da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Uno dei temi fondamentali della Rerum novarum di Leone XIII è la difesa della «proprietà privata». Un tema tutt’altro che secondario, perché di fronte al «male» causato dallo sfruttamento dei lavoratori, il Papa diceva chiaro e forte che «i socialisti», invece di dare una risposta giusta, preferivano attizzare «nei poveri l’odio ai ricchi», e pretendevano che si dovesse «abolire la proprietà, e far di tutti i particolari patrimoni un patrimonio comune, da amministrarsi per mezzo del municipio e dello Stato».
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Una signora senza fissa dimora ferma un vescovo e gli chiede di «incontrare il papa». Costui la ascolta con gentilezza, rispondendo però di non avere il potere di avvicinarla al pontefice.
Era ben informata, la donna: sapeva che fra qualche ora il santo padre sarebbe arrivato a Trieste. C’erano, però, le Forze dell’ordine: unico intralcio, a suo avviso, alla stretta di mano con Francesco.
In realtà, non lo incontra, se non a distanza di qualche chilometro in mezzo alle circa 9.000 persone che il 7 luglio hanno presenziato alla concelebrazione eucaristica in piazza Unità d’Italia.
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Parlare di laicità significa toccare un tema che coinvolge innumerevoli problemi e si apre in varie direzioni. È comunque un discorso che – da qualsiasi parte lo si affronti – ci porta al cuore di molti dibattiti attuali (e di non poche lacerazioni).
Una lettura biblica alla ricerca del fondamento e del senso della laicità è particolarmente delicata. Anzitutto non può pretendere di essere un discorso concluso: deve necessariamente rimanere aperto della tradizione della Chiesa e alla riflessione teologica. E poi si deve riconoscere che la Bibbia non fa in proposito un discorso completamente omogeneo. Vi si scorgono tendenze differenti, per esempio un alternarsi di tendenze secolarizzanti e sacralizzante. La Bibbia è testimone di una storia di salvezza e di peccato, è progetto di Dio e condizionamento ·culturale. Come allora leggerla?
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Cinquant’anni fa una legge dello Stato favoriva la nascita delle Regioni a Statuto ordinario. Il regionalismo, già definito nella Costituzione del 1948 e avviato parzialmente con le cinque Regioni a Statuto Speciale, diventava una realtà. Abbiamo chiesto al professor Roberto Zaccaria, costituzionalista, di aiutarci a riflettere sul contributo che le Istituzioni regionali hanno dato alla democrazia e all’assetto della nostra Repubblica.
da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.
Amata da molti, spesso citata, talvolta trasformata in motto, bandiera, programma d’intenti. E’ la più famosa delle massime raccolte nei Pirke’ Avot, l’agile testo che è uso rileggere ogni anno tra Pesach e Shavuot:
Se io non sono per me, chi è per me? Ma quando io sono per me stesso, che cosa sono io? E se non ora, quando?
Poiché l’attività economica è per lo più realizzata in gruppi produttivi in cui si uniscono molti uomini, è ingiusto e inumano organizzarla con strutture e ordinamenti che siano a danno di chiunque vi operi. […] Occorre dunque adattare tutto il processo produttivo alle esigenze della persona e alle sue forme di vita; innanzitutto della sua vita domestica […]. Ai lavoratori va assicurata inoltre la possibilità di sviluppare le loro qualità e di esprimere la loro personalità nell’esercizio stesso del lavoro. Pur applicando a tale attività di lavoro, con doverosa responsabilità, tempo ed energie, tutti i lavoratori debbono però godere di sufficiente riposo e tempo libero che permetta loro di curare la vita famigliare, culturale, sociale e religiosa.
Gaudium et spes, n. 67
Posta dunque la persona al centro del lavoro, è necessario analizzare come le nuove forme di lavoro atipico influenzino e mettano in questione gli altri ambiti di vita dell’uomo. A titolo di esempio e cogliendo ispirazione dal passo della Gaudium et spes sopracitato, si accennerà ai seguenti ambiti:
Effetti psicologici dell’instabilità del lavoro;
Progettualità e identità – «vocazione» lavorativa e di vita;
Dal 19 al 22 giugno 1969 si era svolto l’XI Congresso nazionale delle ACLI, il congresso della fine del collateralismo nei confronti della Dc e dell’acquisizione del principio del voto libero degli aclisti, proclamato per la prima volta in Italia da una associazione cattolica.
