«La cava di marmo», in memoria di un compagno di lavoro. Di Karol Wojtyla

Pubblichiamo la poesia scritta da Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, in memoria di un compagno di lavoro. Il titolo è “La cava di marmo” è venne scritta dal pontefice polacco ricordando la sua esperienza nelle cave di marmo prima della chiamata al sacerdozio. Erano i tempi della guerra quando Wojtyla venne inviato dai tedeschi alle cave. Qui conobbe la dignità del lavoro e di coloro che vi lavoravano. Uno di essi fu vittima di un incidente mortale e questa poesia è il ricordo toccante di quell’evento che rimase impresso nel cuore di Giovanni Paolo II. Il Santo polacco fu, oltre che grande uomo di Chiesa, anche un artista. La prova nelle poesie piene di sentimento che scrisse. Nel video sotto riportato possiamo ascoltare, letta dal grande interptrete Vittorio Gassman, proprio la poesia scritta da Giovanni paolo II in memoria di un compagno di lavoro nelle miniere. Le parole sono venate di sentimento e angoscia per la durezza della vita di quei lavoratori e per quella fine prematura descritta con colori vividi.

La cava di marmo

Non era solo. I suoi muscoli si diramavano in una folla immensa
finché alzavano il martello, finché vibravano di energia
Ma questo durò solo finché egli senti il terreno sotto i piedi, finché la pietra non gli squarciò la tempia e non gli entrò nelle stanze del cuore.

Sollevarono il corpo, sfilarono in silenzio.
Da lui ancora emanava fatica ed un senso di ingiustizia.
Avevano bluse grigie, scarpe infangate fin sopra la caviglia
ed in quel modo rivelavano che cosa tra la gente dovrebbe aver fine.

Il suo tempo si fermò con violenza sui quadranti di bassa tensione le lancette liberate il colpo scesero a zero.
La pietra bianca entrò in lui corrose la sua essenza e a sé l’assimilò tanto da farne pietra.

Chi alzerà quella lastra,
chi snipanerà di nuovo i pensieri in quelle tempie squarciate come si squarcia l’intonaco di un muro.

Lo stesero supino su un lenzuolo di ghiaia, venne la moglie disfatta, tornò il bambino da scuola.
Tutto qui? la sua rabbia sola dovrà passare negli altri? Non maturava forse lui con verità ed amore?
Generazioni future devono forse sfruttarlo come grezza materia privandolo della sua essenza più intima ed unica?

Le pietre di nuovo si muovono, il carrello sparisce tra i fiori.
Di nuovo una scarica elettrica incide la cava.
Quell’uomo ha portato con sè la segreta struttura del mondo dove l’amore prorompe più alto se più lo impregna la rabbia.

Karol Wojtyla

da Liturgicus.com.

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