Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Domenica 16 giugno 2019 il priore di Bose Luciano Manicardi ha tenuto presso la fraternità di Ostuni del Monastero di Bose l’incontro dal titolo “Interiorità e politica”, tema anche del suo recente testo dal titolo “Spiritualità e politica” pubblicato presso Edizioni Qiqajon.
Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.
Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.
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I più autentici film storici sono quelli che non hanno mai avuto la pretesa d’esserlo. Non vi compaiono cappe e spade, armature ed elmi, pepli e toghe. A renderli tali è semplicemente il tempo trascorso dalla loro uscita: 50, 60, 70 anni. Quando si proiettavano nelle sale erano ambientati nel presente, ora sono testimonianze del passato; lo sono anche quando il loro scopo originario non è diretto a descrivere in modo esplicito la società del tempo.
Un esempio in proposito è fornito da un film italo-francese del 1950 intitolato È più facile che un cammello…, regia di Luigi Zampa.
San Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà: «Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore» (Sap 13,5) e «la sua eterna potenza e divinità vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute» (Rm 1,20). Per questo chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell’orto non coltivata, perché vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza. Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode. (da Laudato si’, 12).
Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.
Nel 1961 don Lorenzo accompagnò i primi 6 ragazzi della sua scuola in Germania.
Era la prima volta che si recavano all’estero.
A Stoccarda e a Monaco visitarono musei, chiese, fabbriche e scuole. In una scuola di Monaco, si insegnava a fare mosaici di vetro: veniva messo un disegno sotto una lastra di vetro bianco e sopra si incollavano con una colla trasparente piccoli pezzi di vetro corrispondenti al colore del disegno fino a realizzare tutta la figura.
Un’arte povera e semplice, ma dai risultati sorprendenti.
Tornati a Barbiana, ogni ragazzo decorò qualche finestra di casa sua, poi fu deciso di decorare tutte le finestre della chiesa e della sacrestia con immagini sacre.
da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.
«Che cos’è il Corano? Come si è formato? Di che cosa parla? Come viene letto e compreso oggi? Come modella la vita dei musulmani?
Un viaggio in otto tappe nel Libro di oltre un miliardo e mezzo di persone, guidato da Ignazio De Francesco, monaco (Piccola Famiglia dell’Annunziata) e islamologo.
In collaborazione con le parrocchie della Dozza e di Sammartini, è un’iniziativa della Scuola Itinerante di Dialogo promossa dalla Commissione diocesana ecumenismo e dialogo interreligioso»
Il discepolo di san Francesco, san Bonaventura, narrava che lui, «considerando che tutte le cose hanno un’origine comune, si sentiva ricolmo di pietà ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella». Questa convinzione non può essere disprezzata come un romanticismo irrazionale, perché influisce sulle scelte che determinano il nostro comportamento (da Laudato si’, 11).
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Nel 2018 ricorrevano i cinquant’anni dalla morte del teologo svizzero Karl Barth (1886-1968). A dire il vero, l’evento è passato un po’ in sordina, ma ha comunque ridestato l’interesse per questo maestro del Novecento. L’editrice Claudiana ha quindi pensato di ripercorrerne la vicenda pubblicando la sua breve autobiografia intellettuale. Si tratta di tre articoli che Barth aveva scritto per la rivista americana The Christian Century rispettivamente nel 1938, nel 1948 e nel 1958. I suoi interventi erano inseriti in una serie in cui anche altri teologi raccontavano di sé; ma colpisce il fatto che già nel 1938 Barth sia stato interpellato come uno dei protagonisti della vicenda teologica di quell’inizio di secolo. Certo, all’epoca si era già distinto per l’approccio innovativo alla teologia e per il sostegno alla lotta della Chiesa confessante in Germania; ma che questo avesse un impatto significativo anche al di là dell’oceano era un fatto tutt’altro che scontato.
