«Fa freddo». Una poesia di Gianni Rodari

Italia sottozero.
Lo stivale si è ghiacciato.
Sta la neve sui monti
come panna sul gelato.

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«In memoria dell’amico don Sirio Politi prete operaio (Viareggio)». Una poesia di p. David Maria Turoldo

Disteso e quieto era il mare, e aste
di luce erano gli alberi
delle imbarcazioni, tutti
in festa i capannoni del porto.

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«24 dicembre 1971». Una poesia di Iosif Aleksandrovič Brodskij, noto anche come Joseph Brodsky

Siamo tutti a Natale un po’ Re Magi.
Negli empori, fanghiglia e affollamento.
La gente, carica di pacchetti,
mette un bancone sotto accerchiamento
per un po’ di croccante al gusto di caffè,
così ciascuno è cammello e insieme Re.

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Elogio dell’impurezza. Un testo di Primo Levi

Sulle dispense stava scritto un dettaglio che alla prima lettura mi era sfuggito, e cioè che il così tenero e delicato zinco, così arrendevole davanti agli acidi, che se ne fanno un solo boccone, si comporta invece in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente all’attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l’elogio della purezza, che, protegge dal male come un usbergo; l’elogio dell’impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita.

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«e maria». Una poesia di Kurt Marti

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e maria cantava
al suo figlio nascituro:
l’anima mia magnifica il signore
io giubilo a dio mio liberatore

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«Il messaggio dell’imperatore». Un racconto di Franz Kafka

L’imperatore – così si racconta – ha inviato a te, a un singolo, a un misero suddito, minima ombra sperduta nella più lontana delle lontananze dal sole imperiale, proprio a te l’imperatore ha inviato un messaggio dal suo letto di morte. Ha fatto inginocchiare il messaggero al letto, sussurrandogli il messaggio all’orecchio; e gli premeva tanto che se l’è fatto ripetere all’orecchio. Con un cenno del capo ha confermato l’esattezza di quel che gli veniva detto. E dinanzi a tutti coloro che assistevano alla sua morte (tutte le pareti che lo impediscono vengono abbattute e sugli scaloni che si levano alti ed ampi son disposti in cerchio i grandi del regno) dinanzi a tutti loro ha congedato il messaggero.

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«un povero diavolo». Una poesia di Kurt Marti

Santo Spartaco prega per noi!

Johann Gottfried Seume

Che un uomo giusto venga messo al muro è un fatto fin troppo noto; ma che Dio venga inchiodato alla croce, è un segno di gloria per i ribelli di ogni tempo. Il cristianesimo è l’unica religione del mondo che ha intuito che l’onnipotenza rende Dio incompleto. Solo il cristianesimo ha capito che Dio, per essere interamente Dio, oltre che un sovrano dev’essere anche un ribelle.

Gilbert Keith Chesterton

un povero diavolo
così diciamo noi
cui il benessere è il proprio dio
e la povertà il diavolo

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«Pianeta Sarajevo». Una poesia di Abdulah Sidran

Ascoltate
come respira
il pianeta Sarajevo

Ascoltate
come piange la Ragazza:
“Morte, non mi prendere!”
Quante volte
piangendo
abbiamo detto
le nostre ardenti preghiere per la pace?

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«Uomini, non invocatemi più». Un testo di p. David Maria Turoldo

«Uomini, non invocatemi più ».
È il primo dei tuoi comandamenti:
« Non nominate il nome di Dio invano ».
Cosa abbiamo fatto del tuo nome, Signore!
Cosa dice ormai questo nome agli uomini? A che serve? È ancora la sua voce: «Non nominatemi invano, non disturbatemi con le vostre ciance ».

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«Pappagallo ermetico». Una poesia di Trilussa

Un Pappagallo recitava Dante:
«Pape Satan, pape Satan aleppe…»

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«Er leone riconoscente». Una poesia di Trilussa

Ner deserto dell’ Africa, un Leone
che j’ era entrato un ago drento ar piede,
chiamò un Tenente pe’ l’ operazzione.

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«La verità». Una poesia di Trilussa

La Verità che stava in fonno ar pozzo
Una vorta strillò: – Correte, gente,
Chè l’acqua m’è arivata ar gargarozzo! –

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«Er Bijetto da cento lire». Una poesia di Trilussa

Un Bijetto da Cento
diceva: — È più d’un mese
che giro ‘sto paese,
sempre in funzione, sempre in movimento!

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«Er nemico». Una poesia di Trilussa

Un Cane Lupo, ch’era stato messo
de guardia a li cancelli d’una villa,
tutta la notte stava a fa’ bubbù.

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«L’aquila». Una poesia di Trilussa

L’ommini so’ le bestie più ambizziose,
disse l’Aquila all’Omo – e tu lo sai:
ma viettene per aria e poi vedrai
come s’impiccolischeno le cose.

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Manzoni 150. Serate letterarie a cura di don Claudio Doglio

da Santambrogiovarazze.it, sito della Parrocchia Collegiata di S. Ambrogio in Varazze.

In occasione del 150° anniversario della morte di Alessandro Manzoni (1785-1873)

don Claudio ha proposto alcune “serate letterarie”, commentando importanti aspetti della poetica cristiana del Gran Lombardo:

12 luglio: IL NATALE DI NAPOLEONE (commento all’Inno IL NATALE e all’ode CINQUE MAGGIO)

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«Stazioni sulla via della libertà». Una poesia di Dietrich Bonhoeffer

Disciplina

Se tu parti alla ricerca della verità, impara anzitutto
la disciplina dei sensi e dell’anima, affinché i desideri
e le membra non ti portino ora qui ora là.
Casti siano il tuo spirito e il tuo corpo, a te pienamente sottomessi
e ubbidienti, nel cercare la meta loro assegnata.
Nessuno apprende il segreto della felicità, se non attraverso la disciplina.

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«Il dramma è religioso». Testo di p. David Maria Turoldo

Nessuno creda che si possa staccare la poesia dalla vita; la poesia non è un esercizio letterario, e tanto meno la vita è accademia. La nostra, poi, questa che ci è toccata in sorte, pare che porti i segni di una maledizione. Intendo, di questo nostro modo di vivere, di queste furiose ideologie e feroci politiche. Da qui il grido della disperazione che sale dalla moltitudine. E allora non solo il poeta, ma chiunque è appena sensibile, è voce di quel grido; e se è appena sincera poesia, essa è gemito di tutti.

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Il lavoro di poeta. Un testo di Wislawa Szymborska

In un discorso, pare, la prima frase è sempre la più difficile. E dunque l’ho già alle mie spalle. Ma sento che anche le frasi successive saranno difficili, la terza, la sesta, la decima, fino all’ultima, perché devo parlare della poesia.

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«un credo postapostolico». Una poesia di Kurt Marti

credo in dio
che è amore
il creatore del cielo e della terra

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