Obiezione di coscienza e speranza

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Sono addolorato per come il mondo stia vivendo una notevole involuzione, per come si stia lasciando avvitare in dinamiche di egoismo personale, corporativo e di interesse personale a discapito degli altri. Sono addolorato e… preoccupato! Ma non mi voglio rassegnare, ho deciso di reagire.

D’altra parte, non ho intenzione di condannare nessuno, di puntare il dito contro qualcuno, di gridare al complotto o, peggio ancora, al rancore interiore. No. Non è questo lo spirito del Vangelo; non è ciò che serve. La mia decisione è un’altra e ha una dinamica duplice: pensiero critico e azione diversa, personale, nelle scelte quotidiane. Il Regno di Dio, d’altronde, è una cosa piccola, nascosta, impercettibile, eppure potente.

Ecco quindi cosa ho deciso.

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«La razza umana». Una poesia di Anna Spissu

Avremmo potuto avere
la gola silenziosa dei pesci
quella cavernosa dei bovini
le corde stridule delle rondini
il raglio dell’asino, il ruggito del leone.

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«Possibilità». Una poesia di Wisława Szymborska

Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità.

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Vance, Tommaso e l’ordo amoris

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Non capita tutti i giorni che termini di teologia morale come quello dell’ordo amoris entrino nel ciclo delle notizie statunitensi, ma viviamo in tempi straordinari. In una recente intervista rilasciata a Fox News, il vicepresidente JD Vance ha invocato la tradizionale nozione teologica dell’ordine dell’amore per giustificare l’aggressiva cancellazione o sospensione da parte dell’amministrazione Trump di quasi tutti i programmi di aiuti esteri degli Stati Uniti. Altri commentatori, tra cui il redattore di First Things R.R. Reno, hanno pubblicamente appoggiato il modo in cui Vance ha ridimensionato le nostre responsabilità morali.

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Obiettori di coscienza

da Altranarrazione.com, teologia dei poveri.

Qui,
su ordine,
sparano ai bambini
che stanno al di là del confine.

Suscita, Signore,
obiettori di coscienza.

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«Difendere la verità in tempo di “guerre ibride”». Una dichiarazione di “Iniziativa dei cristiani per l’Europa”

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Porta la data del 14 febbraio 2025 la dichiarazione «L’Europa sotto pressione. Difendere la verità in tempo di guerre ibride» scaturita da un incontro (online) della Iniziativa dei cristiani per l’Europa (IXE). La pubblichiamo in una nostra traduzione dall’originale inglese (che viene ripreso qui di seguito). L’Iniziativa dei cristiani per l’Europa è una rete di organizzazioni laiche e cristiani impegnati di diversi Paesi europei. L’intento generale è quello di includere nei dibattiti nazionali una più viva consapevolezza di un’Europa unita. L’iniziativa intende favorire l’incontro dei cristiani in Europa e promuovere la Dottrina sociale della Chiesa favorendo una sempre migliore conoscenza e comprensione reciproca delle differenze storiche e culturali. Gli obiettivi che l’IXE si è data sono quattro: (1) offrire ai cristiani europei che desiderano comunicare la dottrina sociale della Chiesa l’opportunità di incontrarsi e confrontarsi sulle loro differenze storiche e culturali; (2) avviare un dialogo con la società nel suo insieme e formulare prese di posizione su temi rilevanti per il futuro della società europea; (3) incoraggiare la riflessione sul processo di unificazione europea, in particolare nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee; (4) organizzare eventi con un obiettivo europeo su temi di attualità sociale. Il prossimo meeting dell’IXE è previsto a Bruxelles per il prossimo 24-26 ottobre.

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Mi avvicino

da Altranarrazione.com, teologia dei poveri.

Un povero,
con il suo sacco a pelo srotolato,
disturba il viavai
dello shopping.

