Incontro nazionale di spiritualità delle ACLI 2018 a Bose: gli interventi dei relatori

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Al centro delle giornate di spiritualità – che per il secondo anno consecutivo si sono svolte presso la comunità monastica di Bose – c’è stato un tema di fondamentale importanza per i cristiani del nostro tempo: il discernimento.

Discernere significa stare dentro la storia sapendo distinguere il bene dal male, non secondo i criteri scelti dal mondo, ma secondo i criteri suggeriti dallo Spirito.

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Sionismo cristiano: l’eresia preferita dei neocon

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Il rev. dr. Stephen Sizer è il rettore della Christ Church in Virginia Water e l’autore di Christian Zionism: Road-map to Armageddon? (InterVarsity Press, 2004); Zion’s Christian Soldiers? (2007) e di In the Footsteps of Jesus and the Apostles (Eagle, 2004). Per maggiori informazioni si veda www.stephensizer.com. L’articolo originale è stato pubblicato su Russia Insider,  gennaio 2018.

Per ogni sionista ebreo ci sono dieci sionisti cristiani evangelici fuori di testa.

Almeno uno su quattro cristiani americani intervistati di recente dalla rivista Christianity Today ha detto di ritenere che sia la propria responsabilità biblica sostenere la nazione di Israele. Questa visione è conosciuta come sionismo cristiano. Il Pew Research Center ha posto la cifra al 63% tra gli evangelici bianchi. Il sionismo cristiano è pervasivo all’interno delle principali denominazioni evangeliche, carismatiche e indipendenti americane, incluse le Assemblee di Dio, i pentecostali e i battisti del Sud, così come in molte delle mega-chiese indipendenti. È meno prevalente all’interno delle denominazioni storiche, che mostrano un maggiore rispetto per il lavoro delle Nazioni Unite, un sostegno ai diritti umani, allo stato di diritto internazionale e un’empatia con i palestinesi.

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I valdesi e la libertà per tutti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La Festa del XVII Febbraio è alle porte: 170 anni fa, il 17 Febbraio 1848 Carlo Alberto firmava le Lettere Patenti con cui si concedevano (riconoscevano) i diritti civili e politici ai Valdesi e, poco dopo, il 29 Marzo, la stessa “concessione” veniva data agli Ebrei. Dopo secoli di persecuzioni, e di umiliazioni, ai cittadini valdesi venivano riconosciuti pari dignità e diritti.

Ne abbiamo parlato con il pastore valdese di Torino, Paolo Ribet. Tra domani e domenica, diversi eventi faranno da cornice alla fatidica data.

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Cappellani sì, militari no!

da Paxchristi.it, movimento cattolico internazionale per la pace.

Pubblichiamo il testo completo del comunicato stampa di Pax Christi Italia “Cappellani sì, militari no!”.

Pax Christi Italia ha appreso che “il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di Intesa tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull’assistenza spirituale alle Forze armate”. Per ora le scarsissime notizie al riguardo non depongono a favore di un buon risultato a proposito della smilitarizzazione dei cappellani per la quale Pax Christi da molti anni ha sollevato la questione.

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Alexander di Monaco, il santo della Rosa Bianca

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Dal 5 febbraio 2012 è venerato martire dalla Chiesa ortodossa tedesca come sant’Alexander di Monaco, al secolo Alexander Schmorell, uno dei “ragazzi” della Rosa Bianca, i giovani che si ispiravano a Romano Guardini. E da quel momento in Germania sono in molti ad aspettarsi che anche la Chiesa cattolica – in clima di dialogo ecumenico – a 75 anni dalla morte segua la medesima strada per Willi Graf, l’unico cattolico del gruppo.

