Per una lettura nonviolenta dei propri testi sacri

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Pubblichiamo gli appunti per una relazione orale di Fabrizio Mandreoli svolta in una tavola rotonda – insieme a interventi di Marco Giovannoni, Miriam Camerini, Shahrzad Houshmand e diversi altri/e – svoltasi presso la giornata di formazione “Mediterraneo laboratorio di Pace” presso l’ISSR di Rimini coordinato dal professor Marco Casadei e dalla professoressa Abir Hanna.

Desideriamo indagare – per poterlo disinnescare – quel fenomeno per cui il mistero di Dio – rivendicato da tutti i figli di Abramo, ebrei, cristiani e musulmani, come l’unico, il trascendente, il sempre più grande – viene singolarmente tribalizzato ed etnicizzato (“il nostro Dio”), territorializzato (la “nostra terra santa”), politicizzato (“Dio è con noi qualsiasi cosa facciamo”) e, per così dire, reso coloniale (la “nostra giusta e necessaria superiorità e supremazia”).

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Il Messaggio e la supplica per la pace del Card. Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, per l’Assunzione di Maria e la risposta dell’Imam Yahya Pallavicini

da Coreis.it, il sito della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), una comunità islamica nel cuore dell’occidente.

Messaggio del Card. Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, per l’Assunzione di Maria

Riportiamo di seguito il messaggio del Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, in occasione della celebrazione cristiana della Assunzione di Maria Vergine in Cielo. Scarica il PDF in originale / Leggi qui la risposta dell’Imam Yahya Pallavicini


Gerusalemme, 9 agosto 2024

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace!

Sono passati già molti mesi dall’inizio di questa terribile guerra. Non solo la sofferenza causata da questo conflitto e lo sgomento per quanto sta avvenendo sono ancora integri, ma sembrano anzi essere continuamente alimentati da odio, rancore e disprezzo che non fanno che aumentare la violenza e allontanare la possibilità di individuare soluzioni.

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La guerra del Ramadan

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

A pochi giorni dalla Pasqua, si conclude il Ramadan: il mese del calendario islamico in cui i musulmani di tutto il mondo digiunano dall’alba al tramonto per ricordare il periodo nel quale Dio rivelò il Corano, il libro sacro, al profeta Muhammad.

Per milioni di persone, il Ramadan è quindi un periodo di concentrazione spirituale sui temi centrali della fede, ma anche l’occasione per riunire le famiglie disperse e festeggiare insieme la rottura del digiuno quotidiano, quando finalmente in cielo spuntano le prime stelle: è il momento dell’iftar, nel quale dopo aver pregato, si condivide il pasto con amici e parenti.

Alla fine del mese di Ramadan si celebra l’ultimo iftar ed è una festa gioiosa, che si prolunga per ore e ha le stesse dinamiche degli incontri di famiglia in occasione delle feste di tradizione cristiana, come la Pasqua che abbiamo appena celebrato per ricordare la resurrezione di Gesù.

Del Ramadan che si conclude il prossimo 10 aprile, si è parlato molto in questi giorni, e per ragioni che poco hanno a che fare con la spiritualità islamica che lo caratterizza. Una scuola del Comune lombardo di Pioltello, infatti, ha deciso di organizzare il proprio calendario sospendendo le lezioni proprio il 10 aprile. È una norma consentita dalla legge che riconosce agli istituti scolastici la libertà di fissare, entro un tetto precisamente stabilito e non superabile, alcuni giorni di festività.

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Allarmante crescita delle restrizioni governative alla religione in tutto il mondo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Nel 2021, le restrizioni governative alla religione – leggi, politiche e azioni di funzionari statali che limitano le credenze e le pratiche religiose – hanno raggiunto un nuovo picco a livello globale, secondo l’ultima analisi del Pew Research Center (Centro studi statunitense con sede a Washington che fornisce informazioni su problemi sociali, opinione pubblica, andamenti demografici sugli Stati Uniti ed il mondo in generale, ndr.) sulle restrizioni governative alla religione in 198 paesi e territori in tutto il mondo.

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Un nuovo portavoce per la Chiesa Ortodossa Italiana

Pubblichiamo il comunicato della Chiesa Ortodossa Italiana.

Nicola Comparato, residente nella frazione felinese di Poggio di Sant’Ilario Baganza in provincia di Parma, di professione operaio, appassionato di musica, cultura, religioni, giornalismo e poesia, aspirante diacono e monaco francescano ortodosso, collaboratore di diverse testate giornalistiche e Blog, tra le quali possiamo citare: Focus on Africa Magazine (diretto dalla giornalista e opinionista di Al-Jazeera Antonella Napoli), Gazzetta dell’Emilia, Avanti Live (direttore editoriale Bobo Craxi), QuotidianoWeb, Lanotizia.Net, La Giustizia (diretto dall’Onorevole Mauro del Bue), Avanti Online, La Bottega di Nazareth…

Alle suddette collaborazioni si aggiungono quelle con la web tv parmense Langhirano News, a sua volta collaboratrice di Rta VideoTaro/Tg Parmense in onda sul canale 89 del digitale terrestre. Il servo di Dio Nicola Comparato è stato nominato con Bolla Apostolica “Loquela pro Ecclesia Orthodoxa” – prot. n. 76 del 5 giugno 2023, Portavoce della Chiesa Ortodossa Italiana.

