Antisemitismo o critica legittima?

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’accusa di antisemitismo mi è piovuta addosso all’istante, come previsto, da altri ebrei. Esprimendo sui social e nel romanzo La Metamorfosi dei Papaveri la mia totale disapprovazione della politica israeliana verso i palestinesi, ho chiamato la pioggia, che è divenuta burrasca, lo sapevo. Sono accusato di essere antisemita. Volendo continuare a camminare all’aperto, apro l’ombrello e… mi difendo.

Capita a chiunque osi tanto: governanti, giornalisti o persone comuni. A chi è solito analizzare i problemi con la ragione, può sembrare assurdo, ma su questo tema gli animi si accendono, il cuore parteggia e la mente si offusca.

Pur essendo ebreo nato in Israele, cerco di affrontare la questione fuori dalla mischia, nel modo più neutrale e sereno possibile.

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«L’esclusione del debole, dell’insignificante, dell’apparentemente inutile, da una comunione di vita cristiana può addirittura equivalere all’esclusione di Cristo». di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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Gli studenti delle Scuole Penny Wirton, fondate da Eraldo Affinati, scrivono a Papa Leone

Erano partiti il 5 maggio dalla stazione Centrale di Milano, sono arrivati a Roma il 14 maggio. In mezzo, un “Cammino della pace” che ha visto Eraldo Affinati, scrittore e fondatore della Scuola Penny Wirton e Piero Arganini, responsabile della Penny Wirton di Parma, percorrere l’Italia per incontrare i ragazzi delle varie sedi della scuola e raccogliere i loro pensieri sulla pace. L’obiettivo era quello di consegnare al nuovo pontefice – al momento della partenza non ancora eletto – una lettera ricca di idee, suggestioni e parole che vengono dal cuore di chi ha affrontato l’esperienza della migrazione. «In tempi come questi il pacifismo non può essere lasciato solo ai politici o agli opinionisti, ma serve una riflessione più ampia che riguardi tutti noi», dice Affinati. «La pace, quella vera, la si costruisce nell’incontro con l’altro, che è quello che facciamo tutti i giorni alla Penny Wirton. E il nostro “cammino” è stato proprio questo: abbiamo mostrato l’Italia agli studenti delle nostre scuole, mentre loro ci raccontavano la propria storia».

da Vita.it

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Le Tesi di Pomeyrol: Una Testimonianza di Fede e Resistenza

da Sondrioevangelica.it, il sito del CEC, Centro Evangelico di Cultura, di Sondrio.

Nel settembre del 1941, in piena occupazione nazista, un gruppo di pastori e teologi della Chiesa Riformata di Francia si riunì a Pomeyrol, vicino a Nîmes, per riflettere sulla posizione della Chiesa di fronte alla crescente oppressione del regime di Vichy e dell’invasore tedesco. Il risultato di questo incontro furono le Tesi di Pomeyrol, un documento di straordinario valore storico e teologico, che affermava il dovere cristiano di resistere a ogni forma di totalitarismo e di difendere la libertà umana e la dignità di ogni persona.

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da «La resistenza dei cristiani» di don Primo Mazzolari

Quali sono in parole oneste e concrete i valori della Resistenza? Sono i valori fondamentali dell’uomo di ogni tempo e che non costituiscono il peculiare patrimonio di un determinato momento storico, ma appartengono al piano morale dell’uomo e del cristiano, garantendone la dignità e la grandezza.

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La Crocifissione bianca di Marc Chagall

Proponiamo il video speciale della serie tre del canale Youtube “La Barba di Aronne”.

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«la passione della parola DIO». Una poesia di Kurt Marti

sanguina da ogni ferita

viene violentata ancora e ancora

è tradita calpestata frantumata decapitata

torturata squartata disintegrata

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«Tra me e l’altro c’è Cristo». Conseguenze riguardo l’amore – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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Chi griderà contro la guerra?

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Rumore sempre più intenso e diffuso, sempre più cupo e minaccioso, dello stoccaggio delle armi, da stipare fino a colmarne i magazzini e riempire di cifre iperboliche, nell’ufficio accanto, le fatture delle aziende che le producono e delle agenzie che organizzano il commercio delle armi.

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«L’odio». Una poesia di Wisława Szymborska

Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.

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Amore psichico e amore spirituale – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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Obiezione di coscienza e speranza

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Sono addolorato per come il mondo stia vivendo una notevole involuzione, per come si stia lasciando avvitare in dinamiche di egoismo personale, corporativo e di interesse personale a discapito degli altri. Sono addolorato e… preoccupato! Ma non mi voglio rassegnare, ho deciso di reagire.

