Sogni e speranza, per la politica che verrà

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

L’improvviso palesarsi all’orizzonte delle elezioni politiche – per certi versi una pratica alla quale non eravamo più abituati – non può che sollevare reazioni, considerazioni e aspettative diverse, dal classico disilluso («tanto non cambia niente») al cittadino impegnato che prende seriamente il proprio dovere civico, preparandosi e informandosi «dalla mattina a notte fonda» (sullo stile, per gli appassionati, del rag. Ugo Fantozzi). D’altra parte, soprattutto di questi tempi, non è facile sentirsi liberi di esprimere un proprio parere, specie se all’interno di una cornice chiaramente di fede, per giunta cristiana. Il riferimento ovviamente è alla non poco velata strumentalizzazione di un certo devozionalismo di matrice cristiana (almeno in superficie), che in maniera grottesca mischia politica e credenza (corrompendo entrambe), facendo così perdere a priori credibilità a qualsiasi parere “dal sapore cristiano” in ambito politico.

Queste poche battute, allora, non vogliono suggerire delle preferenze né tanto meno mettere in luce dinamiche, problematiche o aspettative che da più parti, comunque, in questi giorni potremo sentire, percepire e più o meno condividere. L’intenzione, piuttosto, è esprimere a voce alta una speranza, un desiderio, volgendo lo sguardo «alla politica che verrà».

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«Vedendo come sta andando questo mondo guidato da adulti e da anziani, sembra che forse dovreste essere voi giovani a educare gli adulti alla fraternità e alla convivenza pacifica!»

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI ALLA CONFERENZA EUROPEA DEI GIOVANI [PRAGA, 11-13 LUGLIO 2022]

Cari giovani!

Sono molto contento di rivolgermi a voi che state partecipando alla Conferenza europea dei giovani. Vorrei dirvi qualcosa che mi sta molto a cuore. Anzitutto vorrei invitarvi a trasformare il “vecchio continente” in un “nuovo continente”, e questo è possibile solo con voi. So che la vostra generazione ha alcune buone carte da giocare: siete giovani attenti, meno ideologizzati, abituati a studiare in altri Paesi europei, aperti a esperienze di volontariato, sensibili ai temi dell’ambiente. Per questo sento che c’è speranza.

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Dugin e la Russia di Putin. I fondamenti dell’ideologia di Aleksandr Gel’evič Dugin

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

L’Europa occidentale è decadente, perde tutta l’identità e questa non è la conseguenza di processi naturali, ma ideologici. Le élites liberal vogliono che l’Europa perda la propria identità, con la politica dell’immigrazione e del gender. (…) L’Europa sarà sempre più contraddittoria, sempre più idiota. I russi devono salvare l’Europa dalle élites liberal che la stanno distruggendo (…). I paesi vicini alla Russia erano costruzioni artificiali dopo il crollo dell’Unione sovietica e non esistevano prima del comunismo. Sono il risultato del crollo comunista. Erano invece parte di una civiltà euroasiatica e dell’impero russo prerivoluzionario. Non c’è aggressione di Putin, ma restaurazione di una civiltà russa che si era dissolta.

Aleksandr Dugin, intervista rilasciata a Giulio Meotti, il Foglio, 2 marzo 2017

Questa non è una guerra con l’Ucraina. È un confronto con il globalismo come fenomeno planetario integrale. È un confronto a tutti i livelli, geopolitico e ideologico. La Russia rifiuta tutto nel globalismo, unipolarismo, atlantismo, da un lato, e liberalismo, anti-tradizione, tecnocrazia, Grande Reset, in una parola, dall’altro. È chiaro che tutti i leader europei fanno parte dell’élite liberale atlantista. E noi siamo in guerra esattamente con questo.

Aleksandr Dugin, Agenzia Stampa Italia, 4 marzo 2022

Aleksandr Gelevic Dugin è un ideologo russo, conosciuto in tutto il mondo come il principale esponente della corrente di pensiero definita “eurasiatismo”, in base alla quale esiste uno spazio geopolitico a cavallo fra l’Europa e l’Asia che rappresenta un unicum, alternativo – culturalmente e politicamente – all’Occidente atlantista e all’Oriente. Uno spazio caratterizzato da valori storicamente determinati e universali, irriducibile alle suggestioni della modernità e della mondializzazione.

