I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 08 marzo 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

Vangelo secondo Matteo (Mt 17, 1-9)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti»

Parola del Signore

Ascolto e medito:

È il vangelo della Trasfigurazione, attraverso la quale Gesù interviene su tre dei suoi discepoli per far capire loro che il suo progetto di morire sulla croce è indispensabile, perché lui è il Figlio di Dio. L’apparizione di Mosè ed Elia rappresenta la continuazione della storia del popolo d’Israele, la storia della salvezza, l’unità con l’Antico Testamento. Mosè rappresenta infatti la legge, mentre Elia la profezia, insieme tutta la ricchezza civile, spirituale e religiosa del popolo d’Israele. Gesù vuol far vedere che continua la storia di questo popolo, attraverso l’amore di Dio Padre. In Pietro avviene chiaramente il cambiamento che Gesù voleva dai suoi discepoli; in lui che non accettava il fatto che Gesù dovesse morire, e che ora comprende che non è la sua volontà a prevalere, ma quella di Dio Padre. Gesù conosciuto è diverso da quello pensato. Anche per noi. La trasfigurazione, raccontata in questo capitolo di Matteo, prepara all’esperienza drammatica della morte e a quella misteriosa della resurrezione. Il monte Tabor ricorda il monte di Gerusalemme dove Gesù verrà crocifisso. È il Messia disponibile a donarsi a tutti gli uomini. Il suo significato verrà compreso solo dopo la resurrezione. Prima o poi la croce si presenta nelle nostre famiglie, nelle nostre vite. Con il battesimo diventiamo partecipi del mistero della morte e resurrezione, dove il dolore trova valore e significato. La trasfigurazione in questo senso ci guida e ci dà forza. Anche per noi c’è un momento da vivere come lassù su quel monte: è la pasqua del Signore che celebriamo ogni domenica.

Medito e condivido:

  • Quale risonanza ha in me il passo di Vangelo letto?
  • Quale proposito per me, lamia famiglia, la mia comunità, in questo tempo di “smarrimento”?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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