Il percorso della libertà

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Pesach ci ricorda, anno dopo anno, il lungo percorso che ci aspetta verso la libertà, materiale e interiore. Libertà profonda e consapevole, ancestrale. Una sorta di psico-DNA, che nulla ha da spartire con quello del sangue, e che io chiamo identità.

Continua a leggere

La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società. Relazione di Giovanni Bianchi nel settembre 2008 a Mosca

Il rapporto tra le ACLI della Lombardia (in particolare con quelle provinciali di Como e il circolo di Arosio) con la Russia e la fraternità della Trasfigurazione (insieme di gruppi e di comunità ortodosse che riuniscono sia a Mosca, che in altre località russe, sia all’estero persone di diverse età, professioni e provenienze) dura ormai da molti anni. 

Nel 2001 e nel 2002 due delegazioni delle ACLI lombarde, tra cui anche diversi membri del Circolo ACLI di Arosio e delle ACLI di zona di Cantù, si sono recate a Mosca per riprendere i contatti iniziati nel decennio precedente e poi affievolitisi. In molti viaggi effettuati, oltre alle ACLI hanno partecipato anche membri della Caritas Decanale di Cantù, della CISL regionale e rappresentanti di gruppi locali parrocchiali e non.

Nel giugno 2004 e poi nel giugno 2006 sono stati effettuati altri viaggi che hanno permesso di allargare e conoscere meglio l’esperienza di Sretenie anche presso altre fraternità russe. In particolare, oltre a quella di Mosca, sono state visitate altre comunità: quella di Pietroburgo, quella di Arkhangelsk e quella di Tver’. L’accoglienza è stata molto cordiale e sempre molto alta è stata la loro capacità di trasmetterci amicizia, di farci sentire a nostro agio, oltre che il desiderio di conoscere la nostra realtà italiana. Soprattutto nei momenti di preghiera abbiamo sentito quei legami che uniscono la nostra comune fede nel Signore e di questi momenti se ne è avuta una maggior quantità e profondità durante la partecipazione al pellegrinaggio sulle isole Solovievski compiuto con la fraternità di Arkangelsk nei mesi di Agosto 2004 e 2009.

Nell’agosto 2007 e nel Settembre 2008 Giovanni Bianchi ha poi partecipato ai Convegni internazionali di Mosca con le seguenti rispettive relazioni “Conciliarità e solidarietà sociale”, e “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società“. 

Proponiamo il testo della relazione presentata da Giovanni a Mosca nel settembre 2008 dal titolo “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società” (già pubblicata sia su Acliarosio.it, il sito del circolo ACLI “Antonio Ballabio” di Arosio, che su Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli), memoria del percorso di conoscenza reciproca e di ricerca ecumenica su come il cristiano sta nella società.

Continua a leggere

Nuns not guns! Le comunità religiose alla marcia di Washington contro le armi

da Nev.it, Notizie EVangeliche Agenzia Stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

“Nuns not guns! Suore, non fucili!” È uno degli slogan che, tra un motto di spirito e un serio impegno di fede, ha percorso March for our lives, la marcia contro le armi che ha portato a Washington una folla di 800mila persone, guidate da ragazzi e ragazze provenienti da ogni stato – e da ogni scuola – degli USA.

Le comunità di fede sono da sempre una delle colonne portanti della lotta per il controllo delle armi, attraverso una legislazione più restrittiva. Così è stato anche sabato scorso. Nella folla erano più che visibili gruppi appartenenti alle più diverse comunità di fede: cristiani e sikh, musulmani ed ebrei, buddisti e hindu.

Continua a leggere

I diamanti della Torah: La Neshamà: Che lingua parla l’anima?

Che lingua parla l’anima? Che riposo è lo Shabbat? Che cos’è il pane che non si mangia chiamato challà? Se D-o è uno perché ha diversi nomi? A cosa serve la mitzvà? Le risposte a tutte queste domande sull’ebraismo, e molto altro, le troviamo, in modo chiaro e conciso, nella miniserie I diamanti della Torah online su Youtube.

Si parla spesso dell’anima. Ma cos’è?

Continua a leggere

I diamanti della Torah: Un unico D-o con molti nomi. Come è possibile?

Che lingua parla l’anima? Che riposo è lo Shabbat? Che cos’è il pane che non si mangia chiamato challà? Se D-o è uno perché ha diversi nomi? A cosa serve la mitzvà? Le risposte a tutte queste domande sull’ebraismo, e molto altro, le troviamo, in modo chiaro e conciso, nella miniserie I diamanti della Torah online su Youtube.