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L’Ortodossia tedesca e le sue particolarità. Intervista a padre Arne Giewald a cura di Tudor Petcu

Una nuova intervista a cura del dott. Tudor Petcu. Padre Arne Giewald ci parlerà dell’Ortodossia in Germania, sottolineandone le specificità. Padre Arne Giewald è nato nel 1974 a Schleswig, nel nord della Germania, in una famiglia luterana. All’inizio era orientato verso i circoli ecclesiastici e le comunità della Chiesa evangelica in Germania. Dal 2003 al 2006 si è formato come predicatore nella Chiesa evangelica (predicatore laico) e dal 2006 al 2008 studia presso l’Istituto San Denis di Parigi. Nel corso di questi studi si è convertito all’Ortodossia e nel 2009 è stato ordinato da Mons. Germano, arcivescovo della Chiesa ortodossa di Francia. Padre Arne Giewald è subordinato alla Chiesa ortodossa di Francia e costruisce due comunità di missione a Kiel e Flensburg nel nord della Germania.

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Filosofia e pittura. Intervista a Giuseppe Blasotta a cura di Tudor Petcu

Pubblichiamo l’intervista sulla filosofia della pittura a Giuseppe Blasotta, filosofo e pittore italiano che vive a Heidelberg, in Germania. L’abile intervistatore è il nostro collaboratore Tudor Petcu. Giuseppe Blasotta è nato a Foggia, in Italia, nel 1972. Durante l’infanzia ha vissuto in diverse città italiane. Le città più influenti su di lui furono Venezia, Milano e Torino. All’età di 20 anni, Giuseppe Blasotta è stato professore di filosofia al Ginnasio Liceo Classico G. Giusti di Torino. I suoi studi gli valsero una borsa di studio Erasmus a Heidelberg, in Germania, dove accanto ai suoi studi di filosofia dedicò molto del suo tempo alla pittura. Nel novembre 1999 espone per la prima volta al Museo di Ruprecht -Karls- University of Heidelberg. La mostra è stata aperta dal filosofo Prof. Hans-Georg Gadamer. Nel 2013 è stato rappresentato dal proprietario della galleria d’arte di New York Ethan Cohen Fine Arts e dai curatori Cindy Farkas-Glanzrock e James Goldschmidt. Attualmente l’artista sta lavorando ad un affresco commissionato dalla “Jesuitenkirche” di Heidelberg, in Germania. Dopo una pausa di 10 anni nei suoi studi, Giuseppe Blasotta oggi è di nuovo uno studente presso l’Università di Heidelberg per la filosofia classica e la letteratura italiana.

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Il peccato e l’eresia del separatismo razziale

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Ci sono diversi gradi di pregiudizio razziale ed etnico. Per molti, è una cosa molto inconsapevole, ma che si manifesta con il desiderio di stare vicino a quelli del tuo stesso tipo e di escludere gli altri… almeno in certi contesti. Ci sono tuttavia alcuni nella Chiesa ortodossa che sono apertamente razzisti e antisemiti e che hanno ragioni ideologiche per le proprie opinioni. Tali persone sono fortunatamente una piccola minoranza, ma anche se non dovremmo esagerare la loro importanza, spingendo il problema al di fuori di ogni proporzione, non dobbiamo sottovalutarli. Come per ogni peccato, dobbiamo dire chiaramente ciò che dice la Chiesa. Inoltre, dobbiamo combattere anche le forme inconsce di razzismo e di etnocentrismo, perché queste cose sono barriere che impediscono alla gente di entrare nella Chiesa ortodossa.

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Il cammino sull’acqua di madre Marija

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Ci sono due vie:
Una via calca la terraferma
Fa quel ch’è giusto e ragionevole
Misura, soppesa, prevede.
Ma l’altra via attraversa le acque.
Non puoi più misurare né prevedere.
Devi solo credere senza sosta.
Basterebbe un istante, ed ecco affondi.
«Una delle donne più straordinarie del Novecento» la definiva Nikolaj Berdjaev: pittrice, poetessa, rivoluzionaria ed esule, madre e monaca, testimone di Cristo fino alla morte nel lager di Ravensbrück, il 31 marzo 1945. Di madre (mat’) Marija (Skobcova), nata Elizaveta Pilenko l’8 dicembre 1891, si conosce soprattutto e giustamente l’impegno intellettuale ed ecclesiale nella diaspora ortodossa, l’inconsueta parabola monastica, l’aver salvato dei bambini ebrei durante l’occupazione nazista.

