Quando Cristo è raffigurato in un’icona, è come se fosse descritto nelle Scritture, e il nostro udito non è mai sazio del suo suono; né i nostri occhi possono mai essere sazi di vederlo, perché stiamo ascoltando e vedendo Dio che si è fatto uomo; l’eterno che è apparso sulla terra come un bambino; Colui che sostiene l’universo bevendo il latte di sua madre; colui che non può essere contenuto che è contenuto nelle sue braccia; Colui che è al di là della divinità eppure si è fatto uomo; la Profondità della Sapienza immersa nell’acqua del battesimo, che fa le cose che sono proprie sia di Dio che dell’uomo, pur essendo al di là di ogni essenza e di ogni essere; il Signore della gloria inchiodato alla croce; la vita del mondo sepolta e risuscitata; Colui che l’universo non può contenere assunto in cielo come uomo.
“Basta favori ai mercanti di armi!”
da Caritas.it, il sito di Caritas Italiana, organismo pastorale della CEI.
Esiste un collegamento che non può essere negato tra la produzione e il commercio delle armi e i conflitti che insanguinano il pianeta. Per questa ragione è necessario che vi sia la massima consapevolezza sul percorso che queste armi fanno, soprattutto quelle che rischiano di finire nelle mani di regimi impegnati in azioni di repressione interna o in conflitti armati all’esterno dei loro confini. Per la stessa ragione è necessario che ogni ipotesi di vendita di armi sia accuratamente esaminata proprio per minimizzare il rischio che quelle stesse armi finiscano in mani sbagliate, e per assicurarsi che ogni transazione di questo tipo avvenga nella cornice dei trattati internazionali su questa materia a cui l’Italia ha aderito.
Self made religion
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
“La religiosità è parte integrante della vita di ogni giorno, insita nella natura umana”; “sembra che molti giovani preferiscono non farsi domande e vivere come viene, ma io sono convinta che sia solo un’apparenza”. E ancora: “non ci manca l’interesse per il sacro, ma non ci identifichiamo in una religione e nei suoi credenti”; “io coltivo un rapporto individuale con una dimensione divina al di fuori di una religiosità tradizionale”.
Queste frasi, raccolte tra i miei studenti, sono alcuni dei tanti esempi che traducono i due atteggiamenti che, secondo me, dalla fine degli anni ’80 ad oggi, sono diventati sempre più diffusi ed evidenti in rapporto alla religione.
La Parola è la mia casa: [19/05/2024] dom Pentecoste TP anno B
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.
Lo Spirito Santo rende uniti ma non omologati
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 15,26-27.16,12-15)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
La Parola è la mia casa: [12/05/2024] dom Ascensione TP anno B
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.
Il Risorto asceso alla gloria del cielo fonte di ogni servizio e ministero dei battezzati
Dal vangelo secondo Marco (Mc 16,15-20)
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Come accostarsi al libro dell’Apocalisse?
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Signore, sii tu il braccio del popolo ogni mattina, la nostra salvezza in tempo di angoscia!
Isaia 33, 2
Uno degli anziani mi rivolse la parola, dicendomi: «Chi sono queste persone vestite di bianco e da dove sono venute?» Io gli risposi: «Signor mio, tu lo sai». Ed egli mi disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello. Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura
Apocalisse 7, 13-14; 16
«Possiamo ancora risultare utili a qualcosa?» – di Dietrich Bonhoeffer
Sul limitare del 1942, in uno scritto destinato agli amici più cari (Bilancio sulla soglia del 1943 – Dieci anni dopo, in Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, Opere, vol. VIII, Queriniana, 2002, pp. 21-40), Bonhoeffer traccia un bilancio di dieci anni di resistenza al regime di Hitler. Sono parole pesanti, maturate a contatto con l’esperienza della sofferenza, dell’ingiustizia e della morte. Ma sono anche parole piene di speranza che solo chi ha una fede grande può dare. Ne riproponiamo alcune.
La Parola è la mia casa: [05/05/2024] VI dom TP anno B
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.
La larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza dell’amore di Dio
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 15,9-17)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Francia: 12.000 battesimi adulti
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
La notte di Pasqua, nelle diocesi francesi, sono stati battezzati 7.135 adulti di cui il 36% fra i 18 e i 25 anni e 5.000 giovani fra gli 11 e i 18 anni. Sono il 31% in più dell’anno scorso e il 120% dei numeri di dieci anni fa. Vengono dalle periferie delle città, ma anche dalle campagne e da tutti i ceti sociali.
