Musulmane e studiose, o studiose musulmane

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

All’improvviso si fa viva Fatima, egiziana del sud, che avevo conosciuto sette anni fa mentre studiavo al Cairo. Bella sorpresa. Oggi è professoressa universitaria. L’avevo lasciata studentella alle prese con il suo dottorato in letteratura cristiana antica, in lingua siriaca.

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Ricostruire il mosaico spezzato

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Un povero prete nelle mani di un gruppo di guerriglieri dell’Isis? Nient’affatto: il signor parroco tra le pecorelle del suo gregge. Lui è don Giuseppe Manfredi, da Mondovì, che tra il 1891 e il 1904 resse la parrocchia latina di Madaba, nella Giordania centrale. La foto viene dalla ricerca antropologica di Géraldine Chatelard (Briser la mosaique: Les tribus chrétiennes de Madaba, Jordaie, XIX-XXe siecle), che ha svolto un ruolo decisivo nella formazione della mia personale visione delle cose: apparteniamo allo stesso mondo, siamo tessere di un solo mosaico, dove le fedi religiose, i dogmi, i culti sono parti di un tutto che è fatto anche d’altro. Ciò ovviamente non vuole contestare la pretesa di verità che ciascuna religione porta in sé (e io credo fermamente nella mia), ma semplicemente fare i conti con la realtà.

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Amico sapere

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Le due domande di apertura dei Dialoghi (论语) di Confucio intrigano i commentatori: “Studiare e praticare quanto appreso non da letizia? Amici che vengono a trovarti da lontano non è una gioia?”.

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Sacrosante risate

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Ma le religioni sanno ridere? Il dubbio mi assale incrociando dopo tanti anni “Il nome della Rosa” di Umberto Eco che, come si sa, è costruito intorno a un complotto omicida contro il buon umore. E il fattaccio ha per scenario un monastero.

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Il recinto e la palma

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Dalle inferriate di un solido (?) recinto spingo lo sguardo sul bel tramonto giordano. Secondo la toponomastica biblica questi sono i monti di Moab. Stando alla tradizione, Mosè è morto a due passi da qui.

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Religione e potere

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Quando è iniziato tutto? Anche per questa domanda credo vada setacciata la notte dei tempi. E’ lì che si trovano depositate le strutture profonde della nostra coscienza. Circa dodicimila anni fa “un avvenimento si è prodotto ed è di natura psichica”. Così si esprime Jacques Cauvin, un grande paleontologo, servendosi di immagini che risalgono al Neolitico sahariano (la foto del post). Si è trattato, dice, di “una nuova lacerazione in seno all’immaginario umano tra un “alto” e un “basso”, tra un ordine della forza divina personificata e dominatrice e quella di una umanità quotidiana la cui tensione interiore verso questa perfezione che la trascende può essere simbolizzata attraverso le braccia levate degli oranti” (“Nascita delle divinità, nascita dell’agricoltura”, p. 107).

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#Raccontiamolarepubblica con la Scuola di Pace di Monte Sole e i monaci della Piccola Famiglia dell’Annunziata

dalla pagina Facebook della Scuola di Pace di Monte Sole, formazione ed educazione alla pace, alla trasformazione non violenta dei conflitti, al rispetto dei diritti umani, per la convivenza pacifica.

Durante il corso di tutta la sua vita Giuseppe Dossetti ha abitato molti luoghi. Genova, dove era nato; Cavriago, Bologna e Milano dove si è formato; Reggio Emilia, dove ha resistito; Roma, dove ha militato; Monteveglio, la Giordania e l’India dove ha studiato e meditato. Ha deciso poi però di dimorare a Monte Sole, al Cimitero di Casaglia. Ha deciso cioè di trattenersi, facendosi esso stesso silenzio, nel silenzio di quella terra.

Chiunque abbia fatto esperienza di Monte Sole, tuttavia, sa che quel silenzio è un silenzio colmo di domande che ispirano l’azione, di quesiti aperti che invitano all’esplorazione della complessità.

