I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 19 aprile 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

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I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 12 aprile 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

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#SantoDelGiorno di Giovanni Scifoni – 12 aprile – Risurrezione di Gesù. Una Pasqua diversa da tutte le altre

Dalla pagina facebook di Giovanni Scifoni, attore, scrittore, regista teatrale.

Prendo sempre in prestito solo alcuni aspetti della vita dei santi per innescare riflessioni di vario genere, la profondità di spirito e l’eroismo di questi grandi uomini. Il nostro Santo Del Giorno è un’esperimento creativo che nasce dalla gratitudine. I santi ispirano la vita e le scelte della nostra famiglia, da sempre.

Giovanni Scifoni

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Tocca a noi difendere Dio. Vivere la Pasqua in questo tempo

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Il silenzio di Dio

Non è il problema della verità che mi preoccupa. Voglio sapere se il punto di vista religioso ha un significato oggi. Trova una risposta, Lurie. Fa’ a pezzi la Bibbia e vedi se è qualcosa di più, oggi, dellIliade o dellOdissea. Trova quella risposta.

Cosi Chaim Potok, il magnifico cantore degli ebrei di Brooklin, in uno dei suoi libri più belli, un vero e proprio romanzo di formazione (In principio, Garzanti). La questione posta da Potok è risuonata prepotente in questo tempo. Tempo di dolore e di morte, tempo di domande e di grandi interrogazioni. Tempo dove Dio, a molti, è parso muto e lontano. 

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Perché si canta la canzone “Chad gadià”, “Un capretto”, alla fine del Seder?

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Non tutti i testi delle haggadot shel Pesach concordano: alcuni pongono i piutim, gli inni finali, davvero alla fine, dopo che ci si è scambiati l’augurio: le-shanà ha-baà b-Yirushalayim, l’anno prossimo a Gerusalemme; ma altre edizioni a stampa li pongono subito prima (come il testo assai diffuso in Italia a cura di Alfredo Toaff). Per quasi tutti ormai il canto davvero conclusivo è l’Hatiqvà, l’inno nazionale dello Stato di Israele. Ma tradizionalmente il seder di Pesach si conclude con alcune canzoni di natura religioso-pedagogica, le cui melodie e parole sembrano cariche di affettuosi e indelebili ricordi familiari. Non essendo tecnicamente parte del seder, questi piutim sono a volte cantati non in ebraico o aramaico – come nell’originale – ma in lingua volgare, variando da comunità o comunità o addirittura da famiglia a famiglia (come le ricette del charoset). Il fatto che compaiano sin dall’inizio nelle versioni stampate attesta che la loro recitazione risale a un uso antico, sebbene i testi possano essere più recenti. E’ il caso probabilmente del popolare piut noto con il titolo di Chad gadià, “un capretto”, che per alcuni studiosi sarebbe stato diffuso in ambito ashkenazita, nel XV secolo, a imitazione di un canto popolare tedesco. Secondo gli storici (tra tutti va ricordato Josef Hayim Yerushalmi, che ha scritto una voluminosa storia delle haggadot pasquali), esso compare per la pima volta a Praga nel 1590.

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Il cristianesimo non offre risposte sul Coronavirus. Non dovrebbe.

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Nicholas Thomas Wright è un vescovo anglicano e teologo inglese. È vescovo di Durham e uno dei principali studiosi del Nuovo Testamento del mondo anglosassone, nonché autore prolifico: in Italia i suoi libri sono stati pubblicati dalla casa editrice Claudiana, fra questi “Che cosa ha veramente detto Paolo”, “Gesù di Nazareth. Sfide e provocazioni”, “Risurrezione”, ” Quale Gesù. Due letture”, “L’apostolo Paolo”.

E’ docente di Nuovo Testamento all’università scozzese St. Andrews, la più antica della Scozia.

È considerato un esponente dell’evangelicalismo moderato e uno dei maggiori interpreti della cosiddetta “Terza ricerca del Gesù storico”.

Wright ha pubblicato un articolo sullo storico settimanale statunitense Time, dedicato alle risposte che vengono chieste al cristianesimo in tempi di crisi, per cui anche in questi tempi dominati dalla paura per l’esplosione del Coronavirus.

Peter Ciaccio, pastore della chiesa valdese di Palermo, ne ha tradotto ampi stralci che riporoniamo qui di seguito quali interessanti spunti di riflessione.

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I consigli di un monaco per chi è bloccato in casa

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Le restrizioni imposte a tutta l’Italia per contenere il nuovo coronavirus ci fanno vivere momenti imprevisti e poco confortevoli.

Stare a casa, al di là della serenità passeggera dei primi giorni di “ferie forzate”, può presto farci vivere momenti di noia e di disperazione. Qui possono essere d’aiuto le persone che fanno dell’isolamento un loro stile e ideale di vita: i monaci e le monache.

Eccovi i suggerimenti del vostro parroco, che da monaco al servizio di una parrocchia ha avuto molte occasioni di riflettere sul tema dell’isolamento in casa, e forse (giudicate voi…) può aiutarvi a passare al meglio questo periodo.

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“Io resto a casa, Signore”. La preghiera di mons. Giudice, vescovo di Nocera inferiore – Sarno

Io resto a casa, Signore!
Ed oggi mi accorgo che, anche questo,
me lo hai insegnato Tu
rimanendo, in obbedienza al Padre,
per trent’anni nella casa di Nazareth
in attesa della grande missione.

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La parola di Dio non spiega nulla ma illumina tutto, di padre Pio Parisi

da Incontripioparisi.it, Incontri Pio Parisi, discernimento e solidarietà.

Vedi, oggi ti do autorità
sopra le nazioni e sopra i regni
per sradicare e demolire,
per distruggere e abbattere,
per edificare e piantare.

Ger 1,10

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti,ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.

Ebr 1,1-2

Spiegare è necessario come respirare

Cerchiamo di capire quel che siamo e quel che accade dal più piccolo neo del nostro corpo, alle svolte della storia e all’evoluzione del cosmo. Cerchiamo di spiegarci e di spiegare ad altri continuamente, con tutte le facoltà della mente e del cuore, con tutti quelli che ci possono aiutare a capire, con tutti i maestri. Così andiamo avanti in diversi modi spiegando a noi e agli altri, correggendo le spiegazioni sbagliate. Ma ci sono questioni che non hanno spiegazione: perché si vive, perché si muore, quale il significato ultimo di ogni cosa, della nostra vita mortale. Ci troviamo davanti a un muro invalicabile.

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Introduzione alla Grande Quaresima

da Larpadidavide.blogspot.com, Blog cristiano ortodosso – Spiritualità, storia, teologia, patristica, musica, arte e non solo.

La penitenza-conversione è il principio e la condizione di una vera vita cristiana. La prima parola di Cristo quando cominciò a predicare fu: “Convertitevi” (Matteo 4, 17). Ma cos’è la penitenza? Nella corsa precipitosa della nostra vita quotidiana non abbiamo tempo per pensare a ciò e semplicemente riteniamo che tutto ciò che dobbiamo fare si riduce all’astensione da certi cibi, al tagliar corto con i divertimenti, all’andare a confessarci, ad ottenere l’assoluzione dal sacerdote e ricevere (una volta l’anno!) la Comunione e quindi considerarci perfettamente “in ordine” sino al prossimo anno. Tuttavia ci deve essere una ragione perché la Chiesa abbia scelto sette settimane come un periodo particolare per la penitenza e perché ci inviti ad un lungo e faticoso sforzo spirituale. Tutto ciò deve certamente riguardare me, la mia fede, la mia vita, la mia appartenenza alla Chiesa. Non è dunque mio principale dovere cercare di comprendere l’insegnamento della mia Chiesa sulla Quaresima, e di essere ortodosso non solo a parole, ma anche in realtà?

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Gli animali nel Nuovo Testamento

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Gli animali sono ben presenti nel Nuovo Testamento, dove in genere assumono un ruolo simbolico, sia esso positivo o negativo. Se certo non faceva parte di quella cultura la sensibilità animalista che si sta sviluppando oggi, questo non ci impedisce di cogliere, soprattutto dietro alcune parole di Gesù, attenzione e amore per il creato.

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Conosciamo la Bibbia: Vangelo secondo Giovanni. Un corso biblico di don Claudio Doglio

da Dondoglio.wordpress.com, il blog di don Claudio Doglio.

Proponiamo un nuovo ciclo di Conosciamo la Bibbia, questa volta sul Vangelo secondo Giovanni. A cura di don Claudio Doglio.

Prima puntata

  • Giovanni, un Vangelo simbolico

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Bereshit 17 Stranieri in una terra non loro. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.

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“I segni della nostra Pasqua”, di don Primo Mazzolari

Don Primo Mazzolari (1890-1959): parroco, predicatore, conferenziere, scrittore, giornalista e polemista. In tutto e soprattutto, sempre: Sacerdote, uomo di Dio. Non ci sono schemi in cui possa essere racchiusa la sua opera, perché il suo metodo era l’amore, un amore senza misura. Nella sua vita don Primo aveva in realtà avvertito il Cristo e lo aveva fatto avvertire, oltre che nel mistero dell’Eucaristia, nella stessa presenza dei poveri: il tesoro come egli diceva della sua parrocchia. Aveva qualcosa del profeta che parla senza preoccuparsi dei rischi personali che la sua parola gli può far correre. Autentico scrittore sa interessare, conquistare, convincere; sa stabilire una giusta sintesi tra il passato e il nuovo, tra la cultura e la vita, rimanendo ancorato a sicuri principi che danno il senso esatto della situazione.

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Pesach e il ruolo del lievito

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Sembra che i primi a sviluppare la tecnologia della lievitazione per produrre il pane (e il vino) siano stati gli egizi. I due compagni di sventura di Giuseppe nella prigione del Faraone erano il coppiere ed il panettiere. Entrambi addetti a funzioni collegate alla lievitazione: la produzione del vino e quella del pane.

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La Luce e il cieco. Omelia di p. Georgy Kochetkov

Omelia di p. Georgy Kochetkov per il brano del vangelo secondo Giovanni 9,1-28.

Fratelli e sorelle, cristiani!

Abbiamo sentito un brano del vangelo secondo Giovanni dove si racconta come Gesù ha guarito un cieco fin dalla nascita. Non è per caso che si legge questo brano in questo periodo, tra la Pasqua e la Pentecoste. Questo periodo è illuminato dalla luce della conoscenza di Dio e della professione di fede in Gesù come Figlio di Dio così come viene rivelato nel vangelo secondo Giovanni.

Vi ricordo anche che non è un caso che, nella chiesa antica, il vangelo secondo Giovanni si leggesse subito dopo il battesimo perché i battesimi erano celebrati proprio a Pasqua. Questo vangelo si legge dopo che le persone nei loro cuori si uniscono con la Luce di Cristo, dopo aver cominciato a partecipare regolarmente ai sacramenti della Chiesa.

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Discorso di Papa Francesco ad Alessano, dov’è sepolto don Tonino Bello

Alessano è la prima tappa della visita in Puglia, in occasione del 25esimo anniversario della morte di don Tonino. Il Papa è stato accolto da mons. Vito Angiuli, e dal sindaco di Alessano, Francesca Torsello. Poi la preghiera davanti alla lapide del “Servo di Dio”. Una tomba semplice e spoglia, come era nello stile di chi oggi vi riposa, con su scritto «Don Tonino Bello, terziario francescano, vescovo di Molfetta-Rivo-Giovinazzo-Terlizzi». Lo stesso vuoto apparente in cui è stata trovata la curia dove don Tonino è stato vescovo. Sì, perché egli ha donato persino sedie e suppellettili ai poveri. Poi la deposizione di un mazzo di fiori bianchi e gialli e l’abbraccio ai familiari dell’ex vescovo di Molfetta, in particolare i due fratelli Trifone e Marcello, i nipoti e i rispettivi figli. Il Papa si è raccolto in preghiera anche davanti alla vicina tomba della madre di don Tonino. Quindi l’incontro con i fedeli che lo aspettavano – sin dalle prime luci dell’alba – nel piazzale antistante il cimitero. Benedizioni, carezze e baci ai bambini. Oltre ventimila le persone presenti, un calore degno delle genti che abitano il Salento e che si sono sentite felici perché il Papa ha scelto di onorare don Tonino Bello venendo nella Terra che gli ha dato i Natali, in una tappa che, anche se fugace, è stata densa di significato.

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Gli auguri di Pasqua 2018 di papa Tawadros a papa Francesco e quelli ai copti di tutto il mondo

da Diocesicoptamilano.com, diocesi cristiana copta ortodossa di Milano.

Tawadros II, capo della Chiesa copta ortodossa e patriarca di Alessandria, ha voluto far giungere ai suoi fedeli il tradizionale discorso pasquale e a papa Francesco i suoi auguri di Buona Pasqua in un video-messaggio girato dall’agenzia SIR. Le Chiese ortodosse celebrano la Pasqua una settimana dopo rispetto ai cattolici, quest’anno domenica 8 aprile, secondo il calendario giuliano.

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Pasqua 2018: i messaggi dei patriarchi Bartolomeo e Kirill

da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta e da Ortodossia.org, sito ufficiale dell’Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia.

Mettiamo a disposizione il messaggio per la Pasqua ortodossa 2018 di S.S. Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, e quello di S.S. Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

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Il percorso della libertà

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Pesach ci ricorda, anno dopo anno, il lungo percorso che ci aspetta verso la libertà, materiale e interiore. Libertà profonda e consapevole, ancestrale. Una sorta di psico-DNA, che nulla ha da spartire con quello del sangue, e che io chiamo identità.

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