Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
Archivio dell'autore: Bottega di Nazareth
“Il racconto della politica”. Un videocorso di Gianfranco Pasquino
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Le democrazie esistono. Hanno problemi. Imparano a risolverli senza violenza. La democrazia è una promessa. I cittadini, interessati, informati, partecipanti, operano per realizzarla. Cosi facendo migliorano la loro vita e le vite degli altri. Per la collana “Maestri” pubblichiamo il video corso di Gianfranco Pasquino “Il racconto della politica”.
La storia del monastero di Chevetogne. Intervista a padre Antoine Lambrechts a cura di Tudor Petcu
Nell’intervista a cura di Tudor Petcu, padre Antoine Lambrechts ci parlerà della storia del monastero di Chevetogne. Padre Antoine Lambrechts ha studiato filologia germanica e slava ad Anversa e Lovanio, teologia a Tessalonica, Lovanio e Roma, specializzandosi in Storia della Chiesa russa. E’ Sacerdote e monaco benedettino del monastero di Chevetogne (Belgio), dove è stato coredattore della rivista «Irenikon» e priore, attualmente è bibliotecario e redattore del bollettino «Lettre de Chevetogne». L’abbazia di Chevetogne è un’abbazia benedettina situata a Chevetogne, una zona a 11 km dal centro della città di Ciney, della Provincia di Namur nella regione di Vallonia in Belgio.
Il monastero presenta una particolarità, ossia di possedere due chiese, una chiesa di rito latino, dedicata a Gesù di Nazaret, e l’altra chiesa di rito bizantino dedicata all’esaltazione della Vera Croce. Questo monastero è unico ed è stato messo sotto il segno dell’ecumenismo, da parte del fondatore, Lambert Beauduin, anche se la Comunità è soltanto composta da monaci cattolici collegati all’Ordine di San Benedetto.
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La differenza tra giustizia ed iniquità. Commento a Sal 97, 10
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Egli custodisce le anime dei suoi fedeli, li libera dalla mano degli empi.
Salmo 97, 10
Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente.
1 Pietro 5, 10
Custodire e liberare, cosa possono significare per noi questi verbi nelle prime avvisaglie del nuovo anno? In questo versetto proposto oggi dal Lezionario Un giorno una parola abbiamo uno dei casi in cui il termine nephesh è riferito alla vita dei giusti che è preziosa agli occhi di Dio.
Bereshit 01 Chi è l’uomo del primo peccato? Di rav Alfonso Arbib
Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.
Don Milani e il mondo del lavoro
da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.
A compimento di un percorso di oltre un anno di iniziative, incontri, approfondimenti, svoltosi tra il Centro Studi Cisl di Firenze e la scuola di Barbiana, le Edizioni Lavoro stanno per pubblicare il volume: Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana. Don Milani e il mondo del lavoro.
L’Italia del «chi ci guadagna?»
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
È stato uno sbaglio e lo correggeranno. Conte, Salvini e Di Maio, sono scesi in campo in formazione completa ieri per assicurarlo: il raddoppio dell’Ires al non profit è stato un errore; loro non ce l’avevano con il volontariato ma solo «con i furbi». E anche se nella legge di stabilità adesso questa cosa non si può più cambiare, la «ricalibreranno» appena possibile a gennaio. Lo prendiamo per buono, anche se per un governo che a ogni pie’ sospinto ripete che con loro «chi sbaglia paga» aggiungere almeno uno «scusate tanto» non avrebbe guastato … Ma queste sono finezze.
Tutto a posto, dunque? No. E non solo perché bisognerà vedere concretamente come la manterranno questa nuova promessa. Il punto vero è un altro: la questione non è fiscale, ma di sguardo sul Paese.
“Alef Bet. La scrittura di Dio”. Paolo De Benedetti racconta le 22 lettere dell’alfabeto ebraico
Il biblista Paolo De Benedetti accetta la sfida di raccontare per radio, a “Uomini e Profeti”, la complessa e affascinante struttura dell’alfabeto ebraico. Il quale non è soltanto un insieme di segni grafici atti a trascrivere parole e frasi. Ma è il tramite della Parola di Dio rivolta agli esseri umani e il pilastro portante sul quale è stato costruito l’intero universo. Ogni lettera, nell’alfabeto ebraico, ha un valore fonetico, simbolico, numerico. Paolo De Benedetti, con la sua conoscenza del testo biblico e della sapienza rabbinica che si è accumulata nei secoli, ci svelerà soltanto alcuni dei segreti racchiusi nelle lettere. Alef, ad esempio, è un suono quasi muto. E rappresenta il silenzio di Dio, la sua unicità, ma anche è la lettera con cui inizia il nome del primo uomo, Adamo. Bet significa casa, ed è la casa in cui l’uomo deve abitare, ma con una porticina aperta, perché si deve sempre essere in cammino.