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I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 5 giugno 2022

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

È iniziato il nuovo anno liturgico-pastorale.
Prosegue per il quarto anno consecutivo la proposta di meditazione al Vangelo della domenica con il consueto sussidio.

Alleghiamo di seguito la presentazione della nuova modalità di raccolta delle meditazioni stesse.
Il sussidio, aggiornato ogni settimana, rimane strumento di accompagnamento all’Ascolto e alla meditazione della Parola, per chiunque avesse occasione di utilizzarlo, in preparazione di incontri parrocchiali o familiari, o anche per momenti di riflessione personale.

L’équipe pastorale Caritas

Leggi la presentazione della proposta

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Una dichiarazione sulla dottrina del “mondo russo” (Russkii mir)

Un gruppo di teologi ortodossi di tutto il mondo ha pubblicato la seguente dichiarazione (la traduzione è dei teologi cattolici Fabrizio Bosin e Gianluca Montaldi), nella quale, sostanzialmente, si condanna come eretica la variante kyrilliana del cosiddetto filetismo, una dottrina sul rapporto tra fede ortodossa e appartenenza etnica e nazionale.

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Dalla parte di Marta. Un testo di Giovanni Bianchi

Dalla nota introduttiva di «Dalla parte di Marta. Per una teologia del lavoro».

Per secoli nella spiritualità cristiana parlando delle due sorelle di Lazzaro, è stata esaltata la nobiltà dell’atteggiamento contemplativo di Maria rispetto al l’umile ma concreto servizio di Marta. In questo libro sul lavoro, in antitesi con eccessive ed oggi anacronistiche esalazioni, ci mettiamo significativamente “dalla parte di Marta”, dalla parte del lavoro povero. Più che di una scelta ideologica, si tratta di realismo.

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Democrazia e diritti. Alcuni spunti dai discorsi del viaggio apostolico di sua Santità Francesco a Cipro e in Grecia

La perla

Incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico a Nicosia (Cipro)

Una perla, infatti, diventa quello che è perché si forma nel tempo: richiede anni perché le varie stratificazioni la rendano compatta e lucente. Così la bellezza di questa terra deriva dalle culture che nei secoli si sono incontrate e mescolate. Anche oggi la luce di Cipro ha molte sfaccettature: tanti sono i popoli e le genti che, con diverse tinte, compongono la gamma cromatica di questa popolazione. Penso pure alla presenza di molti immigrati, percentualmente la più rilevante tra i Paesi dell’Unione Europea. Custodire la bellezza multicolore e poliedrica dell’insieme non è facile. Richiede, come nella formazione della perla, tempo e pazienza, domanda uno sguardo ampio che abbracci la varietà delle culture e si protenda al futuro con lungimiranza. È importante, in questo senso, tutelare e promuovere ogni componente della società, in modo speciale quelle statisticamente minoritarie. Penso anche a vari enti cattolici che beneficerebbero di un opportuno riconoscimento istituzionale, perché il contributo che recano alla società attraverso le loro attività, in particolare educative e caritative, sia ben definito dal punto di vista legale.

Una perla porta alla luce la sua bellezza in circostanze difficili. Nasce nell’oscurità, quando l’ostrica “soffre” dopo aver subito una visita inattesa che ne mina l’incolumità, come ad esempio un granello di sabbia che la irrita. Per proteggersi reagisce assimilando quanto l’ha ferita: avvolge ciò che per lei è pericoloso ed estraneo e lo trasforma in bellezza, in una perla.

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«Il centralismo della civiltà dei consumi». Un articolo di Pier Paolo Pasolini

Da “Scritti Corsari” di Pier Paolo Pasolini [L’articolo era apparso sul “Corriere della Sera” il 9 dicembre 1973 con il titolo “Sfida ai dirigenti della televisione” – L’ultima parte dell’articolo (la “sfida”, appunto, non appare in Scritti corsari. Può essere reperita in Pasolini. Saggi sulla politica e sulla società, Meridiani (edizione diretta da Walter Siti, Mondadori 1999)].