Ecco allora che abbiamo pensato, per questo 2 giugno 2020, di allontanarci dai rombi superficialmente patriottici per scandagliare la tela di un’opera d’arte: la Carta Costituzionale.

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La belva e l’uomo

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

“Veramente sono stato una belva”. Seduto accanto al letto dove tra poche ore morirà, mi chiedo come sia stato possibile. Eppure ha ragione: dieci e più omicidi, un killer di mafia che per quei crimini ha trascorso trentaquattro anni di carcere. E non sarebbero bastati, se non fosse stato per la malattia terminale, fulminante, che gli ha aperto la porta della cella, ma solo per andare a morire tra i suoi, in un piccolo alloggio della provincia emiliana.

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Le cose fanno dispetti? Quando le cose non vanno come tu vuoi

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Otto indizi: 1) Quel semaforo dà il verde agli altri appena ti vede arrivare, da anni. 2) Il treno è puntuale quando sei in ritardo, in ritardo se sei puntuale. 3) La chiave che apre una porta al buio si nasconde sempre in fondo al mazzo. 4) Nelle faccende di casa l’attrezzo indispensabile è introvabile, onnipresente appena non ti serve più. 5) La fotocellula del gabinetto pubblico ti spegne la luce nel momento più drammatico, per vederti sbracciare e agitarti nel modo più ridicolo. 6) Il telefono strilla sin tanto che lo scovi, buttando tutto all’aria. A quel punto tace, soddisfatto. 7) La tua stringa destra reggerebbe un pianoforte a coda, ma si sbriciola come un grissino appena vede che ti vesti in fretta e furia. 8) L’ultima indispensabile pillola salta come un grillo dal blister, rimbalza sul piano del tavolo, sul bracciolo della sedia, sul bordo del cestino, rotola sotto il letto e dal più torvo groviglio di polvere ti sfida beffarda: “Mi mangi?”.

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Il sasso

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Oggi il sasso esce a spasso
lui che sogna d’esser masso
farsi largo da gradasso
rotolare con fracasso
nel pancione d’un burrone
con fragore di cannone
sbriciolare cose case
senza omettere le chiese
per far pari con le offese.
Sogni sogni sospironi
quanto viver d’illusioni?
Un tipetto spigoloso
con la fama del rissoso
squarcia ruote buca suole
degl’insulti non si duole
Mamma tua era Colonna
e il papà un Architrave
scossettina nella baia
decadeste tra la ghiaia
Ecco esce a far giornata
sta in attesa tutto solo
il passar d’una pedata
per il brivido d’un volo

Ignazio De Francesco

I confini del Paradiso

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Le identità religiose e culturali non nascono nel vuoto, questo è chiaro. Come le vite individuali, anch’esse si radicano in un territorio. E’ naturale. Poi però dalle radici spuntano paletti, ed è a questo punto che esplodono i problemi.

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Profumata pazienza

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Gelido mattino di febbraio a Damasco. Alle spalle del Museo Nazionale m’imbatto in un uomo vecchio e piagato, seduto a terra sul nudo marciapiede, tra le gambe incrociate un sacco di tela grezza pieno di saponette di fabbricazione artigianale. “Ya sabr Ayyub” mi viene da dirgli chinandomi a sceglierne tre: Pazienza di Giobbe! Fin lì ce l’hanno portato, e da lì non se ne andrà da solo, questo è sicuro, ma a parlarci si riceve l’impressione di una personalità forte, padrona di sé, sapiente del vivere. “Jamil huwa al-sabr”, bella è la pazienza, mi risponde sorridendo tra i denti che gli rimangono. Ecco, ho compreso qual è il suo segreto.
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Forza (e debolezza) di una prodigiosa memoria