Riscoprire Capitini per risvegliarsi dal sonno della ragione. Appunti di lettura in occasione del compleanno del filosofo italiano della nonviolenza (23 dicembre 1899)
da Azionenonviolenta.it, “Azione nonviolenta – in rete” la rivista on line del Movimento Nonviolento.
Siamo nel pieno di una discesa verso i più profondi livelli di violenza: dalla violenza diretta alla violenza strutturale alla violenza culturale, nella quale – oltre che le guerre – si ri-legittima il razzismo e la de-umanizzazione dell’altro. La logica del nemico è ridiventata tanto il fondamento della politica internazionale che della politica interna. E’ qui, nel punto della notte nel quale più profondo è il sonno della ragione che genera mostri, che ci viene in aiuto Aldo Capitini e ci indica la via del risveglio e della risalita:
La nonviolenza è ricerca, appassionamento e amore all’esistenza, alla libertà, allo sviluppo di ogni essere.
«Gesù sceglie lui stesso i suoi adoratori: i poveri, i piccoli, i disprezzati dal mondo» di Charles De Foucauld
Insieme agli auguri di un buono e santo Natale da La Bottega di Nazareth proponiamo un bel testo del beato Charles de Foucauld, il cui centenario della morte ricorreva il primo dicembre scorso. Il testo è tratto dalle “Opere Spirituali”.
“Il nostro sangue si è mescolato”. I martiri di Algeria beati
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
Nell’icona preparata per la beatificazione è finito anche lui, Mohammed Bouchickhi, il giovane mussulmano, fedele autista di mons. Pierre Claverie, morto come il vescovo il primo agosto del 1996. Vittime entrambi dell’ordigno – azionato a distanza dal Gruppo islamico armato – esploso all’ingresso del vescovado.
In quegli anni la terra d’Algeria venne bagnata dal sangue di più di 150 mila morti, caduti a causa dello scontro fratricida fra integralisti islamici e militari. Obiettivi privilegiati erano soprattutto mussulmani che cercavano di costruire ponti, aprire varchi di dialogo, opporsi al settarismo fondamentalista. Iman e persone semplici, mussulmani convinti che, al di là delle differenze, Allah Mahabba, Dio è amore, come era scritto sulla stola che Pierre Claverie amava indossare.
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L’insegnamento di Rambam, oltre l’halakhà: l’ebraismo nella vita quotidiana e la via del “giusto mezzo”
da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.
L’ebraismo non è una religione; o piuttosto bisognerebbe dire che l’idea di religione, intesa nel senso più diffuso e di origine cristiana come una “fede” o una “confessione”, non si adatta bene a descrivere che cos’è l’ebraismo. Essere ebrei vuol dire invece appartenere a una “forma di vita” collettiva che ha certamente al suo centro il rapporto con la divinità (e dunque quel che si usa chiamare religione), ma che comprende anche i rapporti interpersonali, cioè il diritto e la politica, l’identità collettiva, e fornisce anche indicazioni su come dev’essere una buona vita: non solo rispetto ai doveri nei confronti degli altri, ma anche alla propria esistenza interiore e perfino alla salute e al costume.
“La buona politica è al servizio della pace”. Messaggio del Santo Padre Francesco per la celebrazione della cinquantaduesima giornata mondiale della pace
La responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, e in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare. Questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. Non c’è pace senza fiducia reciproca. E la fiducia ha come prima condizione il rispetto della parola data. L’impegno politico – che è una delle più alte espressioni della carità – porta la preoccupazione per il futuro della vita e del pianeta, dei più giovani e dei più piccoli, nella loro sete di compimento.
Quando l’uomo è rispettato nei suoi diritti – come ricordava San Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris (1963) – germoglia in lui il senso del dovere di rispettare i diritti degli altri. I diritti e i doveri dell’uomo accrescono la coscienza di appartenere a una stessa comunità, con gli altri e con Dio (cfr ivi, 45). Siamo pertanto chiamati a portare e ad annunciare la pace come la buona notizia di un futuro dove ogni vivente verrà considerato nella sua dignità e nei suoi diritti.
