Elisabeth Behr-Sigel: una grande donna dell’Ortodossia in Occidente. Intervista di Tudor Petcu a padre Michael Plekon

La signora Elisabeth Behr Sigel è stata una delle più significative donne e teologhe ortodosse del XX secolo in occidente. Era nata in Alsazia, in Francia nel 1907. Suo padre era protestante e sua madre ebrea. Studiò teologia presso la Facoltà protestante a Strasburgo e iniziò un ministero pastorale. Dopo poco tempo andò a Parigi per studiare teologia. Durante i suoi studi entrò in contatto con la diaspora ortodossa russa e si unì alla Chiesa ortodossa attraverso i suoi amici e colleghi dell’emigrazione russa. Fu influenzata da alcune delle più importanti figure teologiche dell’epoca (Metropolitan Evlogy, Vladimir Lossky, Paul Evdokimov, Lev Gillet, Maria Skobtsova, ecc.). All’età di 24 anni, abbracciò ufficialmente l’ortodossia. Col tempo incontrò e sposò un immigrato e ingegnere russo Andrý Behr. Durante la seconda guerra mondiale a Nancy, dove Elisabeth insegnava nel sistema scolastico pubblico e viveva con la famiglia, era attiva nel movimento di resistenza durante l’occupazione nazista. Dopo la guerra insegnò all’Istituto cattolico di Parigi, alla Facoltà teologica di San Sergio, all’Istituto ecumenico di Tantur vicino a Gerusalemme e al Collegio domenicano di Ottawa. Behr-Sigel insegnò in tutto il mondo e pubblicò molti libri e articoli ortodossi in inglese, francese e tedesco. Ha dedicato molto tempo ed energie alla promozione delle donne nella Chiesa ortodossa – rispettosamente, quasi con umiltà ma con ferma convinzione e solidi argomenti teologici. È diventata nota per la sua instancabile attività ecumenica. Il 26 novembre 2005, Elisabeth Behr-Sigel è morta mentre leggeva a letto. Aveva 98 anni.

Proprio di Elisabeth Behr-Sigel ci parla padre Michael Plekon (sacerdote ortodosso, sociologo e teologo statunitense) intervistato dal dottor Tudor Pectu. Continua a leggere

L’archivio dei podcast della serie “Leggere la Bibbia” di Uomini e Profeti: memoria feconda di una operazione culturale coraggiosa e gemma dalle molte facce preziosa e gratuita

Uomini e profeti (sito www.uominieprofeti.rai.it) è il titolo di una bella trasmissione radiofonica di Rai Radio 3. Si descrive così: «Uomini e Profeti è la trasmissione di cultura religiosa di Radio3. Il suo obiettivo è quello di far conoscere le esperienze, le vicende, i linguaggi, le figure, i grandi testi delle tradizioni religiose di tutti i tempi, al di fuori di ogni dimensione confessionale, ma nello stesso tempo considerando il fatto religioso come un grande vettore della storia e della sapienza dell’umanità. In un dialogo critico con autori, testi, interpreti dei diversi mondi religiosi (e non solo religiosi), si potrebbe dire che Uomini e Profeti vuole “guardare il mondo con gli occhi delle fedi e le fedi con gli occhi del mondo”. Uomini e profeti è una trasmissione che si muove sulla linea di confine tra le fedi religiose e la complessità del mondo in trasformazione».

Il programma ha proposto dal gennaio 2010 al giugno 2013 la lettura integrale della Bibbia disponibile poi in pratici podcast da scaricare e ascoltare. Una lettura sistematica commentata da esegeti, storici, biblisti, filosofi. Un ciclo di particolare qualità ed interesse. È un’occasione per conoscere il grande codice della cultura occidentale. Un testo che ha molteplici significati culturali e religiosi ed è per questo commentato da una pluralità di voci: ebraiche, cattoliche, protestanti, ortodosse, musulmane e laiche. Tra gli ospiti, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Riccardo Di Segni, Shahrzad Hushmand Zadeh, Adnane Mokrani, Moni Ovadia, Gianfranco Ravasi e tanti altri. Continua a leggere

Il lavoro nella Bibbia (Antico e Nuovo Testamento)

Qui trovi tutti gli articoli della serie Il lavoro nella Bibbia pubblicati su La bottega di Nazareth. Continua a leggere

Il tossicodipendente

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Pubblichiamo un post provocatorio di Gilberto Borghi: come il cristianesimo e la croce svuotate di Vangelo possano ridursi a simboli di tradizione, segni identitari e addirittura una buona etichetta per fare vendere meglio il proprio prodotto-paese.

Anche io pensavo di poter dire: “Smetto quando voglio”. Ma, come molti altri, mi sono dovuto ricredere: è la sostanza che mi gestisce, non io che gestisco lei. L’ho visto ultimamente, quando a fronte di situazioni dure che sto attraversando, mi sono ritrovato a “farmi” giornalmente, anche più volte, discrete dosi di Vangelo. Tanto che l’altro giorno ho deciso che non posso continuare così e ho promesso a me stesso di smettere. Così mi sono rivolto ad una persona competente per farmi aiutare. Ma la prima cosa che mi ha indicato è stata quella di iniziare a fare la spesa stabilmente al Lidl, nota catena di supermarket discount. Continua a leggere

Il lavoro nel Nuovo Testamento: Il lavoro, la comunità e l’affidamento alla provvidenza in Mt 6, 25-34 e in Lc 12, 22-32

Il tema dell’affanno e del lavoro che rischia di diventare l’unico scopo della vita dell’uomo, è svolto anche nelle pericopi sull’abbandono alla provvidenza, presenti in Mt e in Lc. Le priorità di Gesù sono chiare, come è trasparente l’attenzione del Padre provvidente nei confronti del discepolo:

Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Mt 6, 31-33

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Il lavoro nel Nuovo Testamento: Marta e Maria (Lc 10, 38-42)

Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta

Lc 10, 41b-42

In questo episodio Gesù pone un’alternativa, senza possibilità di conciliazione, tra il lavoro di Marta e l’ascolto della Parola di Maria. L’opera di Marta è intrisa di affanno ed eccessiva preoccupazione, è “un lavoro che toglie la gioia e la serenità, porta alla dispersione e tende a livellare tutto come ugualmente importante1. Continua a leggere

Il lavoro nel Nuovo Testamento: Gesù, il Vangelo del Regno e il lavoro

Sorge il sole:
[…]  Allora l’uomo esce per il suo lavoro,
per la sua fatica fino a sera.

Sal 104, 32-33

Il Nuovo Testamento parla del lavoro solo indirettamente e senza preoccupazioni sistematiche e, in definitiva, non aggiunge molto alle riflessioni contenute nella Bibbia ebraica. Gli aspetti più fecondi dal punto di vista teologico sono i riferimenti al lavoro di carpentiere di Gesù e le professioni dei discepoli che inquadrano l’opera umana nel mistero dell’incarnazione: “vivere come Gesù non comporta il rifiuto del lavoro1. Continua a leggere