I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 01 marzo 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

Vangelo secondo Matteo (Mt 4, 1-11)

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.

Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Nella nostra diocesi, abbiamo vissuto l’inizio di questa Quaresima in modo particolare, oseremmo dire straordinario, che ispira a una riflessione che parte da un porci e sentirci “nel deserto”, provando a vivere quanto il Vangelo ci vuol comunicare. Cristiani o meno: coraggio e fiducia. Eccoci tutti di fronte a una situazione inaspettata e preoccupante, anche noi nel nostro piccolo dobbiamo prendere atto che il cosiddetto rischio di contagio da coronavirus ci impone limiti e attenzioni che non possiamo negare. Non poter ritrovarci nelle nostre chiese come comunità, non poter vivere il mercoledì delle Ceneri e la prima domenica di Quaresima come avremmo desiderato, non cancella tutto, anzi è un’occasione importante per dimostrare la nostra fede, per riconoscere in noi quel desiderio spesso nascosto di “stare con Gesù”. È un’occasione propizia per grandi e piccoli, donne e uomini. Possiamo compiere un gesto penitenziale di sacrificio o rinuncia, da vivere con generosità e impegno; è un’ottima occasione per vivere in famiglia tutti uniti nella Parola, a mensa, nel servizio e in condivisione; c’è spazio anche per una visita a qualche amico che da tempo non si vede; possiamo riscoprire la bellezza della preghiera in famiglia, piccola chiesa, dove aiutarsi a vicenda a sentire la presenza di Dio e di esprimerla attraverso parole semplici e sincere che escono dal cuore e dalle nostre comuni preoccupazione; che bello se anche i nostri ragazzi volessero inviare messaggi ai compagni per vivere insieme i pensieri che sentono. Nonostante tutto, anche per questa prima domenica di Quaresima possiamo impegnarci a trovare qualche gesto particolare per vivere questo tempo importante da veri cristiani coraggiosi e fiduciosi. Impegnarci a trovare in Gesù nel deserto, una bussola certa contro le tentazioni, sperimentando quanto da lui vissuto; lasciare che il suo atteggiamento diventi il nostro atteggiamento, quasi a ritrovarci a dire: “quale occasione migliore per sentire la sua mancanza, cercarlo e scoprirlo in ciascuno di noi”.

Medito e condivido:

  • Quale frase del vangelo voglio sottolineare?
  • Cosa provo nel “deserto” di questi giorni?
  • Quale nuova attenzione a vivere la Parola in famiglia o in comunità?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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