La Presentazione di Gesù al Tempio, di Aleksandr M. Kopirovskij

Lo incontrano il vecchio sacerdote Simeone e la profetessa Anna  – si sottolinea il riconoscimento da parte di Simeone del Salvatore del mondo in Cristo Bambino, dopo di che Simeone chiede di poter morire in pace (Luca 2:21-32).

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San Sergio di Radonez. Un saggio di Adalberto Mainardi

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La biografia di san Sergio di Radonež (1314 ca.-1392)* è inseparabilmente intrecciata agli eventi che nel XIV secolo segnarono il sorgere dell’egemonia moscovita tra i principati russi, e il nascere di una nuova coscienza nazionale russa (1): la vittoria del gran principe di Mosca Dmitrij sul tataro Mamaj a Kulikovo (1380) diverrà l’emblema del riscatto della Rus’ dal giogo straniero. Continua a leggere

Quale icona è utile presentare a una persona nel suo percorso di iniziazione cristiana

Kopirovskiy Alexandr è nato il 24 agosto del 1951. Nel 1972 si è laureato presso la Facoltà di Economia generale presso l’Istituto di economia nazionale Plekhanov di Mosca. Nel 1982 si è laureato presso la Facoltà della storia, Dipartimento di storia e teoria delle arti dell’’Università statale Lomonosov di Mosca. Nel 1974 – 1978 ha insegnato archeologia ecclesiastica all’Accademia teologica di Leningrado, contemporaneamente lavorando al museo centrale della cultura e arte russa antica di Andreï Roublev. Dalla fine degli anni 80 è catechista presso la comunità di padre Georgy Kochetkov. Dal 1992 insegna all’istituto Cristiano Ortodosso di San Filarete, dove si è laureato in teologia nel 1995. Nel 2002 ha ricevuto la laurea specialistica in Teologia con la tesi: “Corso di archeologia ecclesiastica presso l’istituto Cristiano Ortodosso di San Filarete (il concetto, il contenuto, la metodologia di insegnamento)”. È stato premiato con distintivo d’onore di santa Tatiana come «Mentore dei giovani». Attualmente insegna archeologia ecclesiastica ed estetica cristiana alla facoltà di teologica e religiosa estetica presso la facoltà di studi religiosi dell’istituto Cristiano Ortodosso di San Filarete. È autore di oltre 80 pubblicazioni teologiche, scientifiche e no, tra cui il manuale «Il tempio cristiano», ha partecipato a molti convegni e trasmissioni alla tv e al radio.

Quando una persona decide di vivere sul serio spiritualmente, quasi sempre viene attratta dall’arte iconografica classica. Perché in questo mondo, oggi ancor più che nel passato, si sente la mancanza di un’immagine, di un’icona. Però, paradossalmente, oggi ci sono troppe icone, sono troppo a portata di mano, vengono dipinte da chiunque voglia. La maggior parte queste icone sono brutte proprio perché sono diventate una produzione di massa, ma in compenso le cose antiche sono state riscoperte ed hanno ottenuto un rilievo e importanza particolare. Mi dispiace che nella chiesa si presti così poca attenzione a queste dinamiche. Sono molte le persone che apprezzano le icone e la loro profondità spirituale, ma lo fanno al di fuori della chiesa. Prima era quasi maleducato dire che le icone contenevano valori estetici, perché si pensava che fosse contrario alla loro provenienza ecclesiale e al loro valore spirituale. Adesso non è più così. Ultimamente penso sempre di più a come far sì che nelle nostre chiese si comincino a vedere le icone e non solo ad accendere le candele davanti ad esse.

Alexandr Kopirovskiy

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