Non ci sarà pace sul pianeta finché non ci sarà pace in Gerusalemme!
card. Carlo Maria Martini
Perdonami se ora vien meno l’amore
d’un tempo, e tentazione mi assale
di sdegnato ripudio, Israele.
Non ci sarà pace sul pianeta finché non ci sarà pace in Gerusalemme!
card. Carlo Maria Martini
Perdonami se ora vien meno l’amore
d’un tempo, e tentazione mi assale
di sdegnato ripudio, Israele.
Più non abitate conventi di pietra
perché il cuore non sia di sasso!
E anche voi, uomini, non fate
artigli delle vostre mani.
Che fede abbiamo se non ci interessa questo mondo che va in pezzi? Se non ci interessa la discordia fra gli uomini? E non solo, se siamo perfino noi a partecipare, con le nostre scelte, ad aumentare questa discordia, ad aumentare le divisioni, le separazioni, che fede è la nostra?
Nella Chiesa non ci dovrebbero essere né superiori né sudditi, perché siamo tutti fratelli.
Ma la Chiesa è imprevedibile, è fatta di tutti, di materiale d’ogni genere: fatta perfino di me.
Fatta di bene, di meno bene, e anche di male.
Ma è certo.. che il bene la vince.
La nascita di Cristo non è una cosa pacifica, è tragica. Notate, appena si fa Natale, il giorno dopo è S. Stefano: sangue che si versa, un Martire!
Il monaco non è quello che sta solo, ma è quello che ha solo Dio in testa. Questo è il monaco.
Anzi, monaco nella battaglia e soldato nel monastero. Questo era il motto antico.
Gli eventi più significativi del Vangelo si avverano sulla strada: sulla strada esce un seminatore a seminare; sulla strada e presso il pozzo di Giacobbe avviene l’incontro con la samaritana; lungo la strada Cristo si affianca a sconosciuti, ai disperati di Emmaus; e sulle strade di Galilea egli precederà i discepoli da risorto …
La mia vocazione non è mai stata tranquilla, e non lo è neppure oggi. Infatti io non sono mai sicuro di me stesso. La sicurezza è una categoria che non mi appartiene; e spesso nei miei scritti io ho distinto tra sicurezza e certezza.
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Chi non ama non predichi da nessun pulpito, da nessuna cattedra. Senza amore non c’è nessun magistero.
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Un giorno mi trovavo alla loggia dei mercanti accanto alla piazza del Duomo, ad un raduno di giovani del ‘Littorio’. Vi parlavano Vigorelli, Magliano ed altri. C’era anche un famoso cieco di guerra, di cui non ricordo il nome, che spronava a correre alle armi. Intervenni anch’io, come obiettore. Il mio intervento era sulla necessità di riscoprire la propria coscienza. Ricordo la risposta di Vigorelli che disse: “Come al solito è ancora un prete a sorprenderci, con la sua predicaccia da confessionale”. Era la prima uscita “sulla piazza”. Così ho cominciato il mio sacerdozio di guerra (…).
Vi siete mai chiesti perché esiste un Cristo secondo san Matteo, un Cristo secondo san Luca, un Cristo secondo san Marco e un Cristo secondo san Giovanni? Che cosa vuol dire? E sono ben diversi.
L’11 settembre del 1987, in occasione della giornata di preghiera per la pace, alcune organizzazioni, tra cui Acli, Mani Tese, MLAL, Missione Oggi, Pax Christi, chiesero a padre Turoldo di interpretare con un salmo la preghiera per la pace.
Padre Turoldo scrisse il seguente testo:
Maledetta Europa,
per i tuoi giorni e per le tue notti
per il tuo passato e per l’ avvenire.
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.
Dal vangelo secondo Luca (Lc 4,1-13)
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
È l’uomo religioso che deve convertirsi, è il praticante che deve verificare la sua stessa pietà, perché posso essere praticante senza essere credente, come posso essere credente senza essere praticante. Il “ritualismo” è il culto separato dalla vita.
Io non so cosa sia il prete: e sono un prete! Anzi un frate. Già questo è un po’ diverso. Questioni tuttavia, cui non voglio ora pensare. Io sono tutti voi, sono popolo intero. Certo è che devo pagare per tutti. E per amore.
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Padre David Maria Turoldo ha indicato Teresio Olivelli come «uno degli uomini più intelligenti che io abbia mai conosciuto, un giovane meraviglioso» e don Primo Mazzolari lo ha definito «lo spirito più cristiano del nostro secondo Risorgimento», per poi aggiungere: «Non voglio fare confronti, ma Gramsci, davanti al quale mi inchino riverente, non ha l’ardore e la trasparenza, né la bruciante devozione, né lo slancio di perduto, né l’avventurosa energia di questo nostro giovane che finisce in un campo di concentramento, non ancora trentenne, con l’aureola della santità prima di quella di martire».
Disteso e quieto era il mare, e aste
di luce erano gli alberi
delle imbarcazioni, tutti
in festa i capannoni del porto.
«Uomini, non invocatemi più ».
È il primo dei tuoi comandamenti:
« Non nominate il nome di Dio invano ».
Cosa abbiamo fatto del tuo nome, Signore!
Cosa dice ormai questo nome agli uomini? A che serve? È ancora la sua voce: «Non nominatemi invano, non disturbatemi con le vostre ciance ».
Pace a te, o papa,
non temere!
Allora non affonderai
camminando sulle acque:
altri crederanno per te
nella cruciata ora della decisione.
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