«Paura». Un testo di p. David Maria Turoldo

La nascita di Cristo non è una cosa pacifica, è tragica. Notate, appena si fa Natale, il giorno dopo è S. Stefano: sangue che si versa, un Martire!

E quando si fa la festa dei magi c’è Erode che si turba e con lui tutta Gerusalemme si turba.

E qui cominciano le trame; si può dire che c’è una pagina di fede e una pagina di paura. Dove è scatenata e inesauribile la fede, scatenata e inesauribile è la paura.

La fede è rappresentata da questi magi, la paura è rappresentata da questi politici e da questi sommi sacerdoti. La fede è rappresentata da chissà chi; e la politica da Erode e dai capi religiosi.

La paura! C’è bene in Cristo, e c’è paura di Cristo, capite? Io voglio sapere se la mia Chiesa ha la fede – e può anche darsi che ce l’abbia -; o ha la paura e può darsi che ci sia anche la paura.

È questo, perché il Vangelo non è soltanto il libro di fede, ma è un libro dove sono descritte tutte le paure.

E mentre la fede ti porta alla scoperta di Cristo, la paura ti porta all’uccisione di Cristo.

E sono ancora i sommi sacerdoti e gli scribi.

p. David Maria Turoldo

(Dizionario spirituale pag.132/133)

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