Pubblichiamo di seguito il tema del Messaggio per la 52a Giornata Mondiale della Pace che si celebra il 1° gennaio 2019.
I diamanti della Torah II: Tzedakà. La beneficenza è un dovere
Dopo il successo della prima edizione, torna on line la web series I Diamanti della Torah. Nella seconda stagione il Rabbino Shalom Hazan con Fabio Perugia scaverà nell’anima dei precetti ebraici. Un modello di welfare chiamato tzedakà. Per approfondire clicca http://it.chabad.org/3381463/
Visita con gli studenti delle scuole medie di Roma di fede cristiana e di fede islamica all’esposizione “100 Presepi in Vaticano”
da Conf-islamica.it, Confederazione Islamica Italiana.
L’Associazione Internazionale Karol Woytyla, in collaborazione con la CII – Confederazione Islamica Italiana, l’Ufficio per l’ecumentismo e il dialogo interreligioso della CEI, il Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha promosso la visita con #studenti delle scuole medie di #Roma di fede cristiana e di fede islamica all’esposizione i “100 #Presepi in #Vaticano” – 17 dicembre 2018, ore 15:00 – 17:00- Sala San Pio X, Via della Conciliazione 7 – Roma.
«Aspettiamo ancora domani, per tagliare la corda». I monaci di Tibhirine
da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.
Il monastero di Tibhirine – i giardini – porta queste parole profetiche nel suo stemma: «Segno sui monti».
“Fatti piccolo e il mondo migliorerà”. Intervista a Haim Baharier
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Avevo incontrato Haim Baharier qualche anno fa durante un confronto con il teologo Piero Coda. Mi sembrò, cosa rara, che si potesse dialogare di religione con sapienza, garbo, acutezza. Scoprii in Haim Baharier il grande biblista. Seppi in seguito che era anche un matematico e uno psicoanalista. L’ho rivisto e riascoltato qualche mese fa, nel Duomo di Amelia, mentre discorreva con Erri De Luca. E ancora volta – davanti a un affollatissimo pubblico – ho avvertito il fascino e il pathos che certe figure ci trasmettono. Quel senso di gratitudine che nasce quando diciamo tra noi: questo avrei potuto pensarlo io. Ma lui ha saputo dirlo meglio.
Per un rinnovato impegno civile e religioso: “La dottrina sociale della Chiesa e il lavoro” di avv. Roberto Respinti (Centro studi “Livatino”) e dott. Luigi Pignataro (Società Agricola “Melavì”)
Relatori: avv. Roberto RESPINTI (Centro studi “Livatino”) e dott. Luigi PIGNATARO (Società Agricola “Melavì”).
Secondo appuntamento del ciclo di incontri sulla dottrina sociale della Chiesa organizzato dai vicariati di Bormio, Grosio e Tirano (Diocesi di Como).
Nova (Lovero Valtellino), Sala riunioni della ditta “VIS”, Venerdì 14 Dicembre 2018
Conosciamo la Bibbia: Il vangelo secondo Luca. Un corso biblico di don Claudio Doglio
da Dondoglio.wordpress.com, il blog di don Claudio Doglio.
Nella rubrica “Conosciamo la Bibbia”, don Claudio Doglio inaugura un nuovo ciclo di trasmissioni dedicate al Vangelo di Luca.
Il Natale e la logica di Dio. Oltre il folclore e le strumentalizzazioni
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
Josef mi lasciò insieme all’asina fuori di città e partì di corsa. C’era odore di vino. Le cantine di certo avevano anticipato il travaso per averne da vendere ai viandanti. Ero arrivata al giorno, si stavano aprendo le mie acque. Tornò dopo due ore, desolato. Niente, non aveva trovato niente. Nato a Bet Lèhem, era partito bambino per la Galilea. Non aveva un familiare al quale rivolgersi. La città era sottosopra per il ritorno delle famiglie da censire. Ogni casa ospitava parenti venuti da lontano. Si torceva le mani. Aveva implorato, offerto anche l’asina per un letto, niente. C’era solo una minuscola stalla dove c’era un bue. La bestia, almeno lei, accolse bene gli intrusi, io e l’asina.
Così scrive Erri De Luca nel suo In nome della madre immaginando la fatica che Maria e Giuseppe dovettero affrontare nei giorni del parto. Un’immagine così diversa da quella di molti quadri e rappresentazioni che raccontano invece di una Santa Famiglia serena, perfetta e unita.
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