della fede raccontati dalla Bibbia e la loro attività evangelizzatrice. Particolarmente bella è la descrizione della bottega di Paolo come luogo di conversazione, di condivisione e di scambio di idee. Così simile a come abbiamo pensato “La Bottega di Nazareth”.
Il santo Papa Giovanni Paolo II, uomo di cultura profondissima, uomo del lavoro, venuto da oltre la cortina di ferro, dove il regime comunista lentamente anno dopo anno con il suo totalitarismo anti-umano stava svuotando le coscienze delle persone, gridò al mondo la bellezza dell’uomo, di tutto l’uomo e l’opera meravigliosa, mirabilia Dei, della salvezza operata in Cristo Gesù mandato dal Padre a spezzare i lacci della morte.
Nei primi tre anni del suo pontificato, anni duri, anni di inculturazione personale nel tessuto cattolico occidentale, sia istituzionale che non, ancora molto commistionato con la mondanità della vita umana, e poco attento all’istanza salvifica nascente dal grido dei
poveri, non solo materiali, ma soprattutto di spirito.
Le sue prime tre encicliche furono la stesura perfetta del suo programma di fede, esattamente come in teatro o su un palcoscenico l’occhio di bue, focalizza agli spettatori vicini e lontani, l’essenziale da seguire: l’uomo, la misericordia di Dio e il lavoro.
La Barba di Aronne. Episodio zero: Presentazione
Ci pare bello e significativo e invitiamo perciò a vederlo, “La Barba di Aronne”, un ciclo di brevi video dove Fra Simone fa scoprire ai cristiani l’ebraismo.
La Barba di Aronne è il nuovo progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano.
In questo video spiego chi sono, perché ho sentito il bisogno di realizzare questo progetto. Vi racconto poi come si svilupperanno le puntate, e cosa ci troverete dentro. La musica della sigla è una canzone della tradizione ebraica dal titolo “Mazal tov”. L’espressione significa letteralmente “Buona fortuna”, ed è usata per fare auguri e congratulazioni.
Per la vita del mondo. Verso un ethos sociale della Chiesa ortodossa – VI. Relazioni ecumeniche e relazioni con altre fedi. Preghiamo per l’unione di tutti
Per la vita del mondo. Verso un ethos sociale della Chiesa ortodossa: è il titolo di un documento di rilevante importanza. È il primo e organico approccio a quella che i cattolici chiamano «dottrina sociale». Il suo peso è indicato dalla sua origine (una richiesta del concilio di Creta del 2016), dal livello della commissione che l’ha preparato (13 teologi), dal materiale e riletture forniti (25 eparchie del Trono ecumenico distribuite nel mondo), dalle 12 lingue in cui è stato tradotto, dall’approvazione, nel gennaio 2020 del santo e sacro sinodo di Costantinopoli.
La pubblicazione è avvenuta negli USA il 27 marzo 2020. I curatori sono David Bentley Hart (del Notre Dame Institute for advanced study) e John Chryssavgis (del patriarcato ecumenico, presidente della commissione). Disteso in 82 numeri e diviso in otto parti, occupa una settantina di pagine.
I titoli delle parti sono orientativi: oltre la prefazione, l’introduzione (è tempo di servire il Signore); la Chiesa nella sfera pubblica (affidiamo tutta la nostra vita a Cristo Dio); il corso della vita umana (santifica le anime e i corpi nostri, e concedici di servirti in santità tutti i giorni della nostra vita); povertà, ricchezza e giustizia civile (ricordati Signore, di coloro che si ricordano dei poveri); guerra, pace e violenza (per la pace del mondo intero…); relazioni ecumeniche e relazioni con altre fedi (preghiamo per l’unità di tutti); ortodossia e diritti umani (ci hai creati a tua immagine e somiglianza); scienza, tecnologia, mondo naturale (il tuo dal tuo a te offriamo); conclusione (esultiamo, possedendo quest’àncora di speranza).
Su Settimananews.it il commento di Lorenzo Prezzi.
Bereshit 41 L’inganno buono di Rachel. Di rav Alfonso Arbib
Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
Se non sono io per me… filosofia di una massima dei Pirke’ Avot
da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.
Amata da molti, spesso citata, talvolta trasformata in motto, bandiera, programma d’intenti. E’ la più famosa delle massime raccolte nei Pirke’ Avot, l’agile testo che è uso rileggere ogni anno tra Pesach e Shavuot:
Se io non sono per me, chi è per me? Ma quando io sono per me stesso, che cosa sono io? E se non ora, quando?
Pillole di teologia S01 E17 – Lettera di Paolo ai Romani: l’amore di Dio e lo Spirito Santo
da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.
Trasmissione e podcast settimanale di divulgazione teologica a cura di Fulvio Ferrario, pastore valdese e decano della Facoltà valdese di teologia.
Fase “n”, quale normalità
da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.
“Fase 2”, “Fase 3″… arriveremo poi alla “fase n”, quella del ritorno alla normalità. E qui si avverte il timore che “non sarà come prima”. Faremmo bene però a non mitizzare il “prima”. Già nel Qohèlet troviamo la diffida a non considerare necessariamente migliori i tempi passati:
Non dire: “Come mai i tempi passati sono migliori di questi?” poiché non chiederesti in modo saggio.
Eccle. 7:10
Il lavoro come imitatio Dei secondo la tradizione ebraica
da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.
Ci sono voluti secoli, nella cultura occidentale, per riconciliarsi con l’idea e la prassi del lavoro. Se oggi siamo un po’ tutti ‘workaholic’ (neologismo inglese per dire ‘ossessivamente dipendenti dal lavoro’, sebbene di lavoro raramente estenuante), all’inizio non fu così: greci e latini esaltavano l’otium e non il negotium, termine che indicava sia le diverse attività manuali e professionali sia la fatica e il fastidio del lavorare. Il cristianesimo delle origini risentì di questa radice culturale, e aggravò l’idea del lavoro con un’interpretazione letterale di Bereshit/Genesi 3: il lavoro (come il parto per la donna) è un castigo divino per il peccato originale, e tanto più tale peccato era grave e universale, tanto più lavoro e parto – detti entrambi ‘travagli’ – apparivano dolorosi e pericolosi. Una condanna metafisica, più che una punizione storica. Come è noto, solo con Benedetto da Norcia, nel VI secolo, si avviò un progressivo riscatto del lavoro manuale.
Nel giudaismo quest’atteggiamento negativo verso il lavoro non è (quasi) mai esistito. E non avendo la dottrina del peccato originale, o almeno una sua versione dogmatica come la sviluppò Agostino di Ippona per la cristianità, il mondo ebraico non interpretò il lavorare e il partorire come esperienze negative, appunto una condanna storico-metafisica.
Bereshit 40 La notte degli ingannatori. Di rav Alfonso Arbib
Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
Misericordia, Conoscenza di Dio, Giustizia e Diritto. Il Messaggio dei Profeti
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
DECANATO DI TREVIGLIO Scuola biblica 2014-15 sui 12 profeti
Se pensiamo che la maggior parte della letteratura profetica sia post-esilica nella sua redazione finale, è ovvio che possiamo immaginare che di misericordia siano fatte tutte queste pagine. Mi rifarei ad uno schema piuttosto elementare che ci possa aiutare a camminare dentro alcuni testi che presenterò. Uno schema che riguarda proprio il tipo di messaggio dei profeti: l’oracolo è un genere letterario tipico dei profeti; ci sono due grandi gruppi di oracoli. Il primo gruppo è l’oracolo di condanna e di comminazione della pena, della morte, di minaccia; oracolo negativo, quindi. L’altro grande gruppo di oracoli profetici può invece andare sotto il nome di oracolo di speranza e di salvezza, di riscatto. Tutti e due questi grandi gruppi di oracoli contengono la misericordia di Dio.
Rosanna Virgili
Le religioni sanno ridere? Cristiani, ebrei, musulmani e buddisti tra avversione al riso e apertura alla gioia
da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.
Anche se tutti hanno in mente qualche barzelletta sul paradiso o qualche storiella ebraica, la religione è solitamente presentata con un volto austero più che sorridente. L’idea secondo cui le religioni diffidano del riso è all’origine del romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”, in cui un monaco benedettino assassina i suoi simili per impedire loro di diffondere un testo di Aristotele sul ridere.
Né Ashkenaziti né Sefarditi: gli Ebrei italiani sono un mistero
da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.
Spesso si sente parlare di due categorie di Ebrei: Ashkenaziti e Sefarditi. Alcuni alludono anche a un terzo gruppo, i Mizrahim, per indicare gli Ebrei che vivevano in quei territori che oggi sono Iraq, Siria, Yemen, Iran, Georgia e Uzbekistan. Ma questa divisione in gruppi può risultare molto più complessa di quello che può sembrare a un primo sguardo.
Bereshit 39 Amore a prima vista. Di rav Alfonso Arbib
Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
Pillole di teologia S01 E16 – Lettera ai Romani: di fronte al giudizio di Dio non ci sono differenze
da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.
Trasmissione e podcast settimanale di divulgazione teologica a cura di Fulvio Ferrario, pastore valdese e decano della Facoltà valdese di teologia.

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