La Settimana Santa in un dipinto: La Passione di Cristo di Hans Memling

La Passione di Cristo detto anche la Passione di Torino è un dipinto a olio su tavola (56,7×92,2 cm) di Hans Memling, databile al 1470-1471 circa e conservato nella Galleria Sabauda di Torino. La “Passione di Cristo” di Hans Memling ci porta dentro il vangelo, dalla Domenica delle Palme alla morte e resurrezione di Gesù (video dal canale YouTube di Lorenzo Galliani).

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Don Lorenzo Milani e l’emergenza educativa

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

Figlio di una famiglia dell’alta borghesia intellettuale fiorentina, Lorenzo Milani nacque a Firenze il 27 maggio 1923. Il padre era laureato in chimica, poeta, filologo, conosceva sei lingue. La madre, Alice Weiss, era una donna colta di origine ebrea.

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Dürrenmatt e la religione, un binomio da scoprire

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

L’opera letteraria dello svizzero Friedrich Dürrenmatt (1921-1990), tra i maggiori autori di lingua tedesca del 20.esimo secolo, di cui oggi ricorre il centenario della nascita, può senz’altro essere associata alla religione. Ne è convinto il teologo Andreas Mauz, ricercatore presso l’Istituto di ermeneutica e filosofia della religione dell’Università di Zurigo, curatore – insieme a Ulrich Weber e Martin Stingelin – del manuale Dürrenmatt – Handbuch. Leben, Werk, Wirkung, edito da J.B. Metzler (per lo Spriger-Verlag), e in uscita in questi giorni.

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«Vie di santità senza confini. I nostri maestri». Madre Marija (Skobcova)

Nel 2013 veniva pubblicato un singolare libro bilingue, in russo e in italiano, dal titolo Vie di santità senza confini – i nostri maestri, tappa di un percorso di amicizia e di reciproca conoscenza tra ACLI e l’Unione delle piccole fraternità ortodosse della Trasfigurazione. Su La Bottega di Nazareth era già stata pubblicata il bell’intervento di introduzione di Giovanni Bianchi dal titolo Cercare maestri. Proponiamo nella traduzione italiana il “ritratto” biografico di madre Maria Skobcova a cura degli amici russi delle fraternità della Trasfigurazione.

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La Santa Madre Maria Skobtsova: donna dai mille volti, madre in mille modi

da Larpadidavide.blogspot.com, Blog cristiano ortodosso – Spiritualità, storia, teologia, patristica, musica, arte e non solo.

Questo articolo, adattato da uno scritto del 1999 del rev. P. Michael Plekon, e pubblicato originariamente sull’ottimo sito Ortodossia-russa.net è un ritratto vibrante e significativo della Santa Martire Maria che ho piacere di condividere ricordando la sua canonizzazione (1° maggio 2004) assieme ai suoi compagni nel martirio, P. Dimitri Klépinine, Iuri Skobtsov (figlio di Madre Maria), Elia Fondaminski, e del Sacerdote Alexis Medvedkov, dal Santo Sinodo della Chiesa di Costantinopoli.

Suggerisco anche il post del blog della Chiesa russa in Francia “Parlons d’Orthodoxie” che segnala un servizio dedicato “à une des figures les plus marquantes de la sainteté orthodoxe contemporaine en France : Mère Marie SKOBTSOV (+1891-1945)” 

Ci sono poche figure del nostro tempo così radicali, insolite e complesse come Elisabeth Pilenko, che in seguito alla tonsura monastica prenderà il nome di Madre Maria. (La migliore biografia è stata scritta da Sergei Hackel: Pearl of Great Price, Crestwood NY: St. Vladimir’s Seminary Press, 1981).

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Stupore e bellezza di un incontro

da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.

La Santa Rus’ non è un’idea politica, non coincide con i confini della Federazione russa, non è una bandiera o un progetto imperiale. La Santa Rus’ è Vangelo incarnato, vita in Cristo, testimonianza di fede e di vita illuminata e tramandata attraverso i secoli dai grandi santi della Rus’, dai grandi principi Vladimir e Olga a san Sergio di Radonezh, da Job di Pochaev a Serafino di Sarov, fino alla innumerevole schiera di nuovi santi martiri del XX secolo.

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Ligabue: lo straniero in terra straniera

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Antonio Ligabue è un artista che conquista la nostra immaginazione grazie al fascino esotico che gli animali feroci dei suoi dipinti evocano. Opere che hanno un impatto forte, facendo appello allo spirito più selvaggio e curioso dello spettatore. Si tratta di un artista difficile da inserire nel quadro artistico italiano, rischiando di rimanere legati a definizioni troppo stringenti. Secondo alcuni episodi della sua vita, ovvero i tre ricoveri subiti in un istituto psichiatrico di Reggio Emilia, alcuni lo hanno definito artista della follia, vicino alla produzione di chi viene da un’esperienza di sofferenza interiore che spiega l’opera. Spesso si parla di lui come un naïf, definizione che il curatore della mostra di Genova, Sandro Parmiggiani, ritiene errata.

Sono un’ottantina le opere esposte a Palazzo Ducale fino al 1 luglio, e ne parliamo proprio col curatore.

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Filosofia e pittura. Intervista a Giuseppe Blasotta a cura di Tudor Petcu

Pubblichiamo l’intervista sulla filosofia della pittura a Giuseppe Blasotta, filosofo e pittore italiano che vive a Heidelberg, in Germania. L’abile intervistatore è il nostro collaboratore Tudor Petcu. Giuseppe Blasotta è nato a Foggia, in Italia, nel 1972. Durante l’infanzia ha vissuto in diverse città italiane. Le città più influenti su di lui furono Venezia, Milano e Torino. All’età di 20 anni, Giuseppe Blasotta è stato professore di filosofia al Ginnasio Liceo Classico G. Giusti di Torino. I suoi studi gli valsero una borsa di studio Erasmus a Heidelberg, in Germania, dove accanto ai suoi studi di filosofia dedicò molto del suo tempo alla pittura. Nel novembre 1999 espone per la prima volta al Museo di Ruprecht -Karls- University of Heidelberg. La mostra è stata aperta dal filosofo Prof. Hans-Georg Gadamer. Nel 2013 è stato rappresentato dal proprietario della galleria d’arte di New York Ethan Cohen Fine Arts e dai curatori Cindy Farkas-Glanzrock e James Goldschmidt. Attualmente l’artista sta lavorando ad un affresco commissionato dalla “Jesuitenkirche” di Heidelberg, in Germania. Dopo una pausa di 10 anni nei suoi studi, Giuseppe Blasotta oggi è di nuovo uno studente presso l’Università di Heidelberg per la filosofia classica e la letteratura italiana.

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Il cammino sull’acqua di madre Marija

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Ci sono due vie:
Una via calca la terraferma
Fa quel ch’è giusto e ragionevole
Misura, soppesa, prevede.
Ma l’altra via attraversa le acque.
Non puoi più misurare né prevedere.
Devi solo credere senza sosta.
Basterebbe un istante, ed ecco affondi.
«Una delle donne più straordinarie del Novecento» la definiva Nikolaj Berdjaev: pittrice, poetessa, rivoluzionaria ed esule, madre e monaca, testimone di Cristo fino alla morte nel lager di Ravensbrück, il 31 marzo 1945. Di madre (mat’) Marija (Skobcova), nata Elizaveta Pilenko l’8 dicembre 1891, si conosce soprattutto e giustamente l’impegno intellettuale ed ecclesiale nella diaspora ortodossa, l’inconsueta parabola monastica, l’aver salvato dei bambini ebrei durante l’occupazione nazista.

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