D’altra parte, non ho intenzione di condannare nessuno, di puntare il dito contro qualcuno, di gridare al complotto o, peggio ancora, al rancore interiore. No. Non è questo lo spirito del Vangelo; non è ciò che serve. La mia decisione è un’altra e ha una dinamica duplice: pensiero critico e azione diversa, personale, nelle scelte quotidiane. Il Regno di Dio, d’altronde, è una cosa piccola, nascosta, impercettibile, eppure potente.

Ecco quindi cosa ho deciso.

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«La razza umana». Una poesia di Anna Spissu

Avremmo potuto avere
la gola silenziosa dei pesci
quella cavernosa dei bovini
le corde stridule delle rondini
il raglio dell’asino, il ruggito del leone.

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«Possibilità». Una poesia di Wisława Szymborska

Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità.

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Vance, Tommaso e l’ordo amoris

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Non capita tutti i giorni che termini di teologia morale come quello dell’ordo amoris entrino nel ciclo delle notizie statunitensi, ma viviamo in tempi straordinari. In una recente intervista rilasciata a Fox News, il vicepresidente JD Vance ha invocato la tradizionale nozione teologica dell’ordine dell’amore per giustificare l’aggressiva cancellazione o sospensione da parte dell’amministrazione Trump di quasi tutti i programmi di aiuti esteri degli Stati Uniti. Altri commentatori, tra cui il redattore di First Things R.R. Reno, hanno pubblicamente appoggiato il modo in cui Vance ha ridimensionato le nostre responsabilità morali.

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Obiettori di coscienza

da Altranarrazione.com, teologia dei poveri.

Qui,
su ordine,
sparano ai bambini
che stanno al di là del confine.

Suscita, Signore,
obiettori di coscienza.

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«Difendere la verità in tempo di “guerre ibride”». Una dichiarazione di “Iniziativa dei cristiani per l’Europa”

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Porta la data del 14 febbraio 2025 la dichiarazione «L’Europa sotto pressione. Difendere la verità in tempo di guerre ibride» scaturita da un incontro (online) della Iniziativa dei cristiani per l’Europa (IXE). La pubblichiamo in una nostra traduzione dall’originale inglese (che viene ripreso qui di seguito). L’Iniziativa dei cristiani per l’Europa è una rete di organizzazioni laiche e cristiani impegnati di diversi Paesi europei. L’intento generale è quello di includere nei dibattiti nazionali una più viva consapevolezza di un’Europa unita. L’iniziativa intende favorire l’incontro dei cristiani in Europa e promuovere la Dottrina sociale della Chiesa favorendo una sempre migliore conoscenza e comprensione reciproca delle differenze storiche e culturali. Gli obiettivi che l’IXE si è data sono quattro: (1) offrire ai cristiani europei che desiderano comunicare la dottrina sociale della Chiesa l’opportunità di incontrarsi e confrontarsi sulle loro differenze storiche e culturali; (2) avviare un dialogo con la società nel suo insieme e formulare prese di posizione su temi rilevanti per il futuro della società europea; (3) incoraggiare la riflessione sul processo di unificazione europea, in particolare nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee; (4) organizzare eventi con un obiettivo europeo su temi di attualità sociale. Il prossimo meeting dell’IXE è previsto a Bruxelles per il prossimo 24-26 ottobre.

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Mi avvicino

da Altranarrazione.com, teologia dei poveri.

Un povero,
con il suo sacco a pelo srotolato,
disturba il viavai
dello shopping.

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«Fucilazione». Una poesia di Gianni Rodari

Gianni Rodari non è stato solo il poeta delle filastrocche per l’infanzia, dei racconti edificanti e delle favole morali, è stato anche un intellettuale a tutto tondo, senza dubbio uno dei migliori maestri che l’Italia abbia avuto negli anni sessanta e ottanta del Novecento. Lo dimostra Fucilazione, una bella poesia forse poco conosciuta, composta dallo scrittore e pedagogista nel 1961. La poesia fu pubblicata sulla rivista Il caffè e in seguito edita postuma nel 1990 in un libretto dal titolo Il cavallo saggio. Poesie Epigrafi Esercizi (Editori Riuniti, Roma, 1990) con prefazione a cura di Edoardo Sanguineti. Il testo è il ventiseiesimo della raccolta, contenuto nella seconda sezione dal titolo Materia prima. Fucilazione, lo si comprende fin dal titolo cruento e diretto, non è un testo rivolto ai bambini: è una poesia per adulti che naturalmente parla, ancora una volta, d’infanzia e ci mostra un lato inedito di Rodari.

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La conversione «psichica» – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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