Se D-o è uno perché ha diversi nomi? E perché uno dei nomi è nascosto?

Continua a leggere

Cantina

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

“Cassetta della nonna” c’è scritto, piccolo piccolo, sulla targhetta delle minuscole chiavi tubolari. Qui nella cantina della zia, una cantina grande, come quelle delle vecchie case, di casse ce ne sono diverse, ma nessuna è chiusa a chiave, tranne quella su uno scaffale lassù in alto, rettangolare e disadorna, coperta dalla polvere di anni, di decenni forse. La tiro giù con attenzione, per evitare di rovesciarmi addosso un groviglio di ragnatele antiche e di sporco, ed eccola qui. Proviamo le chiavi.

Continua a leggere

Una minoranza al centro del conflitto: i cristiani palestinesi

da Ilcaffegeopolitico.org, la rivista online di politica internazionale che ti racconta il mondo nel tempo di un caffé.

Analizzare a 360 gradi l’attuale contesto socio-politico palestinese significa anche prendere in considerazione la presenza, il ruolo e le esigenze della minoranza cristiana: se da un lato sono sempre di più i cristiani che emigrano altrove, coloro che restano in Palestina sono schierati a fianco della maggioranza musulmana per il riconoscimento dei diritti di tutti gli abitanti palestinesi.

Continua a leggere

“Le tavolette di Bahá’u’lláh”: parte del nuovo messaggio divino. Una recensione a cura di Tudor Petcu

Il nostro amico e collaboratore dott. Tudor Petcu ci invia dalla Romania un articolo con una recensione di un testo sacro dei fedeli Bahá’í insieme ad una prima introduzione a questa religione di origine islamica nata nel XIX secolo.

Presenti fin dagli inizi del XX secolo, prima della Seconda guerra mondiale i Bahá’í in Italia sono poche decine. In seguito il loro numero va gradatamente aumentando, fino alla formazione di un’Assemblea Spirituale Nazionale Italo-Svizzera nel 1953 e di un’Assemblea Spirituale Nazionale Italiana nel 1962, riconosciuta dallo Stato Italiano nel 1966. Attualmente sono presenti circa 3.000 fedeli, sparsi in un totale di cinquecento località sul territorio. Fra i Bahá’í italiani spicca la figura di Alessandro Bausani (1921-1989), iranista e islamista di fama internazionale. (da Cesnur.com, le religioni in Italia, un progetto a cura del CESNUR – Centro Studi sulle Nuove Religioni)

Continua a leggere

Dieci comandamenti o dieci parole? Haim Baharier

Quando il Santo Benedetto, diede la Torah a Israele vi fu un gran silenzio nel mondo: nessun uccello cinguettava, nessun bue muggì, nessun cavallo nitrì, nessun cane abbaiò e così nessun animale del mondo fece il proprio verso. Il vento si fermò, i ruscelli arrestarono il proprio corso, il mare non agitò più le proprie onde. Tutti gli uomini del mondo trattennero il loro respiro e nessuno parlava: un silenzio completo avvolse il mondo. Allora si udì la voce del Signore che disse tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto … ».

Haim Baharier è nato nel 1947 a Parigi da genitori ebrei di origine polacca, entrambi passati attraverso l’orrore di Auschwitz. Haim Baharier è stato allievo di Emmanuel Lévinas, uno dei maggiori filosofi del Novecento, e di Léon Askenazi, il padre della rinascita del pensiero ebraico in Francia. Matematico e psicoanalista, ma anche commerciante di preziosi e consulente aziendale, tiene da molti anni esclusive e memorabili lezioni di ermeneutica ed esegesi biblica. Vive con la sua famiglia a Milano.

Consigliamo le quattro lezioni di Haim Baharier a cura della Fondazione Cultura del Palazzo Ducale di Genova, del Centro Culturale Primo Levi e della Comunità Ebraica di Genova svolte dal 14 novembre al 5 dicembre 2016 nella Sala del Maggior Consiglio (da Palazzoducale.genova.it).