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San Francesco d’Assisi, i suoi compagni, e i Monaci Francescani Ortodossi. Un articolo di Nicola Comparato

La Congregazione dei Monaci Francescani Ortodossi, fondata da padre Masseo Emilio, proveniente dai Frati Minori Conventuali e ufficialmente costituita il 15 ottobre 2022 (prot. n. 89/2022), dove si ricordano san Luciano d’Antiochia (teologo) e santa Sofia di Cagliari (martire) con Bolla Apostolica Apostolica “Orthodoxorum Monachorum Franciscanorum” a firma di Sua Beatitudine Filippo I di Roma, sta ottenendo un grande successo di adesioni, sia in Italia che all’estero. (dal sito ufficiale della Chiesa Ortodossa Italiana).

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Ero cieco sulla via di Damasco, oggi finalmente ci vedo. Una testimonianza di Nicola Comparato

In genere, a seconda delle situazioni, si sente utilizzare dalle persone la frase, l’espressione “il mistero della Fede”. E in effetti la Fede è proprio un mistero. Io stesso mi sono interrogato tante volte su questo argomento, e altrettante volte sono inciampato, perdendo l’equilibrio e di conseguenza la mia cristianità.

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«Vedendo come sta andando questo mondo guidato da adulti e da anziani, sembra che forse dovreste essere voi giovani a educare gli adulti alla fraternità e alla convivenza pacifica!»

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI ALLA CONFERENZA EUROPEA DEI GIOVANI [PRAGA, 11-13 LUGLIO 2022]

Cari giovani!

Sono molto contento di rivolgermi a voi che state partecipando alla Conferenza europea dei giovani. Vorrei dirvi qualcosa che mi sta molto a cuore. Anzitutto vorrei invitarvi a trasformare il “vecchio continente” in un “nuovo continente”, e questo è possibile solo con voi. So che la vostra generazione ha alcune buone carte da giocare: siete giovani attenti, meno ideologizzati, abituati a studiare in altri Paesi europei, aperti a esperienze di volontariato, sensibili ai temi dell’ambiente. Per questo sento che c’è speranza.

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Charles de Foucauld: un nuovo modo di vivere il Vangelo

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

All’approssimarsi del giorno della canonizzazione di Charles de Foucauld (Fratel Carlo di Gesù), il prossimo 15 maggio 2022 – era stato proclamato beato il 13 novembre 2005 da papa Benedetto XVI –, non possiamo non chiederci come mai e perché quest’uomo è diventato un santo così attraente e simpatico nell’universo della santità cristiana del nostro tempo.

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Africa: tra sofferenza e mistero. Un saggio di Tudor Petcu

Il mondo in cui viviamo è senza dubbio il fascino del mistero e della curiosità, un esercizio ininterrotto di comprensione della realtà. Tutta la storia che è stata scritta finora, triste e gloriosa, oscura e luminosa, ha lasciato un’eredità che ha decisamente segnato la costituzione delle tribù, delle culture e delle civiltà dell’umanità. Un mondo lacerato dalla tentazione della distruzione e dell’annientamento ma benedetto dall’enigmatica passione della conoscenza.

Nell’infinito apparente e illusorio della Terra, appare un continente che esprime una gamma di realtà e significati esistenziali, una voce di riconciliazione con il destino crudele, un perpetuo abbraccio della tragedia e una teologia dell’infanzia. Tutte queste sono alcune delle caratteristiche fondamentali e ontologiche dell’Africa, un continente così ricco di risorse naturali e spirituali, ma così in ginocchio di fronte ai traumi della storia.

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L’unicità dell’ortodossia georgiana. Intervista al sacerdote Elias Schlepegrell di Tudor Petcu

Il dottor Tudor Petcu ci invia una intervista al sacerdote Elias Schlepegrell, tedesco appartenente ad una comunità ortodossa georgiana, sul tema della unicità dell’ortodossia della Georgia.

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Leader religiosi per un vaccino ‘bene comune’. No al «nazionalismo dei vaccini» perché «ogni persona è preziosa»

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

“L’accesso ai vaccini contro il Covid-19 non può dipendere dalla ricchezza, dallo status o dalla nazionalità delle persone”: è quanto si legge in una lettera aperta firmata da 145 leader religiosi di tutto il mondo e resa pubblica ieri. L’appello di cristiani, musulmani, ebrei e buddisti è rivolto agli Stati e alle case farmaceutiche a cui viene chiesto di produrre e distribuire abbastanza vaccini per immunizzare l’intera popolazione mondiale contro il Covid-19. “Ogni persona è preziosa – si legge nella lettera -, raggiungere tutti è un obbligo morale”.

