I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 27 febbraio 2022

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

È iniziato il nuovo anno liturgico-pastorale.
Prosegue per il quarto anno consecutivo la proposta di meditazione al Vangelo della domenica con il consueto sussidio.

Alleghiamo di seguito la presentazione della nuova modalità di raccolta delle meditazioni stesse.
Il sussidio, aggiornato ogni settimana, rimane strumento di accompagnamento all’Ascolto e alla meditazione della Parola, per chiunque avesse occasione di utilizzarlo, in preparazione di incontri parrocchiali o familiari, o anche per momenti di riflessione personale.

L’équipe pastorale Caritas

Leggi la presentazione della proposta

dal Vangelo secondo Luca (Lc 6, 39-45)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:

«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

Parola del Signore

Ascolto e medito

Sfoglio distrattamente il giornale… le solite notizie… poi vengo colpito da una pagina! Occhiello: “Beati i miti, perché erediteranno la terra”. Titolo: “Amate i vostri nemici”. Sommario: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”. E poi, di seguito, il testo dell’articolo: il Vangelo di Luca di questa domenica a coronamento della Parola letta nelle due precedenti festività. Insomma, il cuore dell’insegnamento di Gesù.

Il testo è breve, poche righe scritte “in punta di penna”. Non un articolo di cronaca quindi… forse un editoriale. In corsivo, per attirare la nostra attenzione, per dare enfasi a un invito. Per farci cambiare sguardo, direzione, stile di vita. Definitivamente.

Leggo con attenzione… Gesù ci fa notare – con la sua solita ferma dolcezza – che un cieco non può guidare un altro cieco e ci richiama a essere umili. Consapevoli e umili. Consapevoli dei nostri limiti, dei nostri difetti, delle nostre povertà. E umili. Umili con noi stessi e umili con il nostro prossimo. Quindi a non giudicare. A non pregiudicare. Né con la mente, né con la lingua, né con il cuore. Mai. Nessuno. Poveri e ricchi. Amici e nemici. Soprattutto i nemici.

Continuo a leggere con attenzione… Gesù ci suggerisce – con la sua tenerezza e infinita pazienza – che dovremmo fare anche “un altro salto di qualità” nel nostro cammino di vita e di fede: ci invita a non essere ipocriti. A essere coerenti. Coerenti con noi stessi… mettendo finalmente in discussione le nostre “fatue” certezze. In famiglia… cercando di essere fedeli con tenacia al nostro ruolo di coniugi, di genitori, di figli. Con gli amici… consigliando gratuitamente e ammonendo con rispetto. Con i colleghi… sempre riconoscenti e assumendo costantemente le nostre responsabilità. Con chi incontriamo lungo il cammino… curando le sue ferite. Con la vita stessa… accettando le fatiche, ma anche le infinite opportunità che ci offre.

Leggere e portare nel cuore la parabola della pagliuzza e della trave ci aiuta allora a comprendere che per poter cambiare il mondo occorre partire da noi stessi. Mettendoci in gioco ogni giorno con coraggio. Senza paura di sbagliare. Con umiltà. E sapendo di essere figli amati. Sempre e comunque.

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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