La Costituzione degli Israeliti, il Decalogo, che è una delle fonti culturali dell’Occidente, non è contemporanea alle narrazioni della Genesi, per cui esplicitamente le sue pretese non risultano universali. I suoi sviluppi teorici e pratici si realizzano lungo il cammino del popolo ebraico attraverso il deserto e, quindi, non entro i confini geopolitici cui accederà al termine di quel cammino. L’oggi vive in un deserto irto di pericoli. Per Baharier è giunto il momento di interrogare nuovamente il Decalogo, attualizzarne le parole, approfondirle.

Continua a leggere

Il cardinale Giusto

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Il clero di Genova fu vicino agli ebrei durante gli anni della persecuzione. Lo racconta un libro intitolato “Giusto tra le nazioni Pietro Boetto arcivescovo di Genova”, a cura della redazione del settimanale “Il Cittadino”, con il contributo della sezione ligure dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana).

Continua a leggere

Tre interviste a padre Camillo De Piaz

A cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz proponiamo, oltre al breve profilo biografico apparso su Settimanalediocesidicomo.it, anche tre interviste: la prima, a cura di Paolo Tognina all’interno del filmato “Camillo De Piaz, un prete sulla frontiera”, realizzato nel 2008 per la rubrica Segni dei Tempi della Radio Televisione della Svizzera italiana, la seconda pubblicata sul mensile Una città nel 2004 mentre la terza, realizzata nel 2001 sul tema della memoria, è sul sito di Federico Bario. Segnaliamo anche il sito Camillodepiaz.it, a cura di Bruno Ciapponi Landi.

Cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz

da Settimanalediocesidicomo.it

Sono passati cent’anni dalla nascita di Camillo De Piaz, avvenuta a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918; una lunga vita (muore nel gennaio del 2010) passata nel segno della coerenza e della fedeltà: coerenza anzitutto ai valori maturati negli anni di guerra, dopo essere stato assegnato, nel 1941, giovane padre servita, al convento di San Carlo a Milano; con lui, è l’amico di una vita, David Maria Turoldo. Insieme fanno del convento un punto di riferimento dell’antifascismo e della Resistenza milanese, così ricordato da Alda Merini: «Allora, in quella Milano di macerie, Davide e Camillo erano la luce di una città”.

Continua a leggere

I valdesi e la libertà per tutti

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La Festa del XVII Febbraio è alle porte: 170 anni fa, il 17 Febbraio 1848 Carlo Alberto firmava le Lettere Patenti con cui si concedevano (riconoscevano) i diritti civili e politici ai Valdesi e, poco dopo, il 29 Marzo, la stessa “concessione” veniva data agli Ebrei. Dopo secoli di persecuzioni, e di umiliazioni, ai cittadini valdesi venivano riconosciuti pari dignità e diritti.

Ne abbiamo parlato con il pastore valdese di Torino, Paolo Ribet. Tra domani e domenica, diversi eventi faranno da cornice alla fatidica data.

Continua a leggere

La storia della Shoah inizia da una fake news

da Kolot.it, “Voci”, newsletter di informazione sull’ebraismo.

Dall’antisemitismo all’Olocausto: ecco come si è arrivati alla pagina più nera della storia dell’umanità

In principio furono dicerie: fumosi proclami in nome di una presunta superiorità della razza ariana . Poi, con l’ascesa di  Hitler al potere (1933), gli slogan lasciarono posto a leggi discriminatorie. Così, in un crescendo, si arrivò ai ghetti, ai primi massacri e alla pianificazione della famigerata soluzione finale: il progetto che istituiva i campi di sterminio, luoghi deputati alla morte seriale di milioni di ebrei, le principali vittime della Shoah – anche se un’interpretazione più ampia di Olocausto contempla anche altre vittime: Rom, Sinti, comunisti, testimoni di Geova, gay e disabili.

Continua a leggere

Il peccato e l’eresia del separatismo razziale

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Ci sono diversi gradi di pregiudizio razziale ed etnico. Per molti, è una cosa molto inconsapevole, ma che si manifesta con il desiderio di stare vicino a quelli del tuo stesso tipo e di escludere gli altri… almeno in certi contesti. Ci sono tuttavia alcuni nella Chiesa ortodossa che sono apertamente razzisti e antisemiti e che hanno ragioni ideologiche per le proprie opinioni. Tali persone sono fortunatamente una piccola minoranza, ma anche se non dovremmo esagerare la loro importanza, spingendo il problema al di fuori di ogni proporzione, non dobbiamo sottovalutarli. Come per ogni peccato, dobbiamo dire chiaramente ciò che dice la Chiesa. Inoltre, dobbiamo combattere anche le forme inconsce di razzismo e di etnocentrismo, perché queste cose sono barriere che impediscono alla gente di entrare nella Chiesa ortodossa.