Molti lamentano (in questo frangente dell’austerity) i disagi dovuti alla mancanza di una vita sociale e culturale organizzata fuori dal Centro “cattivo” nelle periferie “buone” (viste con dormitori senza verde, senza servizi, senza autonomia, senza più reali rapporti umani). Lamento retorico. Se infatti ciò di cui nelle periferie si lamenta la mancanza, ci fosse, esso sarebbe comunque organizzato dal Centro. Quello stesso Centro che, in pochi anni, ha distrutto tutte le culture periferiche dalle quali, appunto, fino a pochi anni fa, era assicurata una vita propria, sostanzialmente libera, anche alle periferie più povere e addirittura miserabili.

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Cattolici e marginalità. Lo spazio politico è da riconquistare, ma con le idee

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Sento da più parti del mondo cattolico alcuni voci relative al fatto che nel Governo Draghi i cattolici siano poco rappresentati. Non so dove abbiano ricavato questo giudizio, a quali parametri  facciano riferimento. Confesso la mia fatica a trovare  ragioni per le quali i “cattolici” (termine usato spesso in modo disinvolto)  debbano esigere spazio e visibilità. Non che non sia importante la presenza di laici cristianamente  ispirati ma la questione mi pare più complessa.

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Chi scrive la storia

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

“La storia è scritta dai vincitori” è un luogo comune molto diffuso ma pericoloso, spesso citato a sostegno di tesi negazioniste o per rivalutare il fascismo, oppure, nel migliore dei casi, utilizzato per mettere in dubbio a priori qualunque genere di ricerca storica. Ma tendenzialmente, a parte il fastidio che proviamo per l’uso distorto che ne viene fatto, tendiamo a prenderlo per buono. A mio parere, invece, oltre ad essere fastidioso e pericoloso è anche frequentemente falso.

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Dürrenmatt e la religione, un binomio da scoprire

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

L’opera letteraria dello svizzero Friedrich Dürrenmatt (1921-1990), tra i maggiori autori di lingua tedesca del 20.esimo secolo, di cui oggi ricorre il centenario della nascita, può senz’altro essere associata alla religione. Ne è convinto il teologo Andreas Mauz, ricercatore presso l’Istituto di ermeneutica e filosofia della religione dell’Università di Zurigo, curatore – insieme a Ulrich Weber e Martin Stingelin – del manuale Dürrenmatt – Handbuch. Leben, Werk, Wirkung, edito da J.B. Metzler (per lo Spriger-Verlag), e in uscita in questi giorni.

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“Il villaggio rumeno: dalla trascendenza idealizzata alla rappresentazione dell’identità nazionale”. Un articolo di Tudor Petcu

La cultura rumena, spesso segnata durante la sua evoluzione dalle fiamme mistificanti della fede nel Misterioso Invisibile, abbondava dell’amore emblematico per l’ambiente rurale che incorniciava in un orizzonte speciale che merita un’attenzione particolare. Niente che rappresenti l’universo delle creazioni artistiche, letterarie e filosofiche nello spazio rumeno sembra essere più presente del villaggio percepito, senza esagerare, come una magia della nostra matrice identitaria. Dove e perché questo culto per il villaggio rumeno potrebbe non essere una domanda da porsi, poiché un amore non deve necessariamente avere delle basi, essendo basato semplicemente sull’estasi dell’abbandono. E se ricordava ancora le creazioni culturali romene, un tale abbandono si è manifestato con forza, facendoci comprendere in qualche modo il significato di semplicità proprio dell’ambiente rurale come paradossale ricchezza di vita.

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Lezioni sullo Gnosticismo

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Ciclo di Lezioni sullo gnosticismo cristiano, curato dal Prof. Edmondo Lupieri. In questa serie di lezioni vengono approfondite le tematiche alla storia e allo sviluppo ideologico dei movimenti gnostici cristiani, per fare luce su uno dei momenti di maggior fermento ideologico della storia del cristianesimo delle origini. 

I puntata

Inizia il nostro percorso alla scoperta dello gnosticismo cristiano. Attraverso le spiegazioni del Prof. Lupieri, approfondiremo i concetti e le idee alla base di questo affascinante periodo della Storia del Cristianesimo.