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Alzare il livello di allerta contro il razzismo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

A colloquio con il dr. Andi Nganso, il medico rifiutato da una paziente perché “nero”. Nganso, originario del Camerun, è membro della chiesa battista di Varese.

«Non mi faccio visitare da un “nero”» ha detto la paziente al dottore, che ha risposto «Ti ringrazio. Ho 15 minuti per bere un caffè». Uno dei tanti (purtroppo) episodi di razzismo che si compiono quotidianamente nel nostro paese, condiviso su Facebook, è diventato un caso nazionale. Molti media si sono, infatti, occupati della vicenda del dottor Andi Nganso, 30 anni, originario del Camerun, da un anno operativo presso il servizio di continuità assistenziale (l’ex Guardia medica) a Cantù, nel Comasco, che nei giorni scorsi si è trovato di fronte una signora di una sessantina di anni che ha lasciato l’ambulatorio perché si è rifiutata di farsi visitare da un medico nero. Il dr. Andi Nganso, trasferitosi per motivi di studio in Italia dove ha svolto tutto il suo percorso universitario, è membro della chiesa battista di Varese. Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia, lo ha raggiunto telefonicamente per rivolgergli alcune domande.

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Senza prolusione

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Ma come faremo d’ora in poi, senza prolusione?!? La notizia è clamorosa: i vescovi italiani rinunciano alla sorta di “enciclica” che il presidente della Cei infliggeva loro in apertura d’ogni convocazione del Consiglio permanente, quella lunghissima rielaborazione delle vicende dell’universo mondo destinata a «dettare la linea» dell’episcopato italiano per i mesi a venire. E per i giornalisti una periodica manna cui attingere notizie da sbattere quasi sempre nelle pagine politiche: i vescovi bacchettano il governo, i vescovi a favore del governo, e via semplificando…

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“Abraham Run”: i giovani della comunità Beato Scalabrini raccontano le migrazioni in un cd

da Settimanalediocesidicomo.it, Il Settimanale della diocesi di Como online.

Si intitola “Abraham Run”. “Corri Abramo”. Queste le parole che accompagnano il cd che, dal 1 gennaio, Giornata Mondiale della Pace (dedicata al tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”), è in distribuzione gratuita (eventuali offerte andranno a sostegno di attività solidali) presso la Comunità Pastorale Beato Scalabrini di Como (parrocchie di San Bartolomeo e di San Rocco) e non si esclude la possibilità di individuare anche altri contesti all’interno del vicariato o delle associazioni di volontariato. Un’iniziativa nata dall’incontro del vivace gruppo giovani con l’esperienza di accoglienza di una dozzina di migranti, ospitati presso le strutture parrocchiali in collaborazione con la cooperativa Caritas “Symplokè”.

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Il lato intollerante della Riforma magisteriale

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Ora che si sono spenti i riflettori sulle celebrazioni del V centenario dell’evento simbolico della Riforma protestante (l’affissione delle 95 tesi, mai avvenuta) e, dopo un profluvio di discorsi e pubblicazioni, si sono calmate le acque, si potrebbe tentare un primo bilancio, al quale necessariamente dovrà seguire una riflessione più approfondita sia sulle rievocazioni celebrative, spesso mistificatorie, sia sui tentativi di revisione storica di vari aspetti della Riforma.

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Messaggio per i tuoi 18 anni. La lettera dell’Arcivescovo di Milano Delpini ai diciottenni su partecipazione e responsabilità

da Chiesadimilano.it, il Portale della Diocesi Ambrosiana.

Che cosa vuol dire per un giovane oggi compiere diciott’anni a diventare maggiorenne? È il tema di una lettera che l’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha scritto ai nati nel 1999 e nel 2000. Una generazione spesso criticata o peggio messa ai margini della società, considerata solo composta da potenziali clienti, viene messa al centro dell’attenzione dal Pastore di Milano. Perché sui 18enni si scommette per l’oggi e per la costruzione di un futuro diverso. Soprattutto un invito forte a non chiudersi nell’isolamento egoistico, piuttosto a diventare protagonisti nella società e nella Chiesa. A partire dalla partecipazione politica e all’esercizio del voto.

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