Continua a leggere

Il cammino sull’acqua di madre Marija

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Ci sono due vie:
Una via calca la terraferma
Fa quel ch’è giusto e ragionevole
Misura, soppesa, prevede.
Ma l’altra via attraversa le acque.
Non puoi più misurare né prevedere.
Devi solo credere senza sosta.
Basterebbe un istante, ed ecco affondi.
«Una delle donne più straordinarie del Novecento» la definiva Nikolaj Berdjaev: pittrice, poetessa, rivoluzionaria ed esule, madre e monaca, testimone di Cristo fino alla morte nel lager di Ravensbrück, il 31 marzo 1945. Di madre (mat’) Marija (Skobcova), nata Elizaveta Pilenko l’8 dicembre 1891, si conosce soprattutto e giustamente l’impegno intellettuale ed ecclesiale nella diaspora ortodossa, l’inconsueta parabola monastica, l’aver salvato dei bambini ebrei durante l’occupazione nazista.

Continua a leggere

Liliana Segre senatrice a vita. La nomina dal Capo dello Stato

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha nominato nelle scorse ore Liliana Segre, Testimone della Shoah sopravvissuta ad Auschwitz, Senatore a vita della Repubblica italiana. “La vita è molto strana, sono così vecchia che purtroppo mi ricordo delle leggi razziste di 80 anni fa. Allora la mia colpa era quella di essere nata. Oggi mi viene riconosciuto come merito. Questo ho detto al Presidente quando mi ha chiamato per annunciarmi la nomina”, spiega a Pagine Ebraiche Segre, pochi minuti dopo la telefonata con Mattarella.

“Il Presidente Mattarella mi ha chiamata poco fa e mi ha dato la notizia. È un’onorificenza molto bella, di cui andare orgogliosi – ha sottolineato ancora la Testimone a Pagine Ebraiche – ma la mia vita non cambia, continuerò a dare la precedenza alle scuole. Il mio compito è quello di parlare ai ragazzi e non smetterò di farlo”.

Continua a leggere

Elisabeth Behr-Sigel: una grande donna dell’Ortodossia in Occidente. Intervista di Tudor Petcu a padre Michael Plekon

La signora Elisabeth Behr Sigel è stata una delle più significative donne e teologhe ortodosse del XX secolo in occidente. Era nata in Alsazia, in Francia nel 1907. Suo padre era protestante e sua madre ebrea. Studiò teologia presso la Facoltà protestante a Strasburgo e iniziò un ministero pastorale. Dopo poco tempo andò a Parigi per studiare teologia. Durante i suoi studi entrò in contatto con la diaspora ortodossa russa e si unì alla Chiesa ortodossa attraverso i suoi amici e colleghi dell’emigrazione russa. Fu influenzata da alcune delle più importanti figure teologiche dell’epoca (Metropolitan Evlogy, Vladimir Lossky, Paul Evdokimov, Lev Gillet, Maria Skobtsova, ecc.). All’età di 24 anni, abbracciò ufficialmente l’ortodossia. Col tempo incontrò e sposò un immigrato e ingegnere russo Andrý Behr. Durante la seconda guerra mondiale a Nancy, dove Elisabeth insegnava nel sistema scolastico pubblico e viveva con la famiglia, era attiva nel movimento di resistenza durante l’occupazione nazista. Dopo la guerra insegnò all’Istituto cattolico di Parigi, alla Facoltà teologica di San Sergio, all’Istituto ecumenico di Tantur vicino a Gerusalemme e al Collegio domenicano di Ottawa. Behr-Sigel insegnò in tutto il mondo e pubblicò molti libri e articoli ortodossi in inglese, francese e tedesco. Ha dedicato molto tempo ed energie alla promozione delle donne nella Chiesa ortodossa – rispettosamente, quasi con umiltà ma con ferma convinzione e solidi argomenti teologici. È diventata nota per la sua instancabile attività ecumenica. Il 26 novembre 2005, Elisabeth Behr-Sigel è morta mentre leggeva a letto. Aveva 98 anni.

Proprio di Elisabeth Behr-Sigel ci parla padre Michael Plekon (sacerdote ortodosso, sociologo e teologo statunitense) intervistato dal dottor Tudor Pectu. Continua a leggere