I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 20 settembre 2020

da Caritas.diocesidicomo.it e Caritascomo.it, i  siti della Caritas diocesana di Como.

Sono stati predisposti i sussidi settimanali per introdurre la preghiera nei gruppi di incontro parrocchiali e vicariali Caritas per tutto l’anno liturgico. 

Le riflessioni che guidano il momento di condivisione di questo nuovo anno liturgico, sono proposte da Don Rocco Acquistapace, sacerdote diocesano che con la sua esperienza e saggezza saprà guidarci a fare della Parola il riferimento per ogni azione quotidiana, la guida alle nostre scelte e ai nostri cammini comunitari.

Vangelo secondo Matteo (Mt 20, 1-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.

Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono.

Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre,e fece altrettanto.

Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.

Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.

Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.

Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.

Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

Ascolto e medito:

Appare chiaro, nella parabola ascoltata, che Dio, “padrone” di casa e della vigna, non vuol fare niente senza l’aiuto dell’uomo. Gli operai chiamati dal padrone, sono gli uomini chiamati da Dio per prendersi cura e collaborare nel far crescere le cose belle che ci sono nel mondo.

Inizialmente gli uomini chiamati sono pochi, poi se ne aggiungono altri. Noi siamo oggi quegli operai che non devono stare con le mani in mano ma fare quello che possono. A ciascuno viene chiesto di mettere la propria volontà e il proprio desiderio per far diventare bella la vigna. Non si può abbandonare una cosa così bella e importante che ci nutre, ci dà forza e ci fa diventare protagonisti nell’amore.

La ricompensa è uguale per tutti e sta già nell’essere chiamati. L’errore sta nel non seguire la logica dell’amore ma del contratto, un errore che fa entrare in contrasto con Gesù e con il progetto che Dio ha su di noi.

La conclusione è sconvolgente: gli ultimi saranno i primi, come il figliol prodigo, la prostituta, i ladri pentiti; i primi saranno gli ultimi come il fratello che non capisce l’amore, il fariseo che guarda con disprezzo la prostituta, i sacerdoti, gli scribi e i farisei che metteranno a morte Gesù.

Anche noi non sempre rispondiamo alla chiamata di Gesù. Pensiamo che tutto è nostro e noi dobbiamo essere al centro. Dobbiamo metterci al servizio per Lui non per il nostro tornaconto. Tutto ciò che abbiamo e siamo è dono gratuito di Dio, espressione del suo Amore per noi. Siamo suoi reali collaboratori, lavoriamo nel suo campo e senza il nostro lavoro non ci sarebbe il raccolto. Lui ci chiama, poi il raccolto lo consumiamo noi. Mangiamo tutto ciò che raccogliamo. In quanto servi inutili il Signore può fare anche senza ciascuno di noi e può chiamare altri, se non abbiamo il giusto rapportocon Lui. E in questo rapporto siamo tutti uguali.

Medito e condivido:

  • Quale risonanza ha in me questo brano di Vangelo?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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