«Zingari. Il sacrificio dimenticato», di Giorgio Cavalleri

Ci pare cosa buona ed opportuna proporre il bel libro «Zingari. Il sacrificio dimenticato» scritto da Giorgio Cavalleri per la giornata della memoria del 2013 e pubblicato dalle ACLI di Como e dalla Fondazione ENAIP Lombardia. Corredato dalla presentazione di Luisa Seveso e Giovanni Battista Armelloni, nel 2013 rispettivamente Presidente provinciale delle ACLI comasche e Presidente regionale delle ACLI lombarde e della Fondazione ENAIP Lombardia, il breve testo è stato pensato per gli studenti delle scuole superiori e di facile e gratuito accesso.

Potrà essere utile, integrato da una ricerca su internet decisamente alla portata di tutti, oltre che per conoscere la tragedia del Porajmos anche per chiarirsi alcune elementari informazioni sulla presenza delle popolazioni romanì in Italia … per esempio che “rom” non identifica delle persone straniere che vivono abusivamente nei cosiddetti “campi rom” ma un determinato gruppo all’interno dell’etnia romanì, che in Italia sono circa 180.000 ovvero lo 0,25% della popolazione, che 4 rom e sinti su 5 vivono in regolari abitazioni, studiano, lavorano e conducono una esistenza come quella di ogni altro cittadino residente nel nostro Paese, che il 50% ha la cittadinanza italiana (molti sono italiani da generazioni, alcuni addirittura da secoli) e per l’altra metà molti sono cittadini comunitari (quindi non “extracomunitari”). Pubblichiamo di seguito al link con l’ebook gratis (Enaiplombardia.it) la nota introduttiva dell’autore.

20180619 Cavalleri Zingari 1

A parere di chi scrive, da quando è stato istituito il Giorno della Memoria del 27 gennaio, esso si è progressivamente svuotato del suo significato più profondo. Talvolta appare ormai quasi come un banale evento di intrattenimento, con rituali sempre uguali e scontati.

In particolare, il dramma e il sacrificio delle centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini delle comunità romanès continuano a essere misconosciuti se non volutamente ignorati.

Le vittime di un terribile genocidio continuano ad essere da noi sbrigativamente definite, con una punta di disprezzo nemmeno troppo dissimulato, “Zingari”, senza un minimo di attenzione e consapevolezza della loro tragedia e della loro tormentata storia.

Eppure, nonostante le apparenze e i tanti pregiudizi che si sono sempre avanzati nei loro confronti, i componenti di questo popolo hanno dato un contributo non esiguo al cammino dell’umanità. Se pensiamo, solo per fare un esempio, che hanno avuto sangue romanò il grande Charlie Chaplin “Charlot” e la fascinosa bellissima “Gilda” (Rita Hayworth) magari ci potremmo accostare alla loro storia con diverso interesse.

E, forse, potremmo guardare al loro Olocausto, il “Porrajmos”, con maggiore rispetto e considerazione.

Giorgio Cavalleri

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