La Chiesa Copta e le persecuzioni romane

da Diocesicoptamilano.com, diocesi cristiana copta ortodossa di Milano.

Forse la maggior gloria della Chiesa Copta è la sua croce. I Copti sono orgogliosi delle persecuzioni che dovettero sostenere fin dal martirio del loro Patrono San Marco, soprattutto durante l’era romana.

Gli imperatori romani spesso inasprivano le persecuzioni contro i cristiani in modo particolare in Egitto, e soprattutto ad Alessandria, per i seguenti motivi:

  • il primo è il successo che ha avuto la Chiesa di Alessandria e la sua scuola nell’attirare anche i filosofi alla nuova fede;
  • il secondo è che Alessandria rappresentava, per l’impero romano, un centro vitale per la fornitura dei prodotti agricoli, e gli imperatori temevano che un’eventuale rivolta potesse accadere impedendo la spedizione dei prodotti;
  • il terzo è che il coraggio dimostrato dai cristiani copti e il loro sincero desiderio di ottenere la corona del martirio lasciarono perplessi i loro persecutori: perfino l’imperatore Diocleziano venne ad Alessandria a praticare personalmente la persecuzione.

In effetti la nostra Chiesa viene denominata “Chiesa dei martiri”, non soltanto a causa dei suoi innumerevoli martiri, ma anche per la forte voglia dei suoi membri di godersi il martirio. Quando venne loro impedito di celebrare il loro culto non fuggirono nel sottosuolo né andarono a pregare nelle catacombe; anzi, celebravano le loro preghiere pubblicamente nei campi e tanti si spostavano da un posto all’altro cercando di raggiungere la corona del martirio.

Le persecuzioni romane

Le persecuzioni dell’era romana in Egitto iniziarono nel primo secolo, quando San Marco venne martirizzato per mano dei pagani mentre il governatore, non intervenendo, apparve consenziente.

Nell’era di Settimio Severo i Copti soffrirono molto. Quando egli venne in Egitto, infatti, trovando il cristianesimo diffuso soprattutto nell’Alto Egitto, ordinò di aumentare la persecuzione e di proibire la predicazione del Vangelo ad ogni costo e chiuse la scuola di Alessandria.

Nell’anno 257 l’imperatore Valeriano arrestò i capi della Chiesa e mandò in esilio il Papa di Alessandria.

Nel 302 cominciarono le persecuzioni di Diocleziano a danno dei cristiani scacciando dall’esercito ogni soldato che rifiutava di venerare gli dei romani. L’anno successivo, con l’emanazione del decreto imperiale di Diocleziano nei confronti dei cristiani, si avviò l’era più dura di persecuzione verso i cristiani.

Il Calendario Copto e l’era dei Martiri

I Copti vennero perseguitati da quasi tutti i governanti dell’Egitto. I loro sacerdoti furono torturati ed esiliati anche dai loro fratelli cristiani dopo lo scisma di Calcedonia del 451 ed in seguito alla conquista araba dell’Egitto nel 641.

Allo scopo di enfatizzare l’orgoglio nella loro croce, i Copti hanno deciso di far iniziare il loro calendario, che esisteva già da 4525 anni faraonici, nell’anno 281 d.C., allorché Diocleziano salì al trono; lo hanno chiamato “il Calendario dei Martiri” perché solo durante il suo impero la Chiesa ha guadagnato circa un milione di martiri beati nel paradiso. Ne vennero decapitati con la spada soltanto ottocentomila.

Il giorno undici del mese di settembre festeggiamo il Capodanno Copto come Festa dei Martiri e lo chiamiamo Festa del Nayruz.

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