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Il terzo necessario per un sano equilibrio tra testa e cuore (credenti)

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Da Istanbul ricevo una email dove lei mi informa di avere brillantemente superato l’esame di religioni comparate. Le rispondo “alf mabruk ala najahiki”, complimenti! È la giovane musulmana sunnita che qualche settimana fa mi aveva chiesto aiuto per prepararsi a quell’esame: dovevo rispondere a una lista di 22 densissime domande sulla mia fede. Una cosa quasi unica in tanti anni di rapporto con i musulmani, che so più inclini a informare i cristiani sul cristianesimo, piuttosto che esporsi alla loro narrazione. Lei dunque ha compiuto un atto coraggioso, con metodo rigoroso.

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Ortodossia e Italia o rinascita di una Chiesa locale. Un articolo di Tudor Petcu

La storia, nella dimensione della sua vocazione spirituale, ha facilitato alcuni eventi la cui profondità è stata spesso trascurata da quelle coscienze che avrebbero dovuto essere più acutamente responsabili della struttura e della verità del passato. Da questo punto di vista mi riferisco soprattutto alla storia del cristianesimo europeo, definita in termini di delineare un polmone occidentale (cattolico e protestante) e un polmone orientale. Quindi oggi parliamo solo di un’Europa cattolico-protestante e di un’Europa ortodossa, quest’ultima associata solo all’Oriente, identità e geografia. Ma è giunto il momento di far conoscere il fatto che ci sono anche alcune chiese ortodosse di rito occidentale, con una storia ricca ma allo stesso tempo tormentata, tra cui la Chiesa ortodossa italiana.

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Perché (e da quando) gli ebrei non mangiano maiale

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Si potrebbe dire che la ragione per cui il Signore benedetto ha creato il maiale è perché gli ebrei non lo mangiassero. Ovviamente è soltanto una battuta, come quella della seconda sinagoga, costruita per non mettervi mai piede; tuttavia potrebbe non essere così sciocca come sembra. Quando la Torà (Waiqrà/Lv 11,7) mette il suino nella lista degli animali proibiti al consumo alimentare dei figli di Israele, dà semplicemente i criteri per fare la distinzione tra animali puri e animali impuri, kasher i primi e non kasher i secondi: dei quadrupedi, solo quelli che hanno lo zoccolo spaccato e che ruminano sono ‘adatti’ al consumo; ma tali criteri non ci dicono affatto il perché alcuni siano kasher e altri no. Questa non-spiegazione ha offerto nel corso dei secoli il destro per le più diverse ipotesi, interpretazioni ed esplicazioni, da quelle più scientifiche, connesse all’igiene o all’ecologia, a quelle più simbolico-rituali.

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San Francesco e il Sultano. Riflessioni di un imam italiano

da Coreis.it, il sito della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), una comunità islamica nel cuore dell’occidente.

Quando il beato Francesco per la fede
in Cristo volle entrare in un grande fuoco
coi sacerdoti del Soldano di Babilonia;
ma nessuno di loro volle entrare con lui,
e subito tutti fuggirono dalla sua vista.

Legenda Major: IX, 8

Da questa citazione della biografia di San Francesco, scritta da San Bonaventura da Bagnoregio su commissione dell’Ordine dei Frati Minori, trasse ispirazione forse Giotto nel descrivere l’undicesima scena
del ciclo di affreschi della Basilica Superiore di Assisi.

Gli storici riconducono l’incontro fra San Francesco e il sultano ayyubide d’Egitto al viaggio che il Santo di
Assisi intraprese durante la quinta crociata in Oriente e narrano l’offerta generosa di doni preziosi del sultano, stupito per la qualità ascetica del frate. In quell’occasione, si tramanda che San Francesco abbia preferito testimoniare la veridicità della sua fede passando incolume attraverso il fuoco, suscitando timore e ammirazione tra i presenti.

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Gesù, l’islam e la promessa di un Consolatore

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Quando verrà il Consolatore, mandato da Dio, dal Signore, lo Spirito santo uscito dal Signore, sarà testimone riguardo a me, e anche voi lo sarete, perché siete stati con me da lungo tempo. Per questo ve l’ho detto, perché non vi addoloriate.

Cosa ci fa nella più antica biografia (Ibn Ishaq m. 767) del Profeta dell’islam quella che a colpo d’occhio sembra proprio una citazione del “discorso di addio” di Gesù nel Vangelo di Giovanni, precisamente Gv 15,26?

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Piquach nefesh, il primato della vita. Filosofia e halakhah per affrontare l’attuale pandemia

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Eccoci di nuovo nel bel mezzo della pandemia. Può la tradizione ebraica esserci di aiuto, soprattutto dinanzi ai dilemmi etici che l’emergenza pone? Come conciliare il bene comune, ossia la tutela della salute pubblica (del maggior numero di persone), con il diritto alla libertà degli individui (incluso il diritto a lavorare per procacciarsi un salario)? Come rispettare i processi democratici a fronte dell’urgenza delle decisioni politiche, e chi decide nello stato di emergenza? Come gestire il rischio dei contagi e come agire nel caso in cui, il Cielo non voglia, si dovesse scegliere a chi dare la precedenza nelle cure, in casi di sovraffollamento nei reparti di terapia intensiva?

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