I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 9 agosto 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

Vangelo secondo Matteo (Mt 14, 22-33)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.

Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.

Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò.

Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Dopo la moltiplicazione dei pani Gesù chiede agli apostoli di partire, di partire dopo aver condiviso il pane, una condivisione necessaria per il viaggio a venire. Leggendo questo brano di Vangelo è facile immedesimarsi per noi, che abbiamo vissuto un tempo particolare non ancora conclusosi definitivamente, negli apostoli, soli su una barca agitata dalle onde del mare.

Inizialmente soli, con l’assenza fisica di Gesù,che li raggiunge solo dopo. Un intervallo di tempo in cui lo stesso Gesù chiede fiducia e apertura di cuore. La paura è determinata dalla tentazione che si può manifestare in tanti modi e che in tuttii modi turba il nostro cuore, lasciando spazio all’irrequietezza e alla mancanza di fiducia. È proprio in questo momento che dobbiamo dare spiraglio alla fede e alla speranza, in un ritrovato incontro con Gesù che placa la paura e ci ridà sicurezza.

Quando gli apostoli rivedono Gesù avvicinarsi sembra loro un fantasma, un po’ come nella nostra vita di oggi, affascinante e che dice cose belle ma spesso solo questo, un fantasma lontano dalle vicende della vita di tuttii giorni.

La barca può invece rappresentare la Chiesa che deve navigare nella storia, spesso in tempesta. Gesù siede alla destra di Dio Padre e sembrerebbe che la Chiesa navighi da sola, ma in realtà ci siamo noi che conduciamo la barca, noi che dobbiamo avere fiducia quando la paura e la mancanza di fede ci prendono alla sprovvista.

Nella Parola del Signore troviamo le indicazioni e i passi da compieree se come Pietro gridiamo perché non riusciamo ad affidarci totalmente a Lui, allora dobbiamo riflettere sul fatto che la fede non è non avere dubbi ma è capacità di risalire sulla barca con la pazienza di poter vincere l’abisso.

Medito e condivido:

  • Abbiamo mai provato a pensare che l’uscita della comunità è un prolungamento del pane spezzato? Ma cosa può significare questo?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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