“Cammino di introduzione al Corano ed all’Islam” di fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole. Incontro n. 1 (15 aprile 2015)

da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.

Mercoledì 15 aprile 2015, secondo il programma annunciato (v. post), si è tenuto presso la parrocchia di S. Antonio alla Dozza (Bologna) il primo incontro per un “cammino di introduzione al Corano ed all’Islam”

Relatore:
fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole.

Di seguito pubblichiamo la registrazione audio, un resoconto sintetico dell’incontro ed una piccola galleria fotografica.

Introduzione al Corano e all’Islam di Ignazio De Francesco. Incontro n. 1 – file audio

Piccola sintesi degli interventi a cura di Francesco Scimè.

Introduzione di Giovanni Nicolini

I fatti di Parigi. Le vignette satiriche. Il desiderio di una conoscenza più profonda e seria dei mondi diversi. La novella del Boccaccio sull’anello e le sue due copie perfette: un’eredità uguale per tre figli (ebrei, cristiani e musulmani). Ignazio è un fratello della famiglia di Giuseppe Dossetti,  è  un nostro fratello,  che ha vissuto a lungo in Medio oriente e conosce bene la lingua e le tradizioni dei popoli di fede islamica.

Ignazio De Francesco

Programma di questa introduzione all’Islam:
Il dogma, il culto,  il rapporto uomo-donna, la guerra,  Gesù nell’Islam.

Due opposti modi di atteggiamento della Chiesa verso l’Islam: Pietro il Venerabile e Concilio Vat. II.

Pietro il Venerabile (m.1156) l’Islam è una eresia macchinata dal diavolo col fine che Cristo non sia creduto come Signore e Figlio di Dio.
Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1964), Dichiarazione Nostra aetate: la Chiesa guarda con stima all’Islam, che venera l’unico Dio;  dimenticare il passato, le inimicizie.

Un “libro dei sogni”: la Costituzione italiana del 1948: tutti i cittadini hanno pari dignità,  senza distinzione di sesso, razza,  lingua, religione, e hanno diritto di professare liberamente la loro religione, di farne propaganda e di esercitarne il culto.

La società italiana si sta modificando,  sta diventando multiculturale e multireligiosa, con più di 4 milioni di stranieri,  quasi 800 mila alunni stranieri,  il 35 per cento di carcerati stranieri.

Autorappresentazione dell’Islam: l’albero.

Un albero in cui le radici sono la fede, il tronco la duplice professione di fede, i rami maggiori i “pilastri” dell’islam, il culto,  i rami minori le norme dell’islam,  la linfa le intenzioni dei cuori, i frutti e i fiori gli obiettivi delle azioni.

La distinzione tra Stato e comunità religiosa non è conosciuta dall’Islam.

Alla base di tutto: la Parola di Dio, il Corano. L’Islam è una fede rivelata.

Sura 42, 51: “Non è dato all’uomo che Allah gli parli se non per ispirazione o inviandogli un messaggero”. È un Dio che parla, ma attraverso canali scelti.

40, 78 “Già inviammo messaggeri prima di te”. Tutti i popoli hanno avuto messaggeri di Dio ( 10, 47).

5, 75 “Il Messia, figlio di Maria,  non è che un messaggero”.

3, 144 “Muhammad non è che un messaggero”

33, 40 “Muhammad è il sigillo dei profeti” , conclude la rivelazione divina.

Gli Hadith sono un’altra forma di rivelazione,  attraverso le parole di alcuni inviati di Dio.

Per l’islam Mohammed è stato inviato per tutti i popoli,  mentre Gesù Cristo solo per gli ebrei (Hadith di Muslim, libro 5).

5, 44 “Facemmo scendere la Torah… Bisogna giudicare secondo ciò che Dio ha fatto scendere”: questo è il principio della “Sharia”, cioè la fonte del diritto è la Legge divina.

5, 46 In successione ci sono la Torah, il Vangelo di Gesù e infine il messaggero Ahmed (61, 6).

5, 14- 15: Con i cristiani stringemmo un patto, ma poi i cristiani hanno dimenticato parte del loro patrimonio religioso. Presto Allah li renderà edotti.

Definizione (in tutti i manuali): Il Corano è parola di Dio fatta scendere su Muhammad,  trasmessa in modo ininterrotto,  scritta in fogli di carta, utilizzata per il culto mediante la recitazione, inimitabile anche solo in una singola sura.

L’idea è che la recitazione del Corano è culto. Molta gente sa e recita il Corano a memoria.

Un punto debole: l’insistenza sul carattere miracoloso del Corano, sul fatto che esso dice anche la verità scientifica.

Domande e risposte

La parola “Corano” vuol dire lettura, recitazione.

Don Giuseppe ci diceva che la nostra fede si fonda su Trinità e Incarnazione: questa differenza con l’Islam è ineliminabile.

La dichiarazione conciliare Nostra aetate afferma che nell’Islam ci sono elementi di verità.

I musulmani bestemmiano, come noi, ma non insultano Mohammed.

Alcune foto dell’incontro.

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