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Al Paese non serve un altro partito di ispirazione cristiana. Servono cristiani che hanno voglia di cambiare il mondo

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Due anni fa Democrazia Solidale, il progetto sostenuto da alcuni esponenti di rilievo della Comunità di Sant’Egidio, ora Insieme, la formazione promossa da Stefano Zamagni e presentata a Roma il 4 ottobre scorso. Ritorna, con una certa frequenza, la tentazione di dare vita ad un partito di ispirazione cristiana. L’obiettivo dichiarato da tutti è – in vista di una prossima legge elettorale – di posizionarsi al centro dello schieramento politico e porre rimedio alla diaspora, che dura da più di trent’anni, dei cattolici che, orfani della Democrazia Cristiana, si sono divisi e dissolti nei due schieramenti. Rendendo, molto spesso, irrilevanti le istanze di cui sono portatori. Un “lievito” che, a detta dell’economista bolognese, è stato “devitalizzato”, perché se non raggiunge la soglia critica, non riesce a svolgere la sua funzione. Un lievito che è stato incapace di dare vita ad una classe dirigente di ispirazione cristiana degna di stare dentro, con competenza, le trasformazioni in atto nel nostro Paese.  

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Dalle militanze al volontariato. un approfondimento critico con interventi di Alberto Burgio e di Giovanni Bianchi

Si è tenuto sabato pomeriggio 11 maggio 2013, a Como presso la Circoscrizione 3 di Camerlata, un approfondimento promosso dall’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta con la partecipazione di Acli, Cgil, Cisl e Uil, dedicato al tema dell’evoluzione dell’impegno sociale e politico “dalle militanze al volontariato”.

Due interventi molti densi di Alberto Burgio e di Giovanni Bianchi hanno affrontato l’argomento calandolo nella prospettiva storica della crisi delle democrazie occidentali, dello “stato fiscale” e delle organizzazioni di massa della sinistra. Il passaggio dalle forme di impegno sociale e politico tipiche degli anni Sessanta e Settanta a quelle del nuovo millennio è al tempo stesso radicale e sfumato: i due modelli differiscono per molti aspetti (per esempio la sottolineatura dell’impegno “per il presente” rispetto a quello “per il futuro”), ma hanno anche molti tratti in comune. Dalle analisi convergenti dei due “testimoni privilegiati” – uno afferente al mondo della sinistra di classe, l’altro a quello della sinistra cattolica – è emerso il ruolo centrale delle organizzazioni di massa, la cui scomparsa o radicale mutazione è ciò che davvero fa la differenza tra oggi e i decenni passati. I due interventi seguiti con molta attenzione dal numeroso pubblico convenuto hanno fornito materia di molte riflessioni, stimoli a molti approfondimenti che potranno venire nello sviluppo del progetto “Lavoro/memoria”.

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#Raccontiamolarepubblica con la Scuola di Pace di Monte Sole e i monaci della Piccola Famiglia dell’Annunziata

dalla pagina Facebook della Scuola di Pace di Monte Sole, formazione ed educazione alla pace, alla trasformazione non violenta dei conflitti, al rispetto dei diritti umani, per la convivenza pacifica.

Durante il corso di tutta la sua vita Giuseppe Dossetti ha abitato molti luoghi. Genova, dove era nato; Cavriago, Bologna e Milano dove si è formato; Reggio Emilia, dove ha resistito; Roma, dove ha militato; Monteveglio, la Giordania e l’India dove ha studiato e meditato. Ha deciso poi però di dimorare a Monte Sole, al Cimitero di Casaglia. Ha deciso cioè di trattenersi, facendosi esso stesso silenzio, nel silenzio di quella terra.

Chiunque abbia fatto esperienza di Monte Sole, tuttavia, sa che quel silenzio è un silenzio colmo di domande che ispirano l’azione, di quesiti aperti che invitano all’esplorazione della complessità.

Ecco allora che abbiamo pensato, per questo 2 giugno 2020, di allontanarci dai rombi superficialmente patriottici per scandagliare la tela di un’opera d’arte: la Carta Costituzionale.

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