Spezzare il ciclo di violenza in Siria. Dichiarazioni da parte di chiese e organismi ecumenici dopo l’escalation militare dei giorni scorsi

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

In una dichiarazione del 16 aprile, il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha esortato la comunità internazionale a trovare un modo per spezzare il ciclo di violenza in Siria. La dichiarazione arriva due giorni dopo che Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno compiuto attacchi missilistici in seguito a un presunto attacco di armi chimiche del governo siriano.

«Una pace giusta e sostenibile per tutti i siriani può essere determinata solo attraverso una soluzione politica», si legge nella dichiarazione. «È intollerabile che le atrocità siano ancora perpetrate contro i civili. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha ripetutamente omesso di adottare misure sufficientemente forti e coerenti per porre fine a queste atrocità, per attuare un cessate il fuoco duraturo, per garantire il rispetto del diritto internazionale e la responsabilità di tutti coloro che hanno commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità, tra cui l’uso di armi chimiche».

Con l’escalation del conflitto, il Cec ha ribadito le sue precedenti richieste di: un cessate il fuoco immediato; l’accesso umanitario incondizionato a tutte le regioni della Siria; l’impegno di tutte le parti a rispettare il diritto internazionale e a cercare la pace attraverso il dialogo e un processo politico piuttosto che attraverso la forza armata; la ripresa del processo di pace di Ginevra guidato dall’Onu e il rapido ritorno in sicurezza di tutti i civili che sono stati costretti a lasciare le loro case e le loro terre.

«Le chiese membro del Cec in Siria e nella regione avranno un ruolo importante da svolgere nella guarigione delle memorie ferite e nel riunire tutti i siriani in una narrazione comune, per preservare la ricca diversità della Siria e il ripristino della coesione sociale», si conclude la dichiarazione. «In questo, il Cec assicura alle chiese in Siria che la famiglia ecumenica li accompagnerà su questa strada con tutto il popolo della Siria, lavorando per una giusta pace e per la dignità umana».

Anche il Comitato esecutivo della Comunione mondiale delle chiese riformate (Wcrc) ha chiesto che le violenze cessino immediatamente in Siria. «Milioni di persone sono state sfollate dalle loro case e centinaia di migliaia sono state uccise. La guerra non è diminuita e quest’anno è diventata più intensa. La morte e la distruzione continuano a regnare su persone innocenti. E ora i missili sono stati sparati durante la notte dalle potenze occidentali in Siria».

Najla Kassab, presidente della Wcrc e membro del Sinodo evangelico nazionale della Siria e del Libano (Nessl), ha dichiarato: «I civili innocenti stanno pagando il prezzo. Condanniamo le uccisioni da entrambe le parti e condanniamo tutti i gruppi che sostengono entrambe le parti e stanno fornendo armi alla zona».

Il Wcrc ha rivolto l’appello a tutti i governi coinvolti a compiere passi concreti per portare la pace in tutta la Siria, per onorare il cessate il fuoco e consentire aiuti adeguati per raggiungere le vittime.

A favore delle vittime civili si è espresso anche il Consiglio della Chiesa di Scozia, attraverso le parole del pastore Richard Frazer. «La nostra ferma convinzione è che gli attacchi aerei non miglioreranno questa situazione, ma porteranno a ulteriori perdite di vite, sfollati, sofferenze e paure. A oggi l’Acnur stima che 6,5 milioni di siriani siano sfollati mentre 5,6 milioni di rifugiati sono fuggiti dalla Siria, molti dei quali cercano rifugio in Europa».

«Restiamo profondamente preoccupati per la mancanza di una strategia coerente e a lungo termine per la pace in Siria e per i milioni di individui che continuano a soffrire a causa di sette anni di guerra. Invece della violenza incoraggiamo tutti gli attori a raddoppiare gli sforzi per impegnarsi verso una soluzione diplomatica e politica considerando la loro responsabilità nel proteggere i civili. (…) La vita, l’esempio e l’insegnamento di Gesù ci chiama ad essere operatori di pace, siamo chiamati ad amare i nostri nemici anche quando ciò rimane un compito profondamente difficile; come persone di fede continuiamo a pregare per la pace, credendo che con la preghiera e il pentimento, i cuori possono essere cambiati e il mondo trasformato».

 

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