Proponiamo dal sito della Società Economica Valtellinese (i video sul relativo canale Youtube) gli interventi del convegno “Gli Economisti Valtellinesi. Quando in Valtellina si discuteva delle sorti dell’economia italiana” sulle figure di Ezio Vanoni, Pasquale Saraceno, Sergio Paronetto, Tullio Bagiotti, Bruzio Manzocchi. La giornata di studio si è svolta sabato 6 aprile 2019 dalle ore 9.00 alle 18.00 presso l’auditorium Sant’Antonio di Morbegno (So).
Relazione introduttiva del prof. Giuseppe Della Torre (Università degli Studi di Siena), Coordinatore del Convegno
Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.
La reazione di San Francesco era molto più che un apprezzamento intellettuale o un calcolo economico, perché per lui qualsiasi creatura era una sorella, unita a lui con vincoli di affetto. Per questo si sentiva chiamato a prendersi cura di tutto ciò che esiste (da Laudato si’, 11).
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Proponiamo dal Festival Biblico 2019 (Vicenza 22 maggio), la conferenza “Le due città dell’Apocalisse. Da Babilonia a Gerusalemme: la trasformazione escatologica”. Il relatore era don Claudio Doglio.
Pubblichiamo la poesia scritta da Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, in memoria di un compagno di lavoro. Il titolo è “La cava di marmo” è venne scritta dal pontefice polacco ricordando la sua esperienza nelle cave di marmo prima della chiamata al sacerdozio. Erano i tempi della guerra quando Wojtyla venne inviato dai tedeschi alle cave. Qui conobbe la dignità del lavoro e di coloro che vi lavoravano. Uno di essi fu vittima di un incidente mortale e questa poesia è il ricordo toccante di quell’evento che rimase impresso nel cuore di Giovanni Paolo II. Il Santo polacco fu, oltre che grande uomo di Chiesa, anche un artista. La prova nelle poesie piene di sentimento che scrisse. Nel video sotto riportato possiamo ascoltare, letta dal grande interptrete Vittorio Gassman, proprio la poesia scritta da Giovanni paolo II in memoria di un compagno di lavoro nelle miniere. Le parole sono venate di sentimento e angoscia per la durezza della vita di quei lavoratori e per quella fine prematura descritta con colori vividi.
L’itinerario di formazione per laici, sacerdoti e religiosi promosso dalla Diocesi di Como “50 anni dopo: sulle tracce del Concilio Vaticano II” svoltosi tra l’autunno 2012 e la primavera 2013 è nato dall’iniziativa di alcune associazioni ecclesiali del territorio (Acli, Ac, Masci, associazione Ascolto): l’esigenza di non lasciare passare il cinquantesimo del Concilio invano ha guidato prima verso la programmazione di una iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la Chiesa locale. L’iniziativa si compose di 4 incontri di conoscenza e approfondimento del grande evento del Concilio rivolti a preti, laici e religiosi. L’auspicio era di poter vivere un momento di approfondimento e di confronto tutti insieme, come unico popolo di Dio, nel miglior spirito conciliare.
Gli incontri erano serali (h 20.45), nelle sedi indicate, con possibilità di trasmissione in video-conferenza in altri punti della Diocesi (Como e Morbegno, Sondrio, Chiavenna, Ponte V., Bormio, Livigno, Abbadia L., Menaggio, Cagno, Canonica di Cuveglio). I contributi furono pubblicati parzialmente sul vecchio sito della Diocesi di Como e ora su Cardinalferrari.diocesidicomo.it.
Venerdì 26 aprile presso il cinema Astra di Como si svolse il quarto e ultimo incontro con “Chiesa e mondo contemporaneo” (prof. Giacomo Canobbio).
Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.
Proponiamo un brano di Madeleine Delbrêl, dal titolo Il ballo dell’obbedienza. Poeticamente ci descrive la vita e il rapporto con Dio nella quotidianità come una danza in cui mettere tutte le forze e tutto se stessi, allo stesso modo del racconto biblico sul re David che balla follemente e vorticosamente davanti all’Arca. Il testo è tratto da Madeleine Delbrêl, Noi delle strade, P. Gribaudi editore.
La testimonianza di san Francesco ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l’essenza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e «li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione» (da Laudato si’, 11).
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