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«Fucilazione». Una poesia di Gianni Rodari

Gianni Rodari non è stato solo il poeta delle filastrocche per l’infanzia, dei racconti edificanti e delle favole morali, è stato anche un intellettuale a tutto tondo, senza dubbio uno dei migliori maestri che l’Italia abbia avuto negli anni sessanta e ottanta del Novecento. Lo dimostra Fucilazione, una bella poesia forse poco conosciuta, composta dallo scrittore e pedagogista nel 1961. La poesia fu pubblicata sulla rivista Il caffè e in seguito edita postuma nel 1990 in un libretto dal titolo Il cavallo saggio. Poesie Epigrafi Esercizi (Editori Riuniti, Roma, 1990) con prefazione a cura di Edoardo Sanguineti. Il testo è il ventiseiesimo della raccolta, contenuto nella seconda sezione dal titolo Materia prima. Fucilazione, lo si comprende fin dal titolo cruento e diretto, non è un testo rivolto ai bambini: è una poesia per adulti che naturalmente parla, ancora una volta, d’infanzia e ci mostra un lato inedito di Rodari.

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La conversione «psichica» – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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Lettera del Santo Padre Francesco ai Vescovi degli Stati Uniti d’America del 10 febbraio 2025

Cari Fratelli nell’Episcopato,

Vi scrivo oggi per rivolgervi alcune parole in questo delicato momento che state vivendo come Pastori del Popolo di Dio che pellegrina negli Stati Uniti d’America.

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«Wstawać». Due testi di Primo Levi

Sognavamo nelle notti feroci
Sogni densi e violenti
Sognati con anima e corpo:
Tornare; mangiare; raccontare.
Finché suonava breve sommesso
Il comando dell’alba:
«Wstawać»;
E si spezzava in petto il cuore.

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«Le favole a rovescio». Una poesia di Gianni Rodari

C’era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov’è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone…,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.

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«Ode alla pace». Una poesia di Pablo Neruda

Sia pace per le aurore che verranno,
pace per il ponte, pace per il vino,
pace per le parole che mi frugano
più dentro e che dal mio sangue risalgono legando terra e amori con l’antico
canto;

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Schweitzer, tre volte precursore

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Esegesi biblica, musica, impegno umanitario: «Se Schweitzer avesse praticato, al livello al quale lo ha fatto, anche una sola di queste tre attività, ciò sarebbe bastato ad assicurargli un posto di rilievo nella storia del Novecento» (F. Ferrario, La teologia del Novecento, Carocci, 2011): Albert Schweitzer le ha compiute tutte e tre. Per coincidenza, mentre nelle chiese evangeliche cadeva la “Domenica della Cevaa” (12 gennaio), si approssimava (il 14) l’anniversario della nascita del teologo, musicista e medico, che fu missionario a Lambaréné in Gabon, nato a Kayserberg, in Alsazia nel 1875.

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«Fa freddo». Una poesia di Gianni Rodari

Italia sottozero.
Lo stivale si è ghiacciato.
Sta la neve sui monti
come panna sul gelato.

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“Non vi sono liberatori, solo uomini che si liberano”

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Padre David Maria Turoldo ha indicato Teresio Olivelli come «uno degli uomini più intelligenti che io abbia mai conosciuto, un giovane meraviglioso» e don Primo Mazzolari lo ha definito «lo spirito più cristiano del nostro secondo Risorgimento», per poi aggiungere: «Non voglio fare confronti, ma Gramsci, davanti al quale mi inchino riverente, non ha l’ardore e la trasparenza, né la bruciante devozione, né lo slancio di perduto, né l’avventurosa energia di questo nostro giovane che finisce in un campo di concentramento, non ancora trentenne, con l’aureola della santità prima di quella di martire».

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Dire “pace” in un mondo in guerra

Che significato dare alla pace oggi in questo mondo pieno di guerre?

Nel mondo di oggi parlare e operare per la pace è un impegno complesso e profondo. Distinguerei due ambiti di significato e quindi di azione, partendo da due sollecitazioni che vengono dalla Tradizione e dal magistero cristiani.

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L’opposizione tra comunione spirituale e comunione psichica – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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“Anabattismo” ieri e oggi

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il 21 gennaio 2025 ricorre il quinto centenario della nascita del movimento anabattista zurighese, identificata con il battesimo di Jörg Blaurock da parte di Conrad Grebel, ex discepolo di Zwingli. Quello «zurighese» è solo uno tra i diversi «anabattismi» del Cinquecento, marcatamente diversi tra loro. Una parte della storiografia lo ha però proposto come la versione «classica».

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«In memoria dell’amico don Sirio Politi prete operaio (Viareggio)». Una poesia di p. David Maria Turoldo

Disteso e quieto era il mare, e aste
di luce erano gli alberi
delle imbarcazioni, tutti
in festa i capannoni del porto.

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