I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 18 ottobre 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

Vangelo secondo Matteo (Mt 22, 15-21)

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.

Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli:

“Maestro, sappiamo che sei veritiero einsegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, dì a noi il tuo parere. È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”.

Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro.

Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».

Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

Ascolto e medito:

L’episodio raccontato si colloca nelle polemiche tra Gesù e i responsabili civili e religiosi del popolo.

La domanda posta a Gesù è un vero e proprio tranello, qualunque sia la sua risposta verrebbe criticato perché quello è lo scopo della domanda. Gesù però non risponde e come altre volte, pone a sua volta una domanda e alla risposta dei cosiddetti ipocriti, che maneggiano la moneta dell’impero e quindi ne dichiarano l’appartenenza, Gesù fa due tipi di dichiarazione: una di fede e una politica.

La dichiarazione di fede dice chiaramente quello che Dio non è: non è imperatore, il suo regno non funziona secondo le regole e le logiche imperiali dell’accumulo, della forza e del potere.

La dichiarazione politica dice che l’imperatore non è Dio. L’imperatore è una figura importante sì, ma è pur sempre un uomo al quale si può obbedire o no quanto più si allontana ed entra in conflitto con ciò che il Padre dice della vita. E’ un discorso sulla libertà dal potere che schiavizza, sulla libertà di appartenere in quanto liberi e non perché costretti o indotti con metodi non propriamente rispettosi dell’amore e del rispetto.

E nelle nostre comunità, chi è l’imperatore? Sono tutte quelle situazioni in cui appiattiamo il nostro pensiero alla mentalità del momento, ai giudizi di tutti, alle sicurezze mai messe in discussione, all’incapacità di rinnovarsi. Le tentazioni sono tante nella paura di essere esclusi e non considerati, nelle testimonianze non accolte, nelle esperienze non condivise, nelle povertà non ascoltate, nei rapporti senza reciprocità. Ma la libertà che Dio ci dona è proprio quella di sentirci liberi di rispondere alla sua chiamata, correndo anche il rischio di andare contro corrente. E l’amore non è mai contro corrente.

Medito e condivido:

  • Qual è la libertà alla quale dovrebbero educare le nostre Comunità?
  • Siamo capaci di essere diversi dalla mentalità corrente e agire di conseguenza?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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