Buon 1440! Il capodanno dell’islam

Oggi, 11 settembre 2018, si festeggia nel calendario islamico l’inizio del primo mese dell’anno, il mese di Muharram, e con esso per i musulmani ha inizio l’anno 1440. Il capodanno, in sé, non rappresenta una festività religiosa, e non prevede celebrazioni particolari.

Il calendario islamico è lunare – come quello ebraico – e, per questo motivo, non coincide con quello gregoriano, di stampo solare. Nel calendario islamico, in particolare, i mesi durano alternativamente 29 e 30 giorni, mentre il calcolo degli anni viene fatto iniziare dal 622 d.C., anno in cui il profeta Maometto compì l’Egira: la rottura dei primi fedeli con i legami tribali avvenuta con il trasferimento dalla Mecca (città natale di Maometto) a Medina (che al tempo si chiamava Yathrib).

Il mese di Muharram – piuttosto che l’inizio del nuovo anno in sé – è molto importante per i musulmani, poiché esso è un mese sacro (ve ne sono altri tre). In particolare in questo mese era vietato, per rispetto all’Islam, muovere guerra.

Vi sono delle differenze nella commemorazione del mese di Muharram fra il mondo sciita e quello sunnita. Per gli sciiti – che oggi si trovano in maggioranza in Iran, ma sono presenti anche in altri paesi – i primi giorni del primo mese ricordano l’uccisione di Husayn figlio del quarto califfo Alì. Questo tragico episodio viene celebrato dagli sciiti digiunando fino a quaranta giorni.

Centrale nella comprensione del mese di Muharram risulta essere il suo decimo giorno, il giorno di ‘ashura. In questo giorno, infatti, il mondo sciita ricorda il giorno esatto in cui venne compiuta la strage che coinvolse anche il figlio del califfo – e le commemorazioni assumono tratti fortemente luttuosi, in certe comunità anche cruenti.

Anche per il mondo sunnita ‘ashura è molto importante, ma con connotati diversi. Per i sunniti il giorno di ‘ashura – istituito dal Profeta Maometto, prima dell’introduzione del digiuno di Ramadan, come digiuno che doveva durare due giorni, il 9 ed il 10 del mese – viene vissuto in modo meno rigoroso. Il digiuno, non più obbligatorio dopo l’istituzione del mese di Ramadan, è comunque raccomandato ancora oggi.

È però nei paesi del Nordafrica che il giorno di ‘ashura assume connotati gioiosi, quasi carnevaleschi. Ed è altresì molto probabile che queste tradizioni fossero molto antiche, e che si siano conservate nelle varie regioni (per esempio in Marocco o in Libia) anche dopo l’islamizzazione del territorio.

Non vi è infatti una tradizione univoca: dalla produzione di dolci per bambini (frittelle), all’uscire mascherati – molto comuni sono gli spettacoli in maschera.

In linea di massima, però, e dal punto di vista religioso, il capodanno islamico non viene “festeggiato” in senso stretto, esso rappresenta piuttosto un momento di meditazione e di preghiera da compiersi in modo sobrio, accogliendo il 1440 con la pace.

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