Un segnale positivo in un paese interessato da una forte secolarizzazione. Molti indicatori dell’appartenenza e della frequenza sono in rosso. I battesimi dei bambini, ad esempio, sono passati da 400 mila a 200 mila in vent’anni. Per questo, la crescita del battesimo adulto è una sorpresa.
«L’aquila». Una poesia di Trilussa
L’ommini so’ le bestie più ambizziose,
disse l’Aquila all’Omo – e tu lo sai:
ma viettene per aria e poi vedrai
come s’impiccolischeno le cose.
La Parola è la mia casa: [28/04/2024] V dom TP anno B
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.
È tempo di potatura per la Chiesa
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
«Non essere ansioso». Un testo di p. Peter Olsen (arciprete ortodosso-statunitense)
Il nostro Salvatore ci dice nel Vangelo che non dovremmo essere ansiosi. Dicendo questo, il Signore ci sta rivelando che abbiamo effettivamente la capacità di controllare la nostra ansia.
Signore delle preghiere non ascoltate
O Signore delle preghiere non ascoltate,
Signore delle preghiere dimenticate!
Signore delle preghiere soffocate dal pianto,
Signore delle preghiere urlate in un cuscino.
La Parola è la mia casa: [21/04/2024] IV dom TP anno B
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.
La pietra e il pastore, quello “bello”
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 10,11-18)
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Quando ti converti e i tuoi cari non ti capiscono
C’è un detto non privo di umorismo: “Quando in una famiglia appare un neofita, gli altri membri della famiglia diventano martiri”.
«Lo stile mite/nonviolento di Gesù». Un articolo di Lidia Maggi
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Siamo curiosi di sapere, di conoscere quale sia stato “il singolare modo di stare al mondo” di Gesù? – chiede l’autrice Lidia Maggi, teologa e pastora battista. Dove guardare “per scorgere lo stile nonviolento che caratterizzerebbe Gesù di Nazareth”? Uno stile che Gesù non spiega a parole ma testimonia con la sua vita.
«Tonino l’Obbediente». Una poesia di Gianni Rodari
E questa è la canzone
di Tonino l’Obbediente.
Tanto bravo, però
di sua testa non fa niente.
La Parola è la mia casa: [14/04/2024] III dom TP anno B
da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.
La risurrezione, la vita, la fede in carne ed ossa
Dal vangelo secondo Luca (Lc 24,35-48)
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
«Da Chiese a Ong?». Un articolo di Fulvio Ferrario
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
C’era una volta, in Europa, lo Stato sociale, cioè il progetto di garantire l’accesso ai servizi, e in particolare all’istruzione e alla sanità, all’intera popolazione, mediante risorse fornite da una fiscalità proporzionale e progressiva. Qualche problema doveva esserci anche allora, se, nello slang popolar-giovanile, un prodotto di qualità non proprio superlativa poteva essere detto “della mutua”, con riferimento al Servizio sanitario pubblico: l’Italia non era la Svezia. In ogni caso, lo Stato sociale tentava, con qualche successo, di incrementare la qualità della vita anche dei ceti meno abbienti, il che alla lunga permetteva, soprattutto grazie all’istruzione, una certa mobilità sociale. È stata l’epoca d’oro del “ceto medio”.
La guerra del Ramadan
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
A pochi giorni dalla Pasqua, si conclude il Ramadan: il mese del calendario islamico in cui i musulmani di tutto il mondo digiunano dall’alba al tramonto per ricordare il periodo nel quale Dio rivelò il Corano, il libro sacro, al profeta Muhammad.
Per milioni di persone, il Ramadan è quindi un periodo di concentrazione spirituale sui temi centrali della fede, ma anche l’occasione per riunire le famiglie disperse e festeggiare insieme la rottura del digiuno quotidiano, quando finalmente in cielo spuntano le prime stelle: è il momento dell’iftar, nel quale dopo aver pregato, si condivide il pasto con amici e parenti.
Alla fine del mese di Ramadan si celebra l’ultimo iftar ed è una festa gioiosa, che si prolunga per ore e ha le stesse dinamiche degli incontri di famiglia in occasione delle feste di tradizione cristiana, come la Pasqua che abbiamo appena celebrato per ricordare la resurrezione di Gesù.
Del Ramadan che si conclude il prossimo 10 aprile, si è parlato molto in questi giorni, e per ragioni che poco hanno a che fare con la spiritualità islamica che lo caratterizza. Una scuola del Comune lombardo di Pioltello, infatti, ha deciso di organizzare il proprio calendario sospendendo le lezioni proprio il 10 aprile. È una norma consentita dalla legge che riconosce agli istituti scolastici la libertà di fissare, entro un tetto precisamente stabilito e non superabile, alcuni giorni di festività.
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