Il “patto delle catacombe”. L’impegno di una cinquantina di vescovi per una Chiesa povera e dei poveri

Avvicinandosi la prima giornata mondiale dei poveri …

Il 16 novembre del 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio Vaticano II, una cinquantina di padri conciliari celebrarono un’Eucaristia nelle Catacombe di Domitilla. Era il gruppo dei vescovi della “Chiesa dei poveri” che alla fine del Concilio decisero di scendere nelle catacombe, simbolicamente “ai margini”, per firmare il “Patto delle Catacombe”. I firmatari si impegnavano personalmente a vivere da chiesa “povera e dei poveri”, ed hanno poi vissuto questo impegno fino in fondo con scelte concrete. Erano una cinquantina, all’inizio, sugli oltre duemila vescovi che si riunirono a Roma per il Concilio Vaticano II. In pochi anni arrivarono a superare quota 500.

Tra i firmatari, nomi noti come dom Hélder Câmara, arcivescovo di Recife (Brasile), l’arcivescovo di Nazaret, Hakim, Massimo IV, patriarca di Antiochia, Leonidas Proaño, vescovo di Riobamba (Ecuador), famoso per la sua difesa dei campesinos; Enrique Angelelli, ausiliare di Cordoba (Argentina), ucciso durante la dittatura e punto di riferimento per l’allora padre Jorge Mario Bergoglio; il vescovo di Tournai (Belgio), Charles-Marie Himmer, che tenne l’omelia quel giorno. Alcuni sono ancora in vita: l’allora ausiliare di Bologna Luigi Bettazzi, poi vescovo a Ivrea, e José Maria Pires, arcivescovo emerito di Paraiba, in Brasile. Variopinta la provenienza dei firmatari: Cina, Corea del Sud, Zambia, Gibuti, Indonesia, Algeria, Cuba, l’allora Jugoslavia, Canada, Francia, Grecia, Spagna, e altri. Nessun presule dagli Usa. Continua a leggere

Il significato dell’icona nel mondo cattolico. Intervista di Tudor Petcu a Emanuela Fogliadini

Un’intervista a cura del dott. Tudor Petcu, scrittore e ricercatore rumeno e nostro collaboratore. L’argomento: la crisi dell’arte sacra occidentale e la diffusione dell’icona nel mondo cattolico. L’intervistata: la professoressa Emanuela Fogliadini, teologa e storica del cristianesimo; è docente di Storia della Teologia dell’Oriente cristiano presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e Teologia ortodossa presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e Pavia. Dal 2015 è Coordinatore delle attività culturali della Fondazione Ambrosiana Paolo VI. Il suo campo di ricerca è principalmente la teologia dell’immagine sacra e l’iconografia del mondo bizantino e dei cristianesimi orientali, declinata nel suo contesto storico e nel legame con la riflessione teologica. Ha pubblicato Il volto di Cristo. Gli Acheropiti del Salvatore nella Tradizione dell’Oriente cristiano; L’immagine negata. Il concilio di Hieria e la formalizzazione ecclesiale dell’iconoclasmo; L’invenzione dell’immagine sacra. La legittimazione ecclesiale dell’icona al secondo concilio di Nicea per Jaca Book; Parola e immagine tra Oriente e Occidente per EDB; L’icona. La bellezza rivelata per Edizioni Biblioteca francescana; con François Bœspflug, Ressuscité. La Résurrection du Christ dans l’art per MamE.

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Il lavoro nel Nuovo Testamento: Il lavoro, la comunità e la serietà professionale del cristiano nelle lettere paoline

Chi non vuol lavorare, neppure mangi.

2Ts 3, 10b

Paolo, coerentemente con la mentalità espressa tanto dall’Antico come dal Nuovo Testamento, rifiuta una separazione dell’attività professionale dal resto dell’esistenza del credente. Innanzitutto respinge una settorializzazione dal punto di vista dei criteri etici, quasi che la vita potesse essere scissa in frammenti in cui applicare logiche differenti: da una parte il “tempo libero” dedicato esclusivamente alla carità e a Dio e dall’altra il “tempo del lavoro” ispirato alle priorità del profitto ad ogni costo e della concorrenza selvaggia. Inoltre Paolo è particolarmente efficace nello smascherare la tentazione che poteva nascere da una escatologia compresa male: siccome la parousia è vicina la quotidianità e il lavoro e la fatica ad essa legati perdono ogni valore ed importanza. Paolo invita in maniera anche ruvida a tenere insieme fede e vita, evitando inutili agitazioni e vivendo relazioni e professione dentro l’orizzonte del rapporto con il Cristo. Continua a leggere

Il lavoro nel Nuovo Testamento: Paolo e il suo lavoro

Noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi.

2Ts 3, 7b-8

Il lavoro di Paolo durante le sue fatiche missionarie è nominato varie volte nelle sue lettere (1Cor 4, 12 e al capitolo 9) o nel testo degli Atti degli apostoli (At 18, 3; 20, 34). Continua a leggere

Per chi parla di razza e di “veri italiani”

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Nei giorni scorsi a Roma nella Casina dei Vallati, in largo 16 ottobre 1943, il luogo della razzia nazista del ghetto, è stata inaugurata una mostra curata da Marcello Pezzetti e Sara Berger, della Fondazione Museo della Shoah, dal titolo “1938. La Storia”. La mostra, da vedere, ha uno scopo molto semplice che mi racconta lo stesso Pezzetti: “Sono impressionato dallo scoprire che tanta gente non sa, i ragazzi non sanno che cosa sono state le leggi razziali. Con materiale quasi del tutto inedito — fotografie, immagini, documenti — facciamo vedere ciò che è accaduto”. Continua a leggere

Il tossicodipendente

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Pubblichiamo un post provocatorio di Gilberto Borghi: come il cristianesimo e la croce svuotate di Vangelo possano ridursi a simboli di tradizione, segni identitari e addirittura una buona etichetta per fare vendere meglio il proprio prodotto-paese.

Anche io pensavo di poter dire: “Smetto quando voglio”. Ma, come molti altri, mi sono dovuto ricredere: è la sostanza che mi gestisce, non io che gestisco lei. L’ho visto ultimamente, quando a fronte di situazioni dure che sto attraversando, mi sono ritrovato a “farmi” giornalmente, anche più volte, discrete dosi di Vangelo. Tanto che l’altro giorno ho deciso che non posso continuare così e ho promesso a me stesso di smettere. Così mi sono rivolto ad una persona competente per farmi aiutare. Ma la prima cosa che mi ha indicato è stata quella di iniziare a fare la spesa stabilmente al Lidl, nota catena di supermarket discount. Continua a leggere

Così la mafia si prende le nostre spiagge

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

Spuntano come funghi a ogni stagione marittima. Nella migliore delle ipotesi su iniziativa di qualche “furbetto” vicino ad amministrazioni compiacenti, nella peggiore su input di vere e proprie cosche criminali. Sono gli stabilimenti balneari illegali, un business a basso costo e alti guadagni su cui ormai da qualche anno le mafie hanno allungato le mani. Continua a leggere

Ortodossia, i nodi irrisolti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

A un anno dal “Santo e Grande Concilio” che si sperava “panortodosso” ma che tale non fu, le relazioni tra le Chiese continuano ad essere turbate: del tutto irrisolto rimane il loro intrico in Ucraina, paese ove sempre più spinoso è il rapporto tra la Chiesa che si ricollega al patriarcato di Mosca e le due “autocefale” che guardano a Costantinopoli; e permane lo stato di scisma tra il patriarcato di Antiochia e quello di Gerusalemme. Continua a leggere

Il segreto dell’elisir italiano

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

Nelle settimane scorse, Bloomberg (nota azienda leader, a livello mondiale, nel settore della comunicazione) ha stilato una classifica riguardante i Paesi più “sani” della Terra al fine di individuare quelli più salubri e quelli posti, invece, nelle ultime posizioni.
Il dato più clamoroso è relativo alla nazione in cima alla classifica mondiale: l’Italia. Proprio così, il Paese tanto bistrattato, soprattutto da chi vi risiede, svetta in questa particolare graduatoria. Continua a leggere

Le porte chiuse ai ricollocamenti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Continua la crisi dei ricollocamenti di richiedenti asilo sul suolo europeo: la maggior parte degli Stati nicchia, guardando altrove e preferendo pagare le multe per la mancata accoglienza. I Parlamentari europei hanno condannato questi comportamenti da parte di diversi Paesi che non stanno applicando gli accordi presi. In particolare, nelle scorse settimane si è parlato della quota di minori approdati in Italia e ricollocati nel resto d’Europa. Uno. Uno su 5000, numero che continua a lasciare paesi come l’Italia e la Grecia in una sostanziale solitudine nella gestione del fenomeno. Ad aprile soltanto 17.903 richiedenti asilo sono stati ricollocati, circa l’11% delle persone previste dagli obblighi assunti. Continua a leggere

Don Lorenzo Milani: origini e formazione. La famiglia Milani Comparetti: ricca, colta e non religiosa

Che vergogna! Essere stati contemporanei di papa Giovanni, di don Mazzolari, di don Milani; anzi, essere stati loro amici e commensali, e non avere imparato. E non esserci convertiti. Ed essere quelli di sempre. Peggio di sempre!”1.

Così scriveva p. David M. Turoldo iniziando la prefazione ad una delle più famose biografie di don Lorenzo Milani, quella scritta da Neera Fallaci nel 1974. Continua a leggere

Como, nessuna uscita per i migranti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia. Continua a leggere