Le preoccupazioni e i timori che il congresso di Torino non avevano mancato di suscitare in ambito democristiano e cattolico sono destinati a moltiplicarsi ben presto. Con le lotte dell’ ”autunno caldo”, l’unità con le forze del movimento operaio acuisce all’interno delle ACLI la sensibilità anticapitalistica e classista, mentre si intensifica l’attenzione per il marxismo come metodo privilegiato di interpretazione della realtà sociale.
Pubblichiamo un’intervista a cura di Tudor Petcu al dottore in teologia Günther Boss. Formatosi tra Friburgo e Monaco di Baviera, è stato responsabile della ricerca presso l’Istituto Liechtenstein, Consigliere teologico e attivo con compiti nella pastorale e nel giornalismo con l’associazione “Per una chiesa aperta” in Liechtenstein, insegnante sia nei licei che in corsi universitari che in corsi per gli adulti.
Spesso mi si domanda, quali esperienze e suggerimenti io abbia ricavato dalla combinazione tra la mia esperienza di comunicazione, conflitto e convivenza inter-culturale nel Sudtirolo (un impegno che ha segnato ed in certo senso riempito tutto il corso della mia vita) e la più recente esperienza nel Parlamento europeo o, più in generale, nei movimenti europei per la pace e la solidarietà.
Così mi è venuta l’idea di tentare la redazione di una sorte di breve decalogo: in alcune occasioni ho presentato e discusso, e di conseguenza affinato e meglio elaborato le riflessioni che seguono. Gli interlocutori con cui ho sinora dibattuto il decalogo erano diversi: dall’ambiente di Azione nonviolenta e del Movimento internazionale di Riconciliazione ai partecipanti ad una giornata sulla “caduta dei muri”, organizzata a Merano (20 novembre 1994) da Pax Christi ed altre associazioni, ad incontri in sede europea (l’ultima di queste discussioni è avvenuta nel marzo 1995 alla sede del Centre for European Policy Studies di Bruxelles).
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«So essere nell’indigenza, so essere nell’abbondanza» (Filippesi, 4, 12): questo passo è il filo conduttore al tradizionale appuntamento estivo promosso ad Assisi dal Segretariato attività ecumeniche (Sae), associazione interconfessionale di laici per l’ecumenismo e il dialogo, fondata da Maria Vingiani nel 1966 e oggi presieduta da Piero Stefani. Dedicati a Le Chiese di fronte alla ricchezza, alla povertà e ai beni della terra , i sette giorni di lavori (29 luglio-4 agosto) sono stati introdotti dalla relazione che pubblichiamo quasi integralmente in questa pagina.
Minima personalia è stato pubblicato per la prima volta nel marzo 1986 (annata XLI) sulla rivista “Belfagor Rassegna di varia umanità” diretta da Carlo Ferdinando Russo.
Il tipo di accoglienza oggi riservata ai giovani, negli oratori, è per lo più legata ad attività ludico-sportive (il classico “campetto del prete”) oppure ad attività che potremmo definire “intellettuali/riflessive” (i gruppi parrocchiali).
Negli anni, le parrocchie hanno fatto scelte precise in questo senso, sia dal punto di vista edilizio (le strutture realizzate, i metri quadrati dedicati allo sport, al gioco, le aule dedicate agli incontri), sia sotto l’aspetto pastorale (le società sportive costituite, i professionisti al lavoro, i volontari coinvolti).
Queste attività, naturalmente, non costituiscono qualcosa di sbagliato o di negativo in sé, e tuttavia la loro crescita sproporzionata ha finito per soffocare altre proposte educative non meno utili o significative per il vissuto dei giovani, che risultano ormai praticamente assenti all’interno delle parrocchie.
Il lavoro, ad esempio, inteso appunto come esperienza educativa, da tempo non appartiene più al mondo degli oratori, né – più in generale – alla nostra società. Così, se è per tutti normale immaginare un campetto da calcio vicino alla chiesa, non lo è affatto immaginarvi un’officina o una bottega artigiana (sebbene Gesù fosse un falegname, non certo un calciatore!).
Proponiamo e rilanciamo alcuni materiali legati alla scuola di formazione socio politica svolta in diocesi di Como negli anni passati. Nei momenti di imbarbarimento e analfabetismo sociale e politico, quando violenza, odio e fanatismo sono sulla scena occorre tornare ai fondamentali, occorre formazione.
Valerio Onida (Milano, 30 marzo 1936) è un giurista e accademico italiano, giudice costituzionale dal 1996 al 2005, Presidente della Corte costituzionale dal 22 settembre 2004 al 30 gennaio 2005 e professore emerito di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano. Venerdì 1 ottobre 2010 presso il centro socio-pastorale di Como il prof. Onida tenne l’incontro “La Costituzione italiana: i soggetti, le regole e gli strumenti della democrazia italiana”, di cui pubblichiamo la trascrizione non rivista dal relatore.
Che cosa vuol dire per un giovane oggi compiere diciott’anni a diventare maggiorenne? È il tema di una lettera che l’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha scritto ai nati nel 1999 e nel 2000. Una generazione spesso criticata o peggio messa ai margini della società, considerata solo composta da potenziali clienti, viene messa al centro dell’attenzione dal Pastore di Milano. Perché sui 18enni si scommette per l’oggi e per la costruzione di un futuro diverso. Soprattutto un invito forte a non chiudersi nell’isolamento egoistico, piuttosto a diventare protagonisti nella società e nella Chiesa. A partire dalla partecipazione politica e all’esercizio del voto.
Paolo, coerentemente con la mentalità espressa tanto dall’Antico come dal Nuovo Testamento, rifiuta una separazione dell’attività professionale dal resto dell’esistenza del credente. Innanzitutto respinge una settorializzazione dal punto di vista dei criteri etici, quasi che la vita potesse essere scissa in frammenti in cui applicare logiche differenti: da una parte il “tempo libero” dedicato esclusivamente alla carità e a Dio e dall’altra il “tempo del lavoro” ispirato alle priorità del profitto ad ogni costo e della concorrenza selvaggia. Inoltre Paolo è particolarmente efficace nello smascherare la tentazione che poteva nascere da una escatologia compresa male: siccome la parousia è vicina la quotidianità e il lavoro e la fatica ad essa legati perdono ogni valore ed importanza. Paolo invita in maniera anche ruvida a tenere insieme fede e vita, evitando inutili agitazioni e vivendo relazioni e professione dentro l’orizzonte del rapporto con il Cristo. Continua a leggere
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
I lombardi al 40% e i veneti al 60% hanno votato. Per l’autonomia, come proclamano i vincitori e come titolano i giornali. L’esito era scontato, anche se le proporzioni, specie per il Veneto, reclamano grande attenzione. A partire dalla differenza dei risultati tra le due aree.
Certo, nei territori della Serenissima è più radicata la memoria della gloriosa indipendenza d’un tempo. Ed è noto che la rivendicazione leghista si è manifestata prima in Veneto che in Lombardia. Ma forse, mettendosi dalla parte degli elettori, non è stata ininfluente la presentazione del problema su cui si chiedeva il voto. Continua a leggere
Articolo pubblicato su “Il Settimanale della diocesi di Como” del 12 ottobre 2017.
Il 22 ottobre 2017 ai cittadini lombardi sarà proposto il referendum per l’autonomia. Dopo la decisione del consiglio regionale, risalente ormai al febbraio 2015, il chiarimento circa la sua costituzionalità, l’esito della riforma proposta da Matteo Renzi naufragata con il referendum del 4 dicembre 2016, il reperimento dei circa 50 milioni di euro necessari allo svolgimento della consultazione nelle modalità stabilite dalla giunta Maroni (voto elettronico anziché cartaceo con relativo acquisto di tablet, operazioni di voto, campagna informativa, etc …) si è a poche settimane dal voto e da tante persone nasce l’esigenza di capire, al di là dei tecnicismi e dei comizi di parte, che cosa è e cosa non è questo referendum. A costo di essere un po’ grossolani dal punto di vista della terminologia giuridica proviamo a chiarirci le idee … Continua a leggere
da Diocesibg.it, il sito della diocesi di Bergamo.
Il 22 ottobre saremo chiamati ad esprimere tramite referendum consultivo la scelta sull’autonomia della Lombardia e per comprendere meglio la proposta, l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi di Bergamo, ha elaborato uno strumento utile per favorire e stimolare consapevolezza rispetto al voto.
E’ stato preparato con l’aiuto di persone competenti, che pur nella brevità dei contenuti, non tralasciano di evidenziare i passaggi fondamentali.
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