Pruriti del cuore

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Il prof. Muhammad si avvicina cautissimo alla mensa sontuosa che abbiamo imbandito per lui. Con la circospezione di un detective sul luogo del delitto esamina tutto con cura, tenendosi a debita distanza, infine allunga una mano e prende a spizzicare qui e là: un pomodorino, due cetrioli, tre olive, un gambo di sedano. Nulla che sia passato per una pentola. Gli voglio un gran bene ma che nervoso! Come, non si fida? So benissimo che cosa non può mangiare un musulmano. Quello che ancora non so è che quell’atteggiamento esageratamente (a mio avviso) prudente è espressione di wara’, un pilastro del codice etico islamico, un tratto fondamentale dell’anima del musulmano.

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Il maiale e la rotondità del mondo

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Sento spesso ripetere che Dio (se c’è) avrebbe proibito il maiale perché fa male. Colesterolo, trigliceridi, ipertensione, semina di tumori, un’abbondanza di prove cliniche al servizio di un’idea semplice: anche nel caso del maiale la scienza moderna conferma le antiche Rivelazioni. L’apologia razionale dei precetti divini non è in realtà cosa nuova.

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