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Appena fuori da al-Azhar m’imbatto in un gruppo di ragazzini freschi come rose nell’afa spaventosa del Cairo. Sono appena usciti dalla loro scuola coranica, dove hanno trascorso il pomeriggio a mandare a memoria versetti su versetti. Un esercizio della testa che sembra averli riempiti di un’energia e allegria incontenibili. Uno di loro mi spiega compìto e in un arabo perfetto (lo studio del Corano contribuisce potentemente a radicare la lingua letteraria in tutti gli strati sociali) che il Libro è stampato nei cuori e solo secondariamente sulla carta. Dagli inizi dell’islam ogni generazione di musulmani ha dunque il sacro dovere di apprendere il testo sacro e tramandarlo oralmente a quella successiva. Tra loro, mi dicono, c’è chi sa già due terzi del Corano, altri la metà o poco meno, tutti vogliono arrivare a poterlo recitare integralmente. La cosa mi stupisce e aumenta in me l’imbarazzo per la figuraccia di qualche giorno prima.

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Pruriti del cuore

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Il prof. Muhammad si avvicina cautissimo alla mensa sontuosa che abbiamo imbandito per lui. Con la circospezione di un detective sul luogo del delitto esamina tutto con cura, tenendosi a debita distanza, infine allunga una mano e prende a spizzicare qui e là: un pomodorino, due cetrioli, tre olive, un gambo di sedano. Nulla che sia passato per una pentola. Gli voglio un gran bene ma che nervoso! Come, non si fida? So benissimo che cosa non può mangiare un musulmano. Quello che ancora non so è che quell’atteggiamento esageratamente (a mio avviso) prudente è espressione di wara’, un pilastro del codice etico islamico, un tratto fondamentale dell’anima del musulmano.

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Sogni d’oro

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Mi guardo intorno imbarazzato: possibile che si sia innamorata di me questa intelligente e bella studentessa damascena, sempre impeccabile nel suo lungo soprabito e nel velo sobrio lindo stiratissimo? Impossibile ovviamente, tuttavia le tre parolette che mi rivolge sorridendo, in attesa che entri il prof. di poesia preislamica, sembrano proprio una dichiarazione d’amore: “Dakhalta fi manami” in italiano fa “Sei entrato nei miei sogni”.

Nessun brivido. Molto semplicemente le è accaduto di avermi visto transitare tra le visioni dell’ultima “piccola morte” e questo, nel suo codice religioso e culturale non è privo di significato. L’islam infatti distingue tra una “grande morte”, quella che noi chiamiamo propriamente morte, e una “piccola morte”, che si produce ogni notte, nel momento in cui ci si addormenta.
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Il maiale e la rotondità del mondo

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Sento spesso ripetere che Dio (se c’è) avrebbe proibito il maiale perché fa male. Colesterolo, trigliceridi, ipertensione, semina di tumori, un’abbondanza di prove cliniche al servizio di un’idea semplice: anche nel caso del maiale la scienza moderna conferma le antiche Rivelazioni. L’apologia razionale dei precetti divini non è in realtà cosa nuova.

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“Cammino di introduzione al Corano ed all’Islam” di fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole

da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.

Un cammino di introduzione al Corano

Primo annuncio di don Giovanni Nicolini: Sabato 28 febbraio 2015.

Amiche e amici carissimi, vi comunico la notizia di un’iniziativa che ritengo di grande importanza e che desidero aperta a tutti.

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“Cammino di introduzione al Corano ed all’Islam” di fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole. Incontro n. 7 (17 giugno 2015)

da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.

Con l’incontro di mercoledì 17 giugno 2015 si è concluso c/o la parrocchia di S. Antonio alla Dozza (Bologna) il ciclo di incontri per un “cammino di introduzione al Corano ed all’Islam”.

Relatore:
fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole.

Quì il collegamento al programma completo degli incontri con i rimandi alle registrazioni audio delle relazioni svolte durante tutto il corso.

Di seguito pubblichiamo le registrazioni audio del settimo ed ultimo incontro di mercoledì 17 giugno 2015 con tema: Quale immagine di uomo e donna, di umanità, nella tradizione islamica, soprattutto alla luce del Gesù del Corano?

Introduzione al Corano e all’Islam. Incontro n. 7, relazione di Ignazio De Francesco – file audio

 

Introduzione al Corano e all’Islam. Incontro n. 7, domande – file audio

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