Per un incontro con la teologia ortodossa. Breve ritratto di Bulgakov

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

[nella Gemäldegalerie di Dresda davanti alla “Madonna Sistina” di Raffaello] mi penetrarono l’anima gli occhi della Regina celeste che scendeva dal cielo con il Bambino eterno. C’era in essi la smisurata forza della purezza e del sacrificio accettato con preveggenza, la conoscenza della sofferenza e la disponibilità ad offrirsi volontariamente, e quella reale disposizione al sacrificio si vedeva negli occhi, non infantili, del Bambino. … Non era un’emozione estetica, era un incontro, una nuova conoscenza, un miracolo. Io (allora marxista) involontariamente chiamai questa visione preghiera.

Sergej Nikolaevič Bulgàkov

Nato a Livny, in Russia, nel luglio del 1871, dopo una spontanea e intensa vita religiosa nell’infanzia, passa attraverso una crisi che lo travaglia dai dodici/tredici anni sino all’età di circa trent’anni.

Frequenta la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Mosca dedicandosi alle scienze sociali, lavorando poi per due anni presso la cattedra di economia politica e statistica e viaggiando attraverso l’Europa. È in questi anni che avverte il fascino del marxismo, per la congiunzione in esso di elementi scientifici e utopistici, che ben si collegano all’accentuato messianismo politico tipico della cultura slavo-russa.

Nel 1897 pubblica il suo primo libro ‘Sui mercati nella produzione capitalista’ che fa di lui uno dei giovani marxisti russi più promettenti e influenti. Ritorna intanto impellente in lui, soprattutto a contatto con il mondo naturale e l’esperienza estetica, la percezione di realtà irriducibili alle leggi economiche e al mondo materiale: è del 1898, durante il suo soggiorno in Germania, la scoperta della Madonna Sistina di Raffaello.

Nello stesso anno V. Solov’ëv aveva pubblicato il poemetto: ‘Tre appuntamenti’. Per Bulgakov Solov’ëv fu la sua “guida filosofica verso il Cristo, durante la crisi della concezione del mondo, quando portai a compimento il mio cammino dal marxismo all’idealismo, poi all’Ortodossia”, come egli stesso ha dichiarato.

Decisivo fu anche l’incontro con P.A. Florenskij, che diventerà il suo interlocutore filosofico e la «guida liturgica» del suo progressivo rientro nel seno della chiesa ortodossa. Come ha sottolineato C. Andronikov, se Bulgakov ha trovato nella Scrittura i temi che diventeranno leit-motiv della sua opera, come quelli della divino-umanità e della sapienza di Dio, e se Solov’ëv glieli ha presentati dal punto di vista filosofico, Florenskij glieli ha ispirati e teologicamente informati.

Nel 1907 è deputato alla seconda Duma. Nel 1909 la morte del figlioletto, di appena quattro anni, dischiude nuovi orizzonti alla sua esperienza di fede: la «sapienza della croce» visita prima l’esistenza, poi la riflessione del neoconvertito. Si apre la strada della contemplazione della kenosi del Cristo con l’originale ripresa del pensiero kenotico della precedente tradizione russa (in particolare, il metropolita Filarete di Mosca (1783-1867).

Seguono anni di riflessione più pacata. Nel 1912 discute, come tesi dottorale, la Filosofia dell’economia, in cui svolge sistematicamente il tema del fondamento religioso dell’economia. Doveva seguire una seconda parte, ma l’interesse per l’esperienza religiosa diventa predominante, come testimonia ‘La luce che non tramonta’.

Il giorno di Pentecoste del 1918 è ordinato diacono, il giorno successivo sacerdote. Ma la sovietizzazione della società russa avanza implacabile, e Bulgakov è perciò costretto ad auto-esiliarsi in Crimea, dove è ben presto escluso dall’insegnamento per essere infine espulso dall’Unione Sovietica, alla fine del 1922. Dopo un breve soggiorno a Costantinopoli e a Praga, giunge a Parigi nel 1925, dove inizia a insegnare all’Istituto «San Sergio», fondato in quello stesso anno, di cui diventerà decano nel 1940, e dove morirà, dopo una lunga malattia, nel luglio del 1944.

Fabio Cittadini

Già pubblicato su www.korazym.org

 

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