«Ogni giorno ci viene offerta una nuova opportunità, una nuova tappa. Non dobbiamo aspettare tutto da chi ci governa, sarebbe infantile. Godiamo di uno spazio di corresponsabilità capace di avviare e generare nuovi processi e trasformazioni. Siamo parte di un’unica umanità: ognuno con la propria voce e la propria storia, ma tutti chiamati a costruire insieme il futuro». Con queste parole del n. 77 di Fratelli tutti Papa Francesco ci introduce al cuore operativo dell’enciclica: l’impegno concreto per un mondo aperto, in cui la fraternità e l’amicizia sociale non restino ideali astratti, ma diventino percorsi quotidiani di umanizzazione.
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Una lettura della Fratelli tutti 2/3: Le strutture portanti dell’enciclica
«Bisogna guardare al globale, che ci riscatta dalla meschinità casalinga. Quando la casa non è più famiglia, ma è recinto, cella, il globale ci riscatta perché è come la causa finale che ci attira verso la pienezza. Al tempo stesso, bisogna assumere cordialmente la dimensione locale, perché possiede qualcosa che il globale non ha: essere lievito, arricchire, avviare dispositivi di sussidiarietà. Pertanto, la fraternità universale e l’amicizia sociale all’interno di ogni società sono due poli inseparabili e coessenziali. Separarli conduce a una deformazione e a una polarizzazione dannosa». Già da questa parte del n. 142 di Fratelli tutti, intuiamo come il tema dell’enciclica non sia un generico invito ad una fraternità teorica, ad un volemose bene irenico e con la testa nelle nuvole. Al contrario, il testo affronta la complessità del reale sostenendosi e costruendo il proprio percorso attorno ad alcune strutture di pensiero portanti.
Riconoscere il fratello e mettersi accanto a chi è caduto. L’idea portante dell’enciclica: la fraternità ricuce lo strappo tra libertà e uguaglianza
Pubblicato originariamente sul periodico “Santuario della Madonna di Tirano”, n. 1 / 2021 gennaio – Anno XVIII
Il viceresponsabile dell’ufficio diocesano della pastorale sociale, assistente spirituale ACLI e Coldiretti della provincia di Sondrio, don Andrea Del Giorgio, alla luce dell’Enciclica di papa Francesco “Fratelli tutti”, ricorda la stretta connessione tra crisi sanitaria, economica e sociale e l’importanza di rimettere al centro la fraternità perché ci sia vera libertà e uguaglianza.
«In questo scontro di interessi che ci pone tutti contro tutti, dove vincere viene ad essere sinonimo di distruggere, com’è possibile alzare la testa per riconoscere il vicino o mettersi accanto a chi è caduto lungo la strada?». Attraverso questa impegnativa domanda, che papa Francesco si pone già nella prima parte del documento dedicata all’analisi della realtà odierna, potremmo individuare alcune delle idee portanti dell’enciclica